Eccoci con un titolo che in realtà nessuno si aspetterebbe da me. In genere analizzo roba profonda e in qualche modo carica di significati da spiegare o interpretare e invece eccoci qui con un titolo Nintendo di cui peraltro non posso dire di essere fan. Ho giocato qualche Super Mario, qualche Zelda ma in maniera molto casuale e poco interessata. Il Brand che ho seguito di più è stato sicuramente Pokémon. Non avevo mai seguito nemmeno la saga di Luigi’s Mansion però in questo periodo a tempo perso mi sono messo a seguire dei gameplay e sono rimasto piacevolmente sorpreso. Inizialmente volevo solo farmi un’idea e ora eccoci qui, quindi significa che di qualcosa dovrò pur parlare.

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Gommi Luigi è una buona idea per giocare in due anche da soli. E’ più deboluccio ma ha dei punti di forza e di debolezza come compagno

Si badi che in realtà ho scritto articoli dedicati a opere comiche e molto più “rilassate” del solito, come Gumball, ma quasi sempre lo facevo per far emergere un di più che non veniva colto. Qui siamo in presenza di un videogame che non ha chissà che storia o filosofia dietro ma quel che fa, nella sua semplicità, è eccellente.

Perché semplicità?

In questo periodo oltre a LM3 stavo seguendo anche Death Stranding. Le abbiamo sentite tutti le battute: da Amazon Simulator a portapacchi porta a porta. Così quando vedo la meccanica principe di LM3 penso:

“Wow, c’è solo da aspirare? Seriamente? In Super Mario almeno devi saltare, sparare palle di fuoco, volare, devi agire velocemente e con tempismo. Questo cos’è, Casalinga simulator?”

In tutta onestà sto scrivendo questo articolo perché mi sento stupido ad aver pensato una cosa simile. Passano i primi dieci minuti e già rimango folgorato dal mondo di gioco così curato graficamente e pieno di dettagli. Aspirare cose, che poteva essere una meccanica banale e sciocca, è solo il mezzo per interagire a livello ambientale con elementi dello scenario di volta in volta curatissimi fin nei dettagli. E’ solo uno degli aspetti del gioco e si completa quando vi uniamo un mondo davvero ben caratterizzato in cui puoi aspirare letteralmente di tutto, dalla sabbia alle tende. Senza contare che è una di quelle meccaniche che fa sentire “pulito” quel giocatore ossessivo compulsivo come me che deve ripulire ogni area al 100%.

L’ambiente peraltro è costruito in maniera decisamente intelligente e con un game design che la fa da padrone: i piani sono relativamente piccoli se li si guarda nella loro interezza ma si sviluppano verticalmente e in maniera complessa grazie al sistema di tubi e alle stanze nascoste a cui è possibile accedere tramite puzzle ed enigmi ambientali.

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Inoltre la meccanica dell’aspirare cose viene potenziata da una serie di altre azioni come il flash che inchioda i fantasmi, il saltello, la fuoriuscita di aria, la modalità indagine per gli oggetti fantasma e persino un Gommi Luigi che è una sorta di compagno gelatinoso che può inserirsi negli anfratti e nelle tubature ma è debole all’acqua. Così, con un sapiente uso di questi puzzle ambientali i piani hanno in ogni stanzetta qualcosa di segreto da scoprire, dei collezionabili, dei mini boss e davvero tanto divertimento condito da gag slapstick che ho trovato tenerissime. Le meccaniche diverse in ogni piano sono una gioia per gli occhi: nel piano dei prestigiatori c’è la famosa scatola con la “sega” e tu azionando prima l’aspiratore in un senso poi nell’altro muovi la sega che permette di tagliare la scatola e ottenere gemme o soldi. Sono queste piccole gioie che intrattengono e che ti fanno capire quanta cura ci sia.

Non si può dire che sia un gioco terribilmente difficile e complesso ma rilassa con tutto ciò che c’è da fare e con la varietà degli ambienti ma soprattutto dei nemici. Quel che mi ha fatto impazzire è vedere non sempre i soliti fantasmini ripetuti come lo spam ma vederli differenziati tra loro con dei piccoli aggiustamenti: c’è quello con gli occhiali da sole che è immune al flash, ergo richiede un approccio diverso. Quello con lo scudo, con l’armatura, con la pianta carnivora, la mummia, lo “sfascione”. Quel che apprezzo davvero tanto è che se ci si pensa il grado di “fantasia” impiegata è minimo (un fantasma con gli occhiali) ma si riflette in maniera intelligente nel gameplay (devo prima aspirarli e poi stordirlo) rendendolo vario e divertente in maniera immediata e accessibile a chiunque. Magari ci vuole un po’ per capire cosa si debba fare ma generalmente nel 90% dei casi è tutto di facile intuizione per chiunque.

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Ci sono numerosi tropi: dal cinema, al castello medievale al mondo egizio

Un appunto forse lo si potrebbe fare alle “ricompense” degli scenari. I pulsanti dell’ascensore sono le classiche chiavi per procedere nei livelli più avanzati, ma è anche vero che l’aspirare cose richiede un incentivo per essere svolto in ogni singola stanza, e sono tante. Hanno scelto di riempire le stanzette, oltre che di gemme collezionabili, di monete, banconote, lingotti, pipistrelli e ragni d’oro. In tutta onestà durante il gioco provavo sì un enorme piacere a vedere tutti questi soldi aspirati e il contatore che toccava i 50.000 ma poi anche se ci puoi comprare ossi e altri oggetti ho trovato questo denaro un po’ inutile, e di conseguenza anche i motivi per esplorare di nuovo i piani. Ma a parte questo, che è opinabile, mi è davvero piaciuto tutto.

Se si vuole muovere una critica più profonda, forse si poteva fare di più con le interazioni tra personaggi. Mi sta bene ad esempio che i toad godano nel farsi sparare in giro ma mi sarebbe piaciuto vedere anche qualche interazione con Mario o Peach, almeno contro il boss finale. E invece si conclude tutto molto velocemente: battaglia col Re Boo, scenetta carina per ricostruire e salutare, grazie e arrivederci. Sono comunque considerazioni personali che non intaccano minimamente l’enorme valore dell’opera. Ho voluto elogiarla perché è semplice ma ingegnosa, fantasiosa, creativa. E’ un prodotto di qualità per tutti.

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