I “veri” animalisti son tanto simili a quelli farlocchi

Questo è un sassolino che volevo togliermi dalla scarpa da parecchio tempo ma non ho mai trovato occasione. Mi è capitato di parlare nel mio blog di animalisti “veri”, presunti animalisti “falsi” eccetera e nel cercare i primi avevo trovato solo un paio di paginette, che all’epoca contavano qualcosa come 2000 fan su fb, paragonandole a pagine come Logica Onnivora che di fan ne contava già 10.000 all’epoca. In sostanza, sti animalisti “seri” tutti ne parlano ma nessuno li vede mai. Le pagine che si propongono come serie hanno attirato la mia attenzione ma non ne ho mai discusso approfonditamente. Dando un’occhiata ogni tanto ho avuto modo di lodare il fatto che parlassero di ricerca in maniera decorosa, proprio come coloro che la difendono, usando praticamente gli stessi argomenti. Peccato che per tutto il resto sciorini più o meno la stessa propaganda veg che si può riscontrare ad ogni angolo del web, solo con più fonti in calce e un fare molto più convinto. Come Logica Onnivora si vedono spesso gli admin, una in particolare, nascondersi dietro la frase “non lo dico io, lo dice la scienza” che spesso abbiamo visto in bocca ai ciarlatani. Un paio di esempi tanto per gradire:

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Quando parlano di ricerca e S.A. è ok

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Qui parlano delle far oer e della grindadrap proprio come esaltati

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Con alcuni errori. Parlano ad esempio dei problemi legati al mercurio nella carne di globicefalo dimenticandosi anche l’azione benefica del selenio di cui sono pregne

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Nei commenti le stesse puttanate che potremmo trovare in letteralmente qualsiasi pagina veganimalata

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Qui un altro esempio in cui l’etica animalista esce dalla porta per poi rientrare dalla finestra. Dà per scontate cose che non lo sono affatto e in altre parti sparerà la sempiterna puttanata del consumo dei litri d’acqua, dei cereali e della piramide trofica, tanto cara ai bufalari che si attaccano alle diete veg con la scusa dell’ambientalismo spicciolo

 

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La cosmesi è “inutile”, nessuna risposta pervenuta. La signora userà la fuliggine per truccarsi!

 

 

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Capito? Loro possono cazzeggiare quando gli pare ma gli altri no. E ricordate bambini, cacciatori e allevatori livello etico (qualsiasi cosa voglia dire) pari a zero, perché lo dicono loro.

 

Quindi che dire, a conti fatti questa pagina è l’ennesimo tentativo di alcuni animalari di darsi una placcatura d’oro e ripulire le merdate fatte dagli altri, sempre con una certa accondiscendenza. Ad esempio, Sea Sepherd viene presentata come un’associazione di persone buone ma forse un po’ troppo sprovvedute, povere, che fanno cose buonine anche se illegali. E dunque non sbagliano, eh? Semplicemente corrono il rischio di rovinare l’immagine di tutti gli altri ;(

Una pagina di “veri” animalisti farlocchi, motivo per cui non mi sono mai sognato di intervenire, perché almeno per metà faceva il suo lavoro, per l’altra metà se la cagavano comunque in pochi, dato che si attirava comunque le ire degli animalisti più accesi. Infatti ancora ora sono in 5.000, nel cui numero è compreso sicuramente chi già ricerca o segue il mondo della ricerca. La cosa ci dimostra che animalisti “veri”, per ora, ce ne sono ben pochi, anche meno di quei 5.000. Non ho neanche citato, poi, le posizioni della pagina sul circo: stessa identica propaganda animalata con in più studi sulle stereotipie degli animali, per poi estendere il tutto a tutti, sempre, ovunque, nonostante le siano stati fatti notare gli studi contrari favorevoli al circo e al benessere degli animali.

Però ieri mi è capitato di trovare uno degli admin, che conosco di fama per le sue posizioni arroganti e spesso ascientifiche (quella degli screen che sproloquia di etica e naturalità, in pratica), con un commento che mostrava il fianco. Ho quindi deciso di metterlo alla prova e vedere se avevo ragione a dubitarne. Questa in particolare me la ricordo per la tipica arroganza con cui scrive e non ammette repliche, tanto che lei stessa lo ammette ma semplicemente continua, perché dice che è il suo modo di scrivere. Talvolta la si ritrova col profilo personale anche su Italia Unita x la Scienza, pagina che seguo e che ho citato parecchio per smontare molte delle bufalacce sull’allevamento che lei stessa spara. Da altre parti l’ho vista commentare contro il Gene Egoista di Dawkins arrivando sempre a estendere il proprio parere (e cioè che sia un volume ormai obsoleto e in disuso presso qualunque scienziato serio) a tutta la comunità scientifica in toto. Una strategia retorica tipica dei ciarlatani, come abbiamo visto grazie a Logica Onnivora.

Capite bene che la situazione era ghiotta per uno di quei confronti che tanto mi piacciono, per cui ho proprio voluto intervenire. Quindi vi presento il battibecc…cioè il profondo e sensato scambio che abbiamo avuto, da me medesmo meco commentato.

