Le polemiche sul Trono di Spade (Stg.5)

Prima di cominciare una riflessione sulla quinta stagione devo fare delle premesse. Finora abbiamo visto che sommariamente ad una stagione corrispondeva un libro solo, escluse la terza e la quarta che avevano materiale in due parti del terzo libro, molto più lungo e concentrato dei precedenti. La quinta stagione è un vero e proprio calvario da analizzare perché sintetizza in alcuni punti ben due libri molto corporsi, il quarto e il quanto rispettivamente. A volte cancella, altre volte rimpiazza, altre volte ancora cerca di evitare i lunghi spropositi che Martin ha sbrodolato in circa 1800 pagine la cui trama essenziale è raccolta si e no in 150-200 di queste.

Per cui, per dovere di cronaca, devo dividere questa analisi in due tronconi: nel presente mi occuperò con un occhio di riguardo dello show principalmente, facendo notare i possibili cambiamenti che sono stati operati; in quello futuro invece discuterò in maniera critica i libri, elencando secondo me eventuali pregi e difetti degli stessi.

Bisogna quindi iniziare la nostra riflessione sempre avendo in mente i problemi pragmatici di cui avrete tutti già letto: i problemi di Martin nella stesura e nell’organizzare il proprio materiale cartaceo, i problemi di adattare due libri enormi e farfuglianti pieni di fuffa in materiale audiovisivo cercando almeno di arrivare ai risultati delle ultime stagioni senza annoiare eccessivamente. E, inoltre, adattare tutte quelle trame e sottosezioni di personaggi che sono stati tolti o spostati. Si capisce subito che sia un’impresa titanica, motivo per cui la Quinta stagione è stata tacciata fin da subito di modificare materiale altrimenti inarrivabile, cosa per me falsa senza alcun tipo di appello. Non sarà una difesa d’ufficio, comunque, cercherò di sottolineare anche quelle che secondo me sono mancanze evitabili.

Cominciamo subito

Hanno rovinato Dorneeeeee!1!!1!!!

 

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Di grazia, non ho mai capito il senso di questa affermazione. Gli aristocratici dei libri partono da un assunto totalmente sbagliato e cioè che “diverso” equivalga a “peggiore“.

E’ vero che sono stati tolti dei personaggi, come Arianne Martell, figlia di Doran, ed è stato “depotenziato” Areoh Otah, la guardia del corpo di Doran. Sono state inoltre rimosse alcune delle serpi delle sabbie, o non vengono menzionate, e quelle poche presenti sono stereotipi. Vediamo:

Arianne Martell è un personaggio che è stato accorpato al ruolo di Ellaria Sand in alcuni punti ma nei libri non fa quasi assolutamente nulla a parte offrirci un punto di vista su Dorne (che in parte non potremmo vedere, ma dunque un personaggio sembra creato solo a questo scopo perdendo la sua unicità). Si innamora della guardia reale che sta con Myrcella, Arys Oakheart e tra i due nasce una storia d’amore. Ricordo ancora che i primi capitoli si basano sul descrivere quanto Arianne e Dorne siano calienti, quanto siano bollenti i loro corpi e i loro cibi, e amenità varie che servono sì a dare un affresco generale di un mondo che abbiamo visto solo nelle parole di Tyrion e pochi altri, ma che alla lunga risulta snervante e poco utile. Il colpo di stato si risolve con Otah che cattura tutti, qualche personaggio secondario dal nome improbabile che si perde, Arianne che viene catturata e Arys che viene ucciso in un modo anticlimatico, senza neanche un duello ma semplicemente trafitto da dei dardi.

Più avanti nei capitoli Arianne viene rinchiusa in una torre senza via d’uscita come punizione dal padre. Credo sia un capitolo intero in cui lei descrive la sua prigionia e parla dei libri che vi sono là in mezzo. Beeeello cazzo. Intrigante.

Per poi terminare letteralmente tutta la manfrina su Dorne con Doran che racconta di aver avuto degli intrallazzi segreti per allearsi con Viserys, il fratello di Daenerys, che era pronto a supportarlo e balle varie. Peccato che non abbiamo mai visto niente di tutto ciò, che non ci siano collegamenti a discorsi precedenti o a delle “esche narrative”. E’ semplicemente una storiellina costruita a posteriori che ben si situa in un discorso più ampio ma che fa dubitare dell’intelligenza di chi non ha agito prima, come Doran, e dell’intelligenza di chi scrive, perché poteva inventarsi un qualcosa, una storia, un simil flashback per caricare di tensione questa parte come è stato per la battaglia al Tridente, che viene spesso evocata nei libri in pompa magna. Niente, Dorne pur essendo sotto un sole scottante non brilla, è quasi totalmente assente.

E non dimentichiamoci che Martin ci ha abituato alle frasi ad effetto, quindi Doran esclama una sciocchezza come: “E’ l’erba a nascondere la vipera”, facendo riferimento al fatto che suo fratello era la “mano” ma lui, calmo come l’erba, lo proteggeva in maniera saggia.

Wow cazzo. Che enfasi. Che meravigliosa costruzione anticlimatica quanto inefficace. E vi chiedete anche perché abbiano rimosso questa spazzatura?

Andiamo avanti nel quinto libro e vediamo il secondo dei figli di Doran che va in eremitaggio verso Daenerys sperando di offrirle la sua mano e la sua alleanza. Eh già, mica ci vuole una scorta armata di prim’ordine, il coglione parte insieme a qualche personaggio secondario dimenticabilissimo, tra cui un certo “Papero” e muore tentando di abbracciare uno dei draghi, come il cretino che è. Di Trystane si sa poco e niente, Myrcella viene ferita ma non mortalmente, mentre alla fine della stagione muore, per cui tutta questa sottotrama che poteva avere del potenziale è stata buttata via. Sono contento però se è stato fatto nell’ottica di risparmiarci altri capitoli di puro nulla come è stato nei libri.

Torniamo a noi. Hanno messo Trystane che fa il principino Disney con Myrcella? Sono troppo smielati e sgargianti? E’ vero. Ma io vi chiedo: nei libri c’era davvero qualcos’altro che valesse la pena di raccontare a parte altri stereotipi e altra noia? A questo punto preferisco uno stereotipo veloce che si levi di mezzo in meno tempo di quelli a cui ci sottopone Martin.

Le serpi delle sabbia stessa cosa. Essenzialmente nello show ne abbiamo tre, che sono anche quelle che vediamo maggiormente nei libri e che non siano più di tanto caratterizzate. Si basano su archetipi semplici: le armi che usano, le madri diverse che hanno, i loro capelli. E basta, c’è pochissimo altro. Un dialogo tra Obara e Areoh, non mi pare ci si sia persi chissà cosa. Stendiamo un velo pietoso su tutte quante loro.

Hanno rovinato Tyrion! 

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Bisogna volersi del male per sostenere una cosa simile. La storia di Tyrion nei libri è una presa per il culo. Si spendono centinaia di pagine a fargli fare la stessa domanda, su Shae e Tyshadove vanno le puttane una volta morte” e ingenuamente si scambia questa palese mancanza di idee con un monologo profondo, con un qualche concetto metafisico essenziale che riflette su inferno e paradiso, con chissà che massimi sistemi. Ripigliatevi.

Martin poi era tanto bravo a focalizzarsi sui dettagli ma un conto è quando hai qualcosa da dire ed effettivamente ACCOMPAGNI la tua narrazione con dei dettagli che APPROFONDISCONO il tutto. Un conto è quando i dettagli SONO la narrazione. Vi faccio un esempio inventato:

Primi 3 libri: Robb doveva raggiungere le Torri Gemelle per sposarsi e suggellare l’alleanza. C’era aria di tempesta intorno a lui, e di guerra nei cuori dei suoi uomini. Doveva tenerli a bada perché, come sempre capita, ad un esercito si accompagnano razzie e stupri e lui doveva dimostrare di essere diverso dagli altri. La lady sua madre accanto a lui accompagnò una ciocca di capelli dietro l’orecchio, sorridendo timidamente. Passarono cavalcando la Tomba del Re senza nome, la cui cripta celava chissà ancora quanti misteri ormai cantati solo dai menestrelli. Una farfalla dai colori sgargianti si posò sulla mano coperta di acciaio di Robb.

Quarto e quinto libro: Tyrion si era svegliato con uno strano formicolìo alla gamba. Aveva svuotato la caraffa ma si era dimenticato di farlo col proprio pitale. Riversò il contenuto del proprio stomaco sul pavimento. Un tempo si sarebbe vergognato di un simile atteggiamento ma ora le parole del Lord suo padre continuavano a tormentarlo. Dove vanno le puttane una volta morte? Già bella domanda, chissà dove vanno. Raccolse un fungo velenoso per inserirlo negli stivali, sotto la pianta del piede. Alla bisogna non lo avrebbero trovato vivo. “Dove vanno le puttane”. Vomitò rumorosamente qualcosa che non sapeva di avere mangiato. Sentiva i passi di Varys avvicinarsi. Già, chissà dove andranno le puttane.