Il casus belli è stato un post fb di un video (vi metto poi le fonti in calce per agevolare la lettura) in cui, in una trasmissione tv, comparivano Giuliano Grignaschi e un allevatore che non conosco, a confronto con Vassallo, noto animalista estremista, e la famosa Lemon Pepper, quella che davanti alle telecamere si è coperta di ridicolo chiedendo “Loro nei laboratori cosa fanno? EH? COSA FANNO? Io il raffreddore lo curo con limone e peperoncino”. Tanto per curare altre malattie bastano altri condimenti, no?

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Sul post commentava l’admin di cui parlavo sopra, presunta “vera” animalista, scrivendo:

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Ora, potrei soffermarmi sulle solite bufale veggye già rilette chissà quante volte senza alcun contraddittorio, però vorrei piuttosto soffermarmi su come questa persona scriva, i toni, le parole usate. Abbiamo visto che parlare per assoluti è sempre in qualche modo pericoloso se si vuole usare un criterio scientifico. Il fatto è che anche qui dimostra una certa ignoranza, diamo per veri i dati che ha: per quale motivo ricerca e allevamento non dovrebbero essere entrambi scientifici o importanti in egual misura? Abbiamo visto che sulla sua pagina dice più o meno le stesse cose: ricerca sì, tutto il resto collegato con gli animali no. Allora sono andato a parare lì. Si tenga anche conto della faziosità: gli animalisti hanno proferito balle dall’inizio alla fine, erano una quindicina e spesso bercianti, che affermazione cretina è dire “poteva rispondere in altro modo” quando il pubblico è schierato e non ti ascolta? Abbiamo visto già un sacco di volte, come anche nel caso Stamina o Burioni, che chi comunica con dati e numeri viene sommerso da chi urla. E ora questa recrimina se, oralmente, in tv, uno si permette di dire che i dati sono falsi.

Segue la mia risposta. Ho inserito il discorso cosmesi per stuzzicarla, perché volevo sondarla. Infatti all’inizio non recepisce, le dà fastidio che ne parli, è un’altra di quelle cose che non tollera e che molto probabilmente tratta come io ho descritto. Infatti, notare il “eh” finale sempre molto aggressivo, fa notare che non si parlava di quello. Ma dai?

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La signora si sente punta e risponde un po’ piccata ma almeno è carina a ribadire le paroline magiche che si era dimenticata prima: per me. Queste cose non vanno date per scontate, tantomeno sui social. Anche la frase: “Il paletto etico oltre il quale non è accettabile indurre sofferenza a scopo di lucro, non scientifico, nel caso delle scaloppine è parecchio più basso” dimostra grande ignoranza in materia. Ma da una che usa la piramide trofica come prova del nove non mi stupisce affatto. Pone arbitrariamente un paletto tra ciò che considera scienza e ciò che secondo lei non lo è. Cioè, il rapporto mutualistico tra fauna-territorio per lei non esiste, il concime non ha alcuno scopo, si alleva solo per la carne, per venderla, per quella brutta parola, “lucro”, come se gli allevatori fossero capitalisti cattivissimi! Il discorso viene da lei banalizzato in una maniera atroce, per quanto si possa darle relativamente ragione sul consumo (non è spreco trasformare le risorse, è impiegarle semmai) è chiaro che si dimentica di tutto un sottobosco di valide ragioni per allevare oltre a mangiar carne. Non ultimo anche il discorso “povertà”, che lei tocca: l’allevamento permette il sostentamento di famiglie poverissime. (fonte FAO)fao livestock poveri.jpg

Insomma, i veg giocano sempre sui soliti numeri: acqua, cereali, effetto serra, dimenticandosi degli altri discorsi. Un po’ come parlare del fumo unicamente in termini di cancro, nicotina e dipendenza, quando si può parlare di sigarette anche in ambito cinematografico ad esempio, come strumento rilassante e distensivo, e così via. Avrete capito che a me i discorsi piace estenderli, a loro ridurli.

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Lei non è contro la “scaloppina”, termine con cui intende parlare della carne con un unico esempio che li rifletta tutti ma questo non era neanche da spiegare, si capiva. Evidentemente è convinta di dire qualcosa di sacrosanto che solo un babbeo può non aver capito. La mia risposta è che ad ogni elemento corrisponde un uso: non si fa a meno della carriola perché abbiamo il trattore. Potremmo dire che uno è più veloce, protetto, fa meglio il suo lavoro, ma ne fa un altro. Non si buttano via le cose perché a te non piacciono, o non servono, anche questo mio discorso lo trovo banale. Così banale che ancora non capisco come facciano gli animalati a non capirlo. Boh. Nella seconda parte faccio notare, sempre con un tono distaccato, che i famosi paletti etici può metterli chiunque, su letteralmente qualsiasi cosa. Ne ho già parlato a sufficienza di questo, vi rimando ad altri miei articoli sulla questione. Chi ci dà il diritto di avere un gatto, che uccide animali, se ne nutre ed è un pericolo per la biodiversità? Chi ci dà il diritto di avere troppi figli? E così via e così via.

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Lei non è contro le scaloppine, è contro quel sistema che le produce. Ricordiamo, però, che poco fa ha parlato di “indurre sofferenza” parlando dell’allevamento. Eppure se si seguono leggi e criteri sviluppati da esperti del settore, l’allevamento non è questo “indurre sofferenza” di cui parla, sempre che non ci si affidi ai video youtube come fonte. Sulla cosmesi, come immaginavo, ha abboccato. Le dà fastidio, vuole sapere, vuole capire, non accetta quel che ho detto e che per qualcuno sia difendibile. Concludo dicendo che per me, il termine “animalista”, che so bene che cerca di riabilitare nella sua paginetta, per me ha poco o nessun valore proprio come “femminista”. Si sono succeduti così tanti stronzi, così tanta feccia, così tante balle e controballe che ogni movimento definitosi tale si giudica “vero” bollando gli altri di essere “falsi”. Chi è l’animalista? NON è colui che ama gli animali, e nemmeno colui che protegge il territorio. E’ un termine che vuol dire tutto e niente, che allo stato attuale delle cose non è molto ben visto a causa degli invasati ma lei, anche sapendolo, fa finta di niente, continuando a proporsi come tale, come se fosse una cosa normale o auspicabile. Chissà qual è la sua posizione quando qualcuno augura il cancro a chi mangia carne, se fa la paracula dicendo che “effettivamente le ricerche dicono che…” o se almeno cerca di evitare questi folli. Io sulla sua pagina ho letto che si è scontrata con altri animalisti ma vedo che mantiene sempre un comportamento piuttosto ambiguo, a sé. Mai visti, ad esempio, commenti e critiche a Logica Onnivora o a Sbarella, per dirne due.

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Questo è il momento in cui prende visione che dopo 3-4 commenti non sono uno che lascia perdere, quindi comincia a essere piuttosto aggressiva e poco lucida. Come molti fanno punta sul cercare inesistenti contraddizioni nell’interlocutore, infatti come le ho risposto ha preso due pezzi differenti di discorso (senza capirli, tra l’altro) e credendo fossero in antitesi tra loro. Geniale. Da qui comincerà una parte a cui vi chiedo di fare attenzione, farà un mischione di cose. “Etica oggettiva” non significa nulla per chi ha studiato un minimo di filosofia ma posso immaginare che voglia dire “il pensiero comune di tutti, della società”, parlando poi di Obama (?) e dello schiavismo. In sostanza sta parlando delle stesse cazzate già lette migliaia di volte, traduco:

La soggettività delle persone è importante. Quando c’era lo schiavismo le persone erano TUTTE schiaviste ma grazie alle persone “soggettive” contrarie si è messo un freno allo schiavismo. Così oggi abbiamo Obama non in catene. 

Con un po’ di sforzo si capisce cosa voglia dire ma è comunque una frase da social, acritica, astorica, insignificante e semplicistica.

La cosmesi, ci dice lei, è uno strawman. Qui è piuttosto ambigua. A essere uno strawman è la cosmesi stessa in quanto tale, io che ne ho parlato o la versione animalista di cui ho parlato?

Chiaro che, se si riferisse a me, sarebbe piuttosto sciocca. Non solo gli animalisti, tutti quelli contrari alla cosmesi ne parlano come di cremine per le mani o per vecchie decrepite, non ho mai visto in migliaia di discorsi gente che avesse l’onestà intellettuale di far notare che la cosmesi serve anche ad esempio per l’acne, per le occhiaie, per avere autostima, per uscire di casa apprezzandosi, in ultima istanza per piacersi e avere stima di sé. Ora, spero che Giulia non fosse così cretina da volere ogni singola frase stupida che io ho riassunto in una ma concretamente non c’è una sola versione che si differenzi da quella. Motivo per cui io sono a favore della cosmesi e contrario a vederla stereotipizzata, quello sì che è uno strawman, quello animalista.

La frase seguente è la piena rappresentazione di ciò che mi aspettavo di vedere confermato: per lei la ricerca è ok, l’allevamento per: “produttori a basso costo di scaloppine a scapito di esseri senzienti”. In questa frase sono già compresi numerosi strawman, visto che li ama tanto

-Non esiste solo la produzione a basso costo, non è corretto parlare solo di quella

-Anche ammesso che esistesse solo quella, è una generalizzazione.

-Esseri senzienti, detto così, non vuol dire nulla. Lei stessa sa bene che gli animali vengono sedati se si segue l’iter, quindi qui o sta facendo finta di niente per avere discorso facile, o se l’è “dimenticato” per puro caso. Al massimo si può parlare di uccisioni di animali incoscienti ma qui non avrebbe gioco facile per cui, come molti animalari, punta sulle parole d’impatto.

L’ultima frase è l’emblema alla stupidità: muore più gente di cancro che di scaloppine economiche, sempre con quell’eh che vuole essere aggressivo, povera piccola.