Ora, va bene che l’ho scritto in 5 minuti ma questo è solo per far vedere come secondo me viene gestita la narrazione. Nel primo caso abbiamo un personaggio con una storia da raccontare e uno scopo; i dettagli aggiuntivi smorzano la tensione o viceversa la informano, la fomentano. Nel secondo caso non ho effettivamente niente da raccontare, e lo faccio in maniera elegante. Tyrion sta male, si potrebbe riassumere. Tyrion riflette, Tyrion vuole morire per le sue delusioni. Fine, non c’è altro. L’esempio del fungo è proprio tratto dai libri: crede che Illiryo voglia assassinarlo al banchetto e allora se ne intasca uno e lo cita spesso nel suo viaggio ma non lo userà mai. Né per sé né per altri. Ma allora a cosa serviva? A creare tensione, forse, ma in un modo così blando e poco ragionato a basso costo che fa solo incazzare, considerati gli standard precedenti.

La trama di Tyrion essenzialmente è inutile, una perdita di tempo. Svolge un viaggetto alla Huclkeberry Finn sul Mississippi con dei personaggi quaternari inutili, conosce Aegon, conosce il precedente primo cavaliere del padre di Dany, una suora che fa il bagno nuda e basta. Durante il suo viaggio conosce quell’altro personaggio inutile di Penny con Carina Porcellina, una dei due nani esibiti al matrimonio di Joffrey di cui non sentivamo il bisogno e che peraltro ci offre uno spettacolo pietoso perché Tyrion per un istante le vede le tette e pensa anche di farsela. Orribile.

Ciò che la serie migliora, e questo non si può proprio negare, è ciò che i libri ci precludono, ovvero il tanto agognato incontro tra Tyrion e Daenerys che tutti attendevamo. Non vuoi darci la soddisfazione di una guerra? Va bene. Un duello? Neppure. Ma almeno cazzo, cosa ti costa fabbricare una lucente scena in cui metti a confronto due personaggi tra i più amati che si alleano? E’ quello che volevamo vedere da anni, letteralmente, e Martin NON lo fa. Si perde in chiacchiere come suo solito.

La serie, per quanto sbrigativa e poco ragionata, lo fa. Li fa dialogare, li fa interagire, i due hanno un piccolo contrasto e poi finalmente si alleano. E tutto questo senza varie interruzioni stupide! Ma perché Martin non ci arriva a soluzioni così semplici? Non gliene frega un cazzo a nessuno delle Belve di Ottone, di Barba Insanguinata o come si chiama, vogliamo vedere interagire i personaggi con cui abbiamo legato di più!

Daenerys è rovinata. Forse

Per fortuna questa critica non si sente mai. Perché Dany non piace a tutti e la sua trama sottotono non ha fatto né caldo né freddo perché ormai viene vista come una Cersei o una Catelyn solo più protetta dalla narrazione. Be’, cosa possiamo dire? NIENTE. La trama di Dany NON avanza se non nel suo ultimo capitolo. E basta. Non c’è altro da dire. Non succede veramente un cazzo di utile nei libri. Conosce il figlio di Doran, Quentyn, e poi quello muore. I Martell non le portano gli armati per difendere Meereen. Daario viene rapito. Lei viene rapita dai Dothraki. Barristan occupa un paio di capitoli col suo punto di vista risibile in cui sembra ci debba essere un colpo di stato o un assassino da scovare. Niente. Si risolve nel nulla. Meereen è assediata ma lo vedremo poi l’assedio, perché non è l’ora di fare bei libri ancora.

Jon è rovinato

Potremmo concludere questo passaggio con “ma de che“. Ma quando mai.

Jon nel quarto libro si vede appena, nel quinto è sostanzialmente un Tyrion 2.0. Riflette sulla fame, sulla povertà, su come resistere all’inverno ora che ci sono più bocche da sfamare e basta. Jon è tutto qui. Melisandre lo circuisce un po’, Stannis cerca di farselo (amico). Cambia giusto che non uccide Mance sul rogo ma Rattleshirt, il bruto con le ossa addosso, perché faceva tutto parte di un piano (inutile) per mandar Mance e le sue mogli da Ramsay. Senso? Poco. Jon riceve la lettera di Ramsay e la legge senza Sansa. L’unica parte veramente interessante è quando viene finalmente assassinato. Fine. Il resto lo vediamo ora.

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Ollie ti odio!11!!

Ollie è stato un personaggio odiatissimo a causa della scena finale di Jon. Inoltre è un personaggio inventato dallo show, per cui viene visto pure peggio.

Perché lo show ha creato un personaggio simile?