Lei sta semplicemente sostenendo che, siccome c’è gente che muore da una parte, e la ricerca la salva, e gente che NON muore di fame dall’altra, allora una sia meglio dell’altra. Ma sta facendo paragoni arbitrari del tutto insensati, lo scopo della ricerca è salvare vite, le scaloppine NON hanno quello scopo, che cazzo di confronto è? Allora io ti dico che siccome un medico salva le vite, e un operaio no, il medico sia meglio dell’operaio.

Lo scopo delle scaloppine è farti godere la vita con un piacere, magari un lusso, un taglio pregiato che ti fa felice. Questo lo spiegherò dopo. Le ho postato uno dei miei articoli sull’ottica riduzionista, secondo la quale, ragionando che tutto ciò che non è vitale può essere tolto, si arriverebbe alla logica conclusione che vivere coperti di frasche in una grotta mangiando radici sia la soluzione migliore, se si eccettua il suicidio.

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Anche qui enormi strawman e semplificazioni: non è affatto vero che fosse l’etica di tutti, che fosse accettato da tutti sempre e in qualunque momento, tantomeno dagli schiavi. Roma ebbe il suo famoso Spartaco, tanto per citarne uno. Era una convenzione molto solida, quello sì, ma da qui a dipingerla come accettata acriticamente da tutti ce ne passa. Lei ne parla come se ci fosse stato un unico periodo storico durante il quale, grazie ai soggettivisti, questa versione si sarebbe poi smorzata, dipingendo la cosa quasi con tinte romantiche, ed è una cosa che farebbe inorridire qualsiasi storico. Glielo perdono perché, come dice lei, ha un enoooooorme curriculum scientifico, ma frasi come questa sono imbarazzanti, tanto che gliela correggo. E qui cascherà l’asino perché permetterà a lei di svicolare in seguito, purtroppo.

Lei “rivendica” la legittimità delle azioni soggettive. E’ furba, sta usando frasi molto fuffose: cosa vorrebbe dire rivendicare la legittimità di queste azioni? Che sei come loro? Che gli animalisti sono come loro? O che gli altri sono schiavisti?

Non occorre chissà che intelligenza per capire che è il solito discorso che fanno gli animalisti, e glielo spiego pure, fallace: chi sfrutta gli animali dunque è schiavista o come loro, chi vuole la loro liberazione è come i soggettivisti, tanto buoni e cari come descrizione manichea vuole.

La sua ultima frase mi ha lasciato ben sperare, credevo si fosse arresa, avesse capito e mollato, e invece, vedremo dopo. Nella mia risposta ho tenuto conto di un contesto, quello americano, che lei già aveva citato con Obama, semplicemente perché è il caso più eclatante. I famosi nordisti abolizionisti contro i sudisti cattivi, coi loro campi di cotone, che non vogliono lasciare i negretti. Quanta retorica ci è stata costruita sopra, in ottica retroattiva? E’ un errore che capita sempre, le persone cercano di rinegoziare il passato in base a come conviene al presente, non bisogna mai fare l’errore, come fa lei, di credere che il mondo tutto fosse cattivo e che grazie a un manipolo di buoni il mondo tutto sia cambiato in meglio. Non è così, mai stato così, mai lo sarà.

Ora, lei non ha poi aggiunto un discorso, facendo notare che gli animali effettivamente siano “schiavitù” ma per esperienza ho giocato d’anticipo rispondendo preventivamente per non sentire la stessa cazzata già letta più volte, sempre alla stessa maniera. E questo mio anticipare le cose rovinerà la discussione, purtroppo, perché le darà modo di scappare.

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Qui, sentendosi punta veramente, e capendo di avere di fronte non uno qualsiasi, passerà all’offensiva senza ritegno in un modo che credeva furbo, probabilmente.

Insomma il suo era un paragone. Parla di schiavi e negrieri perché voleva SOLO ribadire quanto fosse importante la soggettività, fra mille esempi che avrebbe potuto usare senza coinvolgere gli schiavisti. E questo perché, suppongo, il bias è suo: premeditava già di passare al seguente discorso ma se lo è visto stoppare con malagrazia, così arriverà ad una arrampicata di specchi ridicola: non parlava dello schiavismo USA.

E di grazia, quali altri casi eclatanti sullo schiavismo vengono discussi, se non quello Americano, per la loro importanza? Come faccio notare io, poi, non sono esistiti solo abolizionisti ma anche luddisti, soggettivisti tanto quanto i primi. E lei, sempre arbitrariamente, sceglie quelli che hanno già vinto e sono già considerati i “buoni”, tutti gli altri esempi che la sbugiardano ce li dimentichiamo. Comodo, eh!

Poi, ennesima arrampicata di specchi, tenta il tutto per tutto con la parolina magica, il deus ex machina per eccellenza: No, hai torto, hai capito male, il tuo è un BBBBBBIAS.

Bias in questo senso nelle discussioni è usato come “fallacia logica”; un po’ come dei bambini gli interlocutori si accusano vicendevolmente di aver detto balle, ma non dicono “balle”, devono usare argomenti razionali per dire “balle”. E bias è uno di questi, qui usato completamente a caso considerato che LEI aveva citato Obama e che io per seguirla a ruota ho parlato del caso più eclatante USA. Ora magicamente salta fuori che gli USA non c’entrano più coi loro abolizionisti non così etici e soggettivisti. Nono, nonnossignore, fidatevi signori miei! Intendevo ALTRI abolizionisti.

Ridicola.

Non mi ha insultato ma io non mi riferivo a lei, chiaramente. Parlavo di quelli che lo hanno fatto con quegli stupidi argomenti che lei sta usando, e che indirettamente mi danno fastidio. Coda di paglia?

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Questa parte è meravigliosa. Comincia sproloquiando del Foie Gras. Cerca di giocare in casa usando un argomento marginale, su cui più o meno tutti sono concordi, come pellicce, cosmesi, stupratori e pedofili, ecc

L’esempio però è un’altra semplificazione e fallacia logica: usare un caso estremo per rappresentare la categoria al completo della produzione di carne. Ribadisce che sono tutti paletti personali, per fortuna, ma questi rientrano poi dalla finestra quando mi chiede “tu che ne pensi?” come se nella sua scelta la mia decisione fosse importante. Sono tue opinioni o no? Sono quelle che chiunque dovrebbe avere per essere “etico” o no? Sempre lì siamo coi discorsi dei veganimalati, con la differenza che lei è più furbetta e si nasconde meglio senza mai dare conferma. Al massimo ritratta, o dice che non hai capito tu, quando il discorso è chiarissimo.

Cerca di farmi capire che altrove (sulla sua pagina, l’ho capito, ho anche visto il post) si è attirata le ire di gente. E’ sicuramente meno codarda di quel che pensassi, lo apprezzo questo esporsi ma allo stesso modo non apprezzo le uscite arroganti e spesso arbitrarie che fa, spacciandole per qualcosa di vero e accettato da tutti. Anche se ora con me sta ritrattando molto.

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Qui c’è la mia risposta, poco da aggiungere, direi. Un po’ di vittimismo spicciolo che non fa mai male. Ma poi fatemi capire, anche se non intendeva lo schiavismo USA, in quale altra parte del mondo non vale ciò che ho scritto? Dopo, con il proseguire del discorso, aggiungo una fonte.

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Anche qui ho fatto un errore di comunicazione a cui lei poi si aggrapperà abilmente per scappare, dicendo “attribuisci valore zero”. In effetti non è vero, non è zero, è un valore inferiore, sempre arbitrario, in riferimento alla ricerca. Lo ha detto, l’ho capito, ma ho voluto scrivere velocemente. Concedetemelo, scrivere ogni volta “attribuisci valore arbitrario superiore alla ricerca rispetto all’allevamento” è più lungo e noioso di “Attribuisci valore zero alla scaloppina”. Il senso era chiaro a entrambi ma capisco che poi uno debba appigliarsi a qualcosa pur di non perderci la faccia.

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Qui, capendo che non se ne tira fuori facilmente, comincia a cercare escamotage per scappare dalla discussione. Infatti come sempre capita comincia a rispondere a pizzichi e mozzichi, solo alle frasi che le convengono, o sulle mie “facilonerie” comunicative. Tutto ciò che ho detto viene rigettato in toto (ma lo capisco, eh) con un pretesto, si permette di annullare tutto il discorso sacrosanto che le ho fatto prima su storia, etica, rapporto uomo-animale con quest’ennesimo strawman. Ci mancava solo un “ah-ah non sai leggere, quindi non vale!”

Anche questo suo essere così aggressiva, “ti spiccia casa”, wow, abbiamo quasi sicuramente una lettrice di Zerocalcare, eh? Ou nou, aspettate, il mio è un azzardo! Magari è veramente romanesco e lei di Roma! Chiaramente tutto ciò che ho sempre studiato, letto e discusso ora è una balla a causa della mia semplificazione, noooooo

Ma andate a cagare, va.

“CVD” completamente a cazzo di cane, tanto per dimostrare il nulla. Cioè non ha detto niente oltre a ripetere come un mantra la parola “bias”, è tutta lì la sua difesa. A sto punto dovevo dirlo io il cvd.

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La nostra amica comincia a involtolarsi nel suo stesso discorso. Prima dire “valore zero” equivaleva a non aver capito niente del suo discorso, dire che equiparava uomini e animali parlando di schiavitù era “metterle parole in bocca”, però a lei è concesso. Lei può tranquillamente permettersi di mettermi in bocca cose che non ho mai detto. Infatti parlavo della mia esperienza in discussioni al 100% identiche a questa. Ora, non è che siccome sei una persona con un ego ipertrofico, gestisci una paginetta del cazzo con 5000 utenti e ti reputi una persona seria, o diversa, a te spetti un qualche trattamento speciale. Non si dà a nessuno. Anzi, ti si riserva il trattamento che meriti a seconda di come hai condotto la discussione e, ma questo non possono saperlo, quello che io già so di te. Ergo tutte le puttanate trovate in pagina come la grindadrap eccetera. Questa discussione è conforme a tutte quelle che ho avuto con gli invasati con un filo di retorica in più, un livello sopra logica onnivora ma sempre con facilonerie e argomenti banali e banalizzanti, niente di nuovo e niente di diverso. Cioè questa dice di mangiare carne, di non doversi giustificare, poi ti attacca il pippotto sulle scaloppine che devastano l’ambiente. Ma si può? Rido. Poi sono gli altri a non capire le cose belle e giuste che voleva dire. Ceeeerto.