Bisogna tenere a mente sempre alcuni concetti nelle trasposizioni. Ciò che in un libro può essere tradotto in maniera astratta e aeriforme, come l’odio che i confratelli provano per Jon in quel momento, è difficile tradurlo su schermo. Si certo, possiamo farlo vedere mentre lo squadrano male, mentre cercano di aggredirlo, ma Ollie nasce con l’intento di comunicare, tramite attorializzazione in un bambino, il punto di vista dell’uomo comune, ignorante, che bada solo al proprio orticello. Dietro quel bambino, i cui genitori sono stati letteralmente mangiati dai Bruti, si concretizzano anni e anni di guerre e di soprusi che giustamente non possono essere perdonati.

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Ce le dimentichiamo certe scene?

“Ma ha ucciso quel figo di Jon!11”

Questo punto di vista miope è tipico dello spettatore che ragiona di pancia. Qui io non discuto i gusti personali, mi limito a dire che Ollie nasce con il preciso intento di dare un contraltare etico (ed emotivo) alle azioni di pura razionalità di Jon.

-Vogliamo aiutare i nostri ex nemici perché potrebbero poi esserci alleati contro un nemico peggiore

-Sì ma dobbiamo stare fianco a fianco di quelli che si inculano le pecore e che mi hanno mangiato i genitori? Cioè, si fotta l’etica, si fotta il genere umano, se l’assassino che si è stuzzicato i denti col femore di mia sorella deve lottare accanto a me

-Se non lo accetti come facciamo a sopravvivere?

Ripetete questo dialogo per ogni singolo personaggio fittizio che ha combattuto una guerra e che ora si ritrova costretto, volente o nolente, a fare finta di niente. Provate a sostituire i bruti coi nazisti, coi fascisti, poi venitemi a dire che Ollie è un cretino che non capisce le cose. Trovo anzi che sia un personaggio, nella sua ignoranza, umano oltre ogni limite e soprattutto una forte caratterizzazione di ciò che è il pensiero di tutti. E’ lui a dare il colpo al cuore a Jon, proprio a significare che Jon, facendo del suo meglio, è stato rifiutato dagli uomini che aveva giurato di proteggere. Una scelta molto più intensa ed emotiva di quella compiuta nel libro dove, a parte alcune cose identiche, non si capisce che cazzo stia succedendo.

Hanno rovinato Jaime e il suo PROFONDO rapporto con Cersei! 

Anche questo non è vero. Lo show ha semplicemente tagliato molti momenti superflui anche per via degli spostamenti tra personaggi. Nei libri, mentre Jaime è nelle terre dei fiumi ad espugnare Delta delle Acque, riceve una lettera di Cersei nella quale lei chiede protezione e gli dice di amarlo ma lui la getta nel fuoco ben sapendo che si è scopata Lancel e chissà quanti altri. Per arrivare a questo passaggio si è fatto una passeggiata enorme incontrando proprio Lancel e perdendo anche lui come il fratello ore e ore a rimuginare su sto fatto che per qualcuno è di una profondità abissale, per me ancora una volta nasconde una mancanza di contenuti. Mi sta bene il monologo interiore di un personaggio, non mi sta bene quando ogni singolo capitolo sembra essere incentrato solo su quel monologo, dimenticandosi che esiste un mondo da narrare ancora. E che quando questo è possibile non viene fatto, come abbiamo già visto.

La presa del castello è pressoché identica anche se ne parleremo meglio nella stagione successiva.

E il resto? E’ sostanzialmente identico. I due gemelli tornano insieme, si amano, e si instaura un rapporto problematico alla fine del quale Jaime capisce e si ravvede. Quindi non è stato rovinato nulla, hanno come al solito spostato alcuni dialoghi e avvenimenti ma il grosso c’è.

Hanno rovinato i Greyjoy!!1!!!

Questa l’ho sentita per davvero, e sinceramente mi fa sorridere. Davvero qualcuno sembra fregarsene di questa casata? Per carità, alzo le mani. Però anche qui, andiamo a vedere un secondo cosa succede.

La storia di Theon/Reek è stata completamente segata, e per fortuna è stata ripresa nello show. Il padre muore fuori campo, forse ad opera di Euron, forse no, chi lo sa. Gran parte degli avvenimenti sembra capitare fuori campo ed è una cosa che sinceramente apprezzo poco. Asha/Yara si trova nel quarto libro in qualche capitolo inutile a cercare sostegno da uno Zio sinceramente dimenticabile chiamato “il lettore“, custode di “Diecitorri“, una magione che poteva anche essere interessante ma che ormai nella storia già satura di casate, personaggi e castelli non serve davvero a niente. Forse non lo rivedremo neanche più.  A Deepwood Motte Yara/Asha viene stuprata da un personaggio minore per la libido di Martin e del lettore che, lo capisco, si addormenta con tutta questa fuffa e combatte, perdendo, contro gli uomini di Stannis vestiti da abeti.

A questo punto viene catturata da Stannis e c’è un lungo passaggio durante il quale sembra che debba essere sacrificata, poi boh chi lo sa. Suppongo che alla fine riuscirà a scappare insieme a Reek e i fili torneranno a intrecciarsi, ma sostanzialmente è tutto qua.

Nei libri l’Acclamazione di Re, che abbiamo visto comunque nello show, è solo più estesa. Ma estesa come? Prima di Euron ci sono altri pretendenti che altro non sono che personaggi visti per la prima volta di cui a nessuno frega niente. C’è un anziano dal retaggio pompato, un grassone che gira sullo scudo come in Asterix e Obelix e gente in generale che non rivedremo più su cui è stato investito davvero troppo tempo. Una enorme perdita di tempo scritta “bene”, come tutti e due gli ultimi libri.

Non sto dicendo che ogni personaggio secondario sia un male, solo che il problema di Martin è questo: ha sviluppato male alcune sottotrame, ha rinunciato a troppi personaggi importanti e non ne ha sviluppati bene alcuni in certe parti del mondo, come Dorne e le Isole di Ferro, così quando li introduce pare di essere tornati al primissimo libro, in cui era già più accettabile leggere tutti questi nomignoli inutili. Ma anche lì, nei primi tre libri è interessante scoprire chi sono lord e lady minori, alfieri e disertori di ogni casata maggiore. Andare avanti nella storia fino alle Nozze Rosse per poi tornare a parlare di altre casate terziarie a me dà l’idea di voler perdere tempo. Sono personaggi di cui non gliene frega una mazza a nessuno, mai visti né sentiti, alcuni neanche li rivedremo più, non hanno carisma (e comparendo così poco come fanno ad averne?) e il bello è che gli ultimi libri sono costruiti COMPLETAMENTE intorno a queste inutilità, mettendo da parte i personaggi principali che rimangono immobili o persi nei loro pensieri, oppure a girare in tondo come Brienne per non risolvere assolutamente nulla.

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“Togliti i vestiti. Dobbiamo stuprare i fan”

Hanno rovinato la storyline di Sansa!11!!

Questa è un’altra di quelle che mi fa ridere. Davvero? Rovinata? L’hanno di molto migliorata. Nei libri Ramsay sposa Jeyne Poole, l’amica di Sansa che nello show per fortuna non abbiamo mai visto perché è essenzialmente inutile. Serve a fare nome, serve a fare volume, e la chiamano “Arya” perché tanto nessuno si ricorda più che volto abbia Arya. Theon la incontra poi a Grande Inverno e per riscattarsi la vorrebbe salvare. In tutto questo Sansa è con Ditocorto a complottare.

Vediamo ora cosa abbiamo avuto. Un personaggio completamente senza senso in meno. Un personaggio primario che sposa un antagonista, in puro vecchio stile Trono di Spade, e viene stuprato. Theon che non si riscatta con un “parente secondario” ma proprio con Sansa, il culmine degli Stark, un vero Stark. Non con un doppione.

Bisogna essere dei fanboy o degli idioti per non capire –e ricordate che non sto contestando i vostri gusti, ma allora cosa seguite questa storia a fare?– che questa linea narrativa ha almeno dieci volte più potenziale e portata emotiva di quanta non ne abbia quella cartacea, spenta come un tizzone nella cenere. Nel quarto libro peraltro è un tripudio di nomi e nomignoli di altri eredi alla Valle di Arryn che Ditocorto snocciola a Sansa, per farle credere che alla morte di Robin si scatenerà il rissone. Bah. E dico solo questo.

Vedere Sansa stuprata ovviamente è terribile, non è una cosa socialmente accettabile ma è una cosa narrativamente stupefacente. Hanno messo in gioco un personaggio importante (per alcuni inutile, quindi ora che ha un ruolo se ne lamentano pure), che col suo nome permette di evitare sotterfugi vari e scambi di persona. Lo hanno “rovinato”, perché Sansa quella verginità se la portava da 45 episodi ed è un impatto emotivo violentissimo. E’ proprio ciò che ci si aspetta dal Trono di Spade. O dobbiamo lamentarci perché sono morti Drogo, Ned, Robb, e poverini non dovevano?

Anche questo lo ritengo un enorme miglioramento non da poco.

Ma la stessa Sophie, interprete di Sansa, dice che hanno rovinato il suo personaggio

Questo l’ho sentito da una fangirl che parlava di fantomatici like a commenti contro quella scena su Instagram, quindi attendibilità pari a zero.

La verità è l’opposto, Sophie ha capito il senso di tutto ciò e ne ha parlato qui.