Comunque io cerco di essere propositivo, sia all’inizio che alla fine. Le ho dato per buono quel che intendeva e le ho chiesto di spiegarsi. Lo avrà fatto? Scopriamolo, amisci.

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Da questo punto, purtroppo, a causa di un Matteo non richiesto, la discussione si allontanerà dal fulcro permettendo a lei di tergiversare anziché rispondere e a lui di mischiare le carte in tavola. Infatti la sua obiezione per me non ha alcun significato, e anzi contiene errori gravissimi: “sei tu che non dovresti interpretare in base alle tue esperienze”

Ah no? E sulla base di cosa? Dovrei interpretare secondo grazia divina? Secondo il verbo di Dio? Matteo, che da ora in poi chiamerò anche “Il Chierichetto”, si esprime, o meglio cerca, di parlare come un libro stampato riuscendo solo a dimostrarsi uno stereotipo vivente di frasi fatte belle, bellissime, ma in ultima analisi ridondanti o superflue.

“Poi non entro nel merito della discussione”

E’ furbetto, Matteo, voler far notare un errore (presunto tale) all’interlocutore, cercando così di spostare l’attenzione dal discorso principale e di annullare quanto precedentemente scritto, e cavarsela con “non entro nel merito”. Eh no, o la discussione la leggi tutta e intervieni o stai zitto. Cosa fai, chiami in causa una parola tra mille? Un discorso fra cento? E poi non entri nel merito, cioè parli senza cogliere il contesto? Intellettualmente disonesto.

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Le arrampicate di specchi di Matteo continuano e mi fanno sentire in pena per lui. Capito? Esistevano anche altri schiavismi. Oh, vi giuro, mai nessuno li cita, mi cita casi esemplari o discorsi inerenti, mai nessuno dà una lettura diversa da quella animalista alla cosa, e qui di fronte a me ho l’unica persona, fra milioni di utenti, migliaia di animalisti, centinaia di pagine, che NON si comporta così e ha qualcosa di diverso da dire. Con lo schiavismo inglese e quello francese! Ahahahahah

Tornando seri, si vede subito che anche il suo è uno strawman, cerca a tutti i costi, come nel gioco del “ce l’hai”, di affibbiarmi un bias, perché così salverebbe in corner l’amichetta, che di bias non ne aveva, nonnnonono. Allora se io ho un bias ha sempre avuto ragione lei, capito?

Andiamo a vedere un po’ cosa scrive una buona fonte in merito (ve la metto in calce):

L’Inghilterra, che probabilmente era stata la principale nazione schiavista del mondo, si era così trasformata nella principale nazione emancipatrice grazie a un profondo cambiamento collettivo delle coscienze[1]. L’abolizionismo francese, infatti, fu più debole e incerto di quello inglese

Ok, va bene, il risveglio delle coscienze ce lo siamo puppato. Poi però sembra che quello francese non fosse così “etico” come voleva farci intendere, quindi non stava parlando di quello francese.

L’uomo ‘illuminato’, tuttavia, non era esattamente un abolizionista. Era sì un critico del sistema schiavistico, ma ondeggiava fra la volontà di riformarlo per accrescerne l’efficienza, la compassione che poteva nutrire per la figura dello schiavo, la speranza che questi potesse migliorare la propria condizione e l’auspicio che, progressivamente, la schiavitù potesse essere abbandonata. Si era ancora all’interno di un modo di pensare nel quale convivevano la tolleranza del sistema e l’idea di una sua riforma: “il progetto grandioso e radicalmente nuovo chiamato ‘abolizionismo’ non esisteva affatto prima del 1770-1780

Ops. Questo dà ragione a me. Non esiste, in quella forma romanzata che ci proponeva Anna Giulia, un gruppo di buonissimi che fa cambiare idea al mondo. Ma vediamo ancora:

L’abolizionismo fu una tappa fondamentale nella progressiva affermazione dei diritti universali dell’uomo. L’obbiettivo fu raggiunto grazie alla pressione di movimenti a forte componente morale e idealista che si trovarono ad agire in una situazione di evoluzione dei costumi e di cambiamenti economici e sociali. Per abolire il traffico degli schiavi, residuo di un ancien regime agonizzante ma duro a morire, furono anche necessari, come si è visto, il pragmatismo, le pressioni politiche e l’impiego della forza militare.

La componente etica di alcune frange di credenti fu essenziale, sicuramente, ma come spiegato qui la componente del pragmatismo, di cui parlavo, le pressioni politiche e la guerra furono necessari e molto probabilmente decisivi. Cioè? Cioè ho ragione io. Di qualunque schiavismo si parli, non cambia la sostanza dei fatti e bisogna essere scorretti o ignoranti per non capire cosa dico.