Si tratta di un messaggio davvero potente il fatto che abbia vissuto tutte queste cose e ne sia uscita. Ha usato tutto quello che ha imparato fino a questo momento a proprio vantaggio. Ha sopportato così tanto orrore ed è stata davvero prigioniera, stagione dopo stagione. Ha preso tutto questo e ora è diventata più forte.
La mia storia in un certo senso riflette quello che sta accadendo nella vita reale, in ogni settore professionale. Il modo in cui tutte queste donne che hanno affrontato un tale orrore e oppressione e ora lottano contro i colpevoli di quanto hanno subito è davvero interessante. Penso che sia il motivo per cui mi sento così vicina al movimento #MeToo. Non solo perché sono una donna e ovviamente una femminista, ma anche grazie al personaggio.

Penso che in generale molti fan abbiano un problema a distinguere tra realtà e fantasia, come dimostrano gli insulti sul profilo Instagram di Carice, l’attrice che interpreta Melisandre, o gli insulti all’Orfana e addirittura Ed Sheeran, reo di aver cantato una canzone rubando tempo prezioso allo show senza “mascherarsi” troppo nel suo ruolo. Trovate la notizia qui.

Questo mi spinge ad affrontare il discorso parlando di un altro enorme problema: il rogo di Shireen.

NON PUOI ESSERE A FAVORE DI QUESTO SCEMPIO, E’ UNO STUPRO DEI PERSONAGGI, SONO TUTTI OVER CHARACTER, STANNIS DICE CHE SUA FIGLIA DEVE REGNARE SUL TRONO, NON LA SACRIFICHEREBBE MAI, CHE STRONZATA E’ SACRIFICARE UNA FIGLIA PER NIENTE? NEI LIBRI NON SUCCEDERA MAI UNA COSA SIMILE

La gente sbrocca male a sentire parlare di questa storia. Andiamo con ordine:

Cosa ne pensa l’autore stesso, Martin? Qui la fonte.

“Permettetemi di ribadire quello che ho detto prima.
Quanti bambini aveva Rossella O’Hara? Tre nel romanzo. Uno nel film. Nessuno nella vita reale: era un personaggio immaginario, non è mai esistita. Lo show è lo show, i libri sono i libri; due diverse narrazioni della stessa storia.
Ci sono state differenze tra i romanzi e la serie televisiva dal primo episodio della prima stagione. E per tutto questo tempo, ho parlato dell’effetto farfalla. Piccoli cambiamenti portano a grandi cambiamenti che portano ad enormi cambiamenti. La HBO ha fatto più di 40 ore per realizzare un compito impossibile e impegnativo, adattare i miei lunghi (estremamente) e complessi (eccessivamente) romanzi, con i loro strati di trame e sottotrame, i loro colpi di scena e le contraddizioni e gli inaffidabili narratori, con cambi del punto di vista e le ambiguità, e un cast di centinaia di personaggi.
Ci sono state raramente delle serie TV così fedeli al materiale originale, in linea di massima (se avete dei dubbi che, parlate con i fan di Harry Dresden, o i lettori dei romanzi di Sookie Stackhouse, o i fan dei fumetti di The Walking Dead)… ma più a lungo va avanti lo show, più grandi diventano le farfalle. E ora abbiamo raggiunto il punto in cui il battito d’ali delle farfalle sta provocando delle tempeste, come quella che sta attualmente inghiottendo la mia email.
Prosa e la televisione hanno diversi punti di forza, diverse debolezze, diverse esigenze.
David e Dan e Bryan e la HBO stanno cercando di fare la miglior serie televisiva che possono.
E qui io sto cercando di scrivere i migliori romanzi che posso.
E sì, sempre di più, si differenziano. Due strade divergenti nel buio del bosco, suppongo… ma tutti noi siamo ancora intenzionati ad arrivare nello stesso luogo alla fine“.

L’idea di bruciare Shireen viene dallo stesso Martin, cito D&D:

“Quando George per la prima volta ce l’ha detto, è stato uno di questi momenti in cui mi ricordo di aver guardato Dan. Ero ‘Oh, è così orribile e così delizioso dal punto di vista della storia‘. Perché tutto si chiude. Dal’linizio, dalla prima volta che abbiamo visto Stannis e Melisandre, stavano bruciando vive le persone sulla spieggia di Dragonstone, e siamo arrivati a questo. Si è parlato molto del sangue del re, e del potere del sangue del re, e tutto porta alla fine al sacrificio di Shireen”.

Quindi abbiamo già tagliato la testa al toro al 90% delle stronzate che si sentono sempre da gente confusa che non segue bene questo mondo complesso e sfaccettato.

La morte di Shireen è voluta, desiderata e agognata tanto quanto quelle di Ned, Drogo, Oberyn e compagnia cantante. Cosa dovrebbe significare la difesa d’ufficio che tutti usano “eh ma in un passaggio Stannis dice che la metterà sul Trono se lui dovesse morire, non lo farebbe mai!

Ma siete scemi? Lo sapete che è tutta narrazione mimetica preparatoria per creare enfasi in una scelta drammatica successiva? Se dovessimo dare dell’incoerente a Martin allora dovremmo fargli notare che Ditocorto assicura di aiutare Ned, non di tradirlo. Oh no, personaggio stuprato!

E che dire di Drogo? Aveva promesso di portare Daenerys al Trono, di attraversare il mare e di conquistare il mondo e poi? Personaggio stuprato!1111123

Oberyn era così ganzo, sembrava doversi vendicare della Montagna e di Tywin e poi?

> PERSONAGGIO STURATO <

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“Mi sta dicendo che hanno Sturat…strupat…”

La gente ancora non ha capito che gli showrunner creano sì determinate sequenze e le manipolano in un certo modo, ma non creano la storia, quell’ossatura viene da Martin stesso che ha dato loro indicazioni su un foglio ben protetto. Gli snodi sono quelli: Shireen muore bruciata dal padre, Margaery muore al Tempio di Baelor, Jon resuscita con Melisandre, ecc. Poi potete mettere in quella scena 11 candele invece di 60, potete fare l’arrosto di piccione o il pasticcio di scrofa, non cambia un cazzo. Gli snodi sono decisi da Martin. Ecco un’altra fonte.

Cito:

Il primo snodo narrativo riguarda il sacrificio offerto da Stannis Baratheon a R’hllor, vale a dire l’uccisione della figlia Shireen per ingraziarsi il Dio della Luce nella speranza di vincere la guerra contro i Bolton. […]
Il secondo momento shock riguarda, invece, le rivelazioni su Hodor e il vero significato che si nasconde dietro il suo nome. Sembra che Martin abbia stabilito tutti questi dettagli sin dal primo ingresso del personaggio nella saga.[…]
Infine, il terzo e ultimo momento ha a che vedere con il finale della stagione 6 basata sul sesto libro della saga, The Winds Of Winter, che Martin sta ancora scrivendo. Al momento non è stata neppure ufficializzata la data di uscita del romanzo.

Inoltre, gli showrunner hanno aggiunto:

Poco prima che iniziasse la sesta stagione, i due sceneggiatori hanno chiarito che la serie non avrebbe anticipato gli avvenimenti contenuti nel sesto libro di Martin. Pur ammettendo l’esistenza di punti di contatto tra i due racconti epici, hanno sottolineato che gli avvenimenti della serie sono differenti da quelli raccontati nel libro.
O almeno questo è ciò che sperano i lettori.
Benioff ha spiegato che alcuni elementi chiave sono identici, ma sono comunque pochi in confronto agli elementi che differiscono. Secondo lo sceneggiatore, i fan che leggeranno il libro dopo aver guardato la serie resteranno molto sorpresi.

Chiaramente qua in mezzo credo ci siano un po’ di balle. Non è che se Martin decide la morte di un personaggio come Margaery questi la facciano vivere e viceversa. O se mette Dany sul trono, loro invece mettano Jon Snow. Gli avvenimenti importanti ci sono tutti, vengono dalla mente dell’autore, e gli altri due rimpolpano un po’ le scene, ma credere che libri e show saranno due cose distinte, come la stanno proponendo alla HBO, è falso e solo un modo per non rovinare la piazza a Martin se e quando farà uscire i libri.

Quella del “sono due storie diverse” è diventata una versione di comodo, pure troppo, che mette d’accordo tutti. Gli showrunner vendono la loro serie senza critiche di eresia, l’autore vende i suoi libri anche se sono già spoilerati, e i fan non si sentono presi in giro dai cambiamenti di uno e dai tradimenti spoilerosi dell’altro.

Ma ragazzi, è una sciocchezza, una menzogna a cui scegliete di credere e lo sapete benissimo. Martin stesso ha rivelato che Shireen morirà bruciata dal padre, a variare magari sarà il contorno. Ci saranno tutti i loro sgherri secondari, gente che si muove e gente che piange, magari Melisandre sarà diversa, ma quello succederà, fine. Punto.

La battaglia dei bastardi, l’identità di Jon, sono tutte cose che ci sono state spoilerate e lo dobbiamo accettare. Le uniche differenze saranno minori e riguarderanno tutti quei personaggi macchietta come Carina Porcellina, o quel tizio di colore che dice di avere sangue Targaryen (mi sfugge il nome tanto era utile), o ancora la relazione tra Verme Grigio e Missandei, FON DA MEN TA LE per la storia.