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Matteo non è onesto con me ma soprattutto con se stesso. E’ intervenuto non a caso per difendere l’amichetta, non per “spiegare cosa fosse un bias”, altrimenti non avrebbe insistito. Anche lui poi usa strumenti fallaci per argomentare parlando proprio di leghisti, come a dire che io sono quello che dà dei leghisti a tutti i veneti. Povero piccolo, voleva solo spiegare il discorso lui. Per poi alzare le mani e ribadire che lui è pro sa e tutto, ma già lo sapevo. Anche se non ricordo particolari interventi brillanti da parte sua quando seguivo varie discussioni. Sta di fatto che non è sicuramente una cima della comunicazione, esistono le tendenze, esistono le masse critiche di persone che fanno cose, non possiamo pragmaticamente fare finta di niente ogni volta che si inizia un discorso. Animalisti violenti? Quali? Insulti e auguri di morte per aver mangiato carne? Mai visti, e se c’ero dormivo, non puoi generalizzare. Capito il paraculo?

Quello che si mette in mezzo per fare la battutona da sympa della cumpa è ciò che temevo: gente che si mette in mezzo a casaccio per buttarla in caciara, purtroppo. Non che la situazione fosse salvabile, del resto.

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Matteo almeno ammette sia una tendenza (oh, mi aspettavo accuse di generalizzazione, strano!) ma dice che su questa non posso costruire risposte preimpostate. Come se io avessi risposto come un bot, no? Come se per lui avessi cominciato apertamente così fino a proseguire con questa risposta preimpostata. Nel frattempo, l’altra simpaticona tergiversa postando memetti da bimbaminchia quale è. Perché rispondere è per le persone serie, per bene, e lei ride godendosi i commenti. Guai però a farle notare che è poco carino, eh? Malpensanti affetti da bias!

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Matteo capisce che la strada comunicativa non è quella più sensata con uno che studia comunicazione. Ci riprovo con esempi sparati totalmente a cazzo, senza capire una mazza del discorso globale, perché spendersi a leggerlo era un bias. Difendere l’amichetta a spada tratta invece no. Ma quel che vorrei chiarire, oltre a far notare come ormai la discussione ci abbia purtroppo portato lontano, è che la sua obiezione è sciocca. Non è il nome a fare la persona ma come si comporta, nel caso specifico come dialoga. Io ovviamente ho altre conoscenze sulla persona, so che dice balle e ne dice spesso tra propaganda e strambe posizioni personali. Tuttavia anche tenendo solamente conto di questa discussione si può vedere che è stata arbitraria, aggressiva, non ha inizialmente usato il “secondo me”, è capziosa nel presentare dati e situazioni. In sostanza, non sta grande amica, probabilmente, o almeno io un’amica così la rimuoverei subito dai contatti.

Questa persona NON mi ha dimostrato niente di diverso dagli altri con cui ho discusso, niente di nuovo e neanche mi ha dimostrato di saper dibattere in maniera onesta. Vien da chiedersi: perché dovrei concederle il beneficio del dubbio, o peggio, la ragione, quando palesemente non ce l’ha? Lo sa solo Matteo.

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Purtroppo come spesso capita si degenera in caciara. E questo mi spiace, veramente. Non saprò mai cosa intendesse, tra le mille cazzate sparate completamente a caso e un’accusa (dieci accuse) di bias.

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Non ho capito qui l’uso del caps lock, se era per farmi il verso per la mia battuta prima o se voleva solo sottolineare la cosa. In ogni caso è una frase del cazzo, un po’ come dire “io non uccido mai nessuno”, “io non uso farmaci e non li userò mai” e così via.

Semplicemente, è improponibile ripartire da zero ogni volta che si sta discutendo. Uno formula domande e affermazioni ANCHE sulla base delle conoscenze pregresse sulla materia e sull’interlocutore. Ormai si sta parlando del nulla, purtroppo.

 

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La bambina continua a pestare i piedini, a far vedere che lei c’è, ma semplicemente si è arresa. Non perché non avesse argomentazioni valide o altro, eh? Macché. Colpa degli altri, come al solito. Furfanti, che non capiscono le cose stupende che voleva calarci dall’alto!

Per il resto, ogni volta che Matteo scrive, posso dirvi che ho questa faccia:

 

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E perché non facciamo tutti la pace? Eh? eh? Perché esiste la guerra? Basta non combattersi, giusto?

Facepalm decuplo. Non ho parole. Non so neanche più se sia serio o se semplicemente il suo bias non gli permetta di vedere che le minchiate che l’amica scrive sono le stesse che sentiamo dagli animalati ogni giorno.

 

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Non so di che abominii parlino gli altri due ma so che sproloquieranno ancora facendo finta di niente e facendo finta che non sia successo nulla, purtroppo con i vari animalati questa situazione l’ho vista migliaia di volte. Non accettano critiche, non accettano confronti, non concedono nulla. Hanno ragione loro e se non cedi chiamano gli amichetti a raccolta per affrontarti in branco e prenderti per sfinimento, o per fallacie ad nauseam, potendo poi ballare impettiti sulla scacchiera cagata.

Sullo sfondo, un chierichetto ci parla del bene che è in ognuno di noi e bla bla. Gente slegata e avulsa dalla realtà. Che poi intendiamoci, anche la pagina in questione di animalisti banna, vorrei vedere Matteo a fare catechismo e a dire che non si banna nessuno, neanche chi insulta, sbeffeggia, caga sulla scacchiera e non ti ascolta.

No Matteo, non funziona così, mi piange il cuore a dover rovinare un sì animo gentile.

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Oh buon dio, cosa mi tocca leggere, mi sanguinano gli occhi. Quante cazzate. Lui sminuisce i discorsi fatti dall’amichetta perché la conosce, magari sa dove voleva andare a parare, peccato non conosca me, non sappia cosa intendessi IO. Questo non ce lo mettiamo tra i discorsi? No, interveniamo solo da una parte, in maniera faziosa, redarguendo solo l’altra e continuando a dire che erano solo opinioni.

Anche chi augura la morte a chi mangia carne ha solo una “opinione”. Anche Vassallo, quando auspica la morte alla madre qualora questa dovesse far uso di medicinali, ha un’opinione. Si tratta di capire quali sono accettabili e quali no. Quali cancerogene per la società e quali no. “Mi sembra”, eh sì, costruiamo critiche e castelli per aria sui mi sembra, dai. Va bene uguale cosa sembra a Matteo che si è intromesso a caso. La spiegazione, la sua amica, l’ha ricercata così tanto che al primo pretesto se l’è svignata zitta zitta, cercando almeno di salvare la faccia ormai irrimediabilmente compromessa.

E sul rispettare tutte le idee stendo un velo pietoso perché semplicemente, non è vero. Sembra una di quelle frasi del Papa quando dice che tutti dobbiamo amarci, dobbiamo comprenderci. Cioè, belle sulla carta, eh, ma inapplicabili in qualsiasi contesto reale. Tant’è che non ha incluso Lio che citavo, forse perché non lo conosce o perché è furbo e non si vuole compromettere, sa bene che gente che ne fa una crociata non cambierà MAI idea. Io ho anche chiesto di avere delle prove: sto famoso discorso sugli schiavisti non americani, sti famosi animalisti che parlano nei loro caffè di argomenti alti e massimi sistemi, di capire come mai questa preferisse sbeffeggiare anziché dialogare o capire cosa intendessi IO. Infatti l’ultima mia risposta era l’unica possibile, scusate. Mi sembrava di parlare seriamente con invasati mormoni.

Quel che mi preme ancora dire, e che Matteo non ha capito o non ha voluto capire, è che non è vero che tutti meritano rispetto. Le persone di base lo hanno, poi questo si modifica sulla base delle azioni, o nel discorso delle parole.

>Una persona che mi uccide un familiare NON ha il mio rispetto<

>Una persona che insulta mia madre o non le permette di curarsi NON ha il mio rispetto<

>Una persona che fa cherry picking, lo fa ogni giorno, fa disinformazione, causa a sua volta delle vittime emotive, economiche, sociali, che non possono essere messe sotto al tappeto come se niente fosse<

In sostanza, il rispetto va guadagnato e in questa discussione non ne ho visto dall’inizio alla fine, NON pretendetelo perché chiaramente non funziona così il mondo, e siete voi a doverlo capire, non gli altri.

 

Concludendo, ho avuto proprio ciò che mi aspettavo, niente di diverso in sostanza. Questi famigerati animalisti seri sono totalmente identici agli altri, solo un po’ più furbi. Abbiamo smesso di discutere con loro di S.A. per metterci a discutere di catechismo, rispetto e altre sciocchezze quando sono i primi a non darlo e a fare disinformazione.

 

 

Alcune fonti:

Sullo schiavismo: http://www.storiain.net/storia/inghilterra-1807-labolizione-della-tratta-degli-schiavi/

Il dibattito: https://www.facebook.com/espansionetv/videos/10155435227101188/?hc_ref=ARSmNr9WeraXdzQXIciHhhZvOboX4pfJOPhIJi0z2EEiCN0drLjWqsCZ1bi4hx_RyeU

Sulla grindadrap e le varie balle della pagina: “Le Iene, tra creduloni ed analfabetismo funzionale”, dal blog: Grindadrap sostenibile.

Alcune info sull’allevamento: Italia unita x la scienza, blog, “L’impatto ambientale di agricoltura e allevamento secondo la scienza”, che dipinge una realtà molto diversa dalla propaganda animalista

Sullo spreco di acqua dei bovini, i valori spesso fuori scala citati e altri articoli consiglio:

https://umanoproprioumano.wordpress.com/2018/03/20/vegetariani-ambiente-risorse-ovvero-tanti-assunti-e-poche-prove-atto-i-bovini-e-acqua/