Quindi, cuore in pace, purtroppo va così. Avremo libri a metà spoilerati o riempiti di fuffa per farli sembrare diversi, con snodi identici.

Poi ci sono ancora altre sciocchezze che la gente confonde tra piano della narrazione e piano della finzione: Stannis non ha bruciato sua figlia per NIENTE, l’ha fatta bruciare perché aveva sangue di Re, che per Melisandre è un mezzo magico potentissimo così come lo fu la prima volta con il sangue di Gendry/Edric Storm o con l’ombra da lei generata. Uccidere Shireen serviva a far sciogliere il gelo che bloccava l’esercito di Stannis, o sarebbero morti tutti quanti senza averci neanche provato.

Ma sono morti tutti, è servito a nulla alla fine. 

Geniale modo di vedere. Un po’ come dire: tanto si deve morire fra una decina scarsa di anni, quindi perché ora dovrei fare del moto o mangiare bene?

Mi sembra di interloquire con dei marmocchi di 30 anni quando spiego queste cose ai vari fan esagitati del trono, motivo per cui mi trovate davvero incattivito, e mi spiace. Credo di aver spiegato tutto ciò che c’era da spiegare. Alcuni mi hanno addirittura detto, dopo che ho mostrato loro le stesse parole dell’autore: Eh ma non mi fido, non può essere, Martin non sa più come usare i suoi personaggi.

Mi arrendo e alzo le mani, sapete meglio voi dell’autore queste cose, andiamo avanti.

Hardhome è inventata!

La sequenza di battaglia ad Hardhome è stata inventata, e meno male oserei dire, perché è stata una gran bella sequenza che ha aggiunto pepe a una narrazione stantia priva di nerbo. Nei libri il tutto si riduce ad una lettera che un comandante dei Guardiani scrive a Jon velocemente, spiegandogli che ci sono cose “morte sott’acqua”. Insomma il tutto si risolve in un puro nulla anticlimatico, ancora una volta. Nei libri è come se Martin fosse incapace di inventarsi delle battaglie un minimo emozionanti per tenere in piedi la curiosità dello spettatore, ed è invece ciò che hanno capito gli showrunner, narratologicamente più maturi e consoni a questo tipo di storia.

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Hanno inventato alcune cose e alcuni personaggi? Può essere. Chissene. Hanno anche tirato fuori un personaggio, il gigante, che è poi comunque servito nella Battaglia dei Bastardi, quindi tanto di guadagnato. Se dobbiamo arrivare allo stesso risultato preferisco il percorso più intrigante, intrecciato meglio e con più pathos. Inutile dire che nei libri rasenti lo zero.

Credo non ci sia molto altro da aggiungere, o rimarrei a parlarne per ore. Concludendo quindi cosa si può dire? La quinta stagione è molto sotto tono, oserei dire la peggiore dopo la settima, ma questo non è da attribuire, come erroneamente si pensa, agli showrunner, quanto ad un materiale di partenza scadente, scomposto, disomogeneo, disorganizzato e sfilacciato pieno di fuffa. Non avete visto gran parte dei personaggi perché sono inutili o fanno cose inutili, creano poca atmosfera in generale e rimangono il tempo di una scena. Ditemi se è il caso di impiegare attori e mezzi (e soldi) per gente che compare così poco e fa così poco.

Altre cose invece sono dei veri e propri miglioramenti nello show, proprio come il matrimonio di Sansa, la morte di Shireen e Hardhome.

Dal prossimo articolo le cose cambiano perché il sesto libro non è ancora uscito.

Stagione 1

Stagione 2

Stagione 3

Stagione 4

Stagione 6

Stagione 7

Stagione 8

 

 

Le polemiche sul Trono di Spade (stg.4)

 

Veniamo a quella che è la stagione più “carica” di risvolti e di intrecci, complessa ma meravigliosa. La terza e la quarta stagione sono essenzialmente il terzo libro diviso in parte uno e parte due, quindi bisogna tener bene a mente che alcune cose sono spostate di posto ma in generale ci sono lo stesso.

Direi di analizzare alcune delle scene più interessanti, quelle aggiuntive o che in qualche modo apportano delle differenze.

Oberyn è parzialmente diverso

Oberyn è un personaggio che viene notevolmente approfondito rispetto ai libri, non solo per la magistrale interpretazione di Pedro Pascal ma anche grazie a una generale ricostruzione dei suoi dialoghi. Ad esempio nel terzo libro rivela a Tyrion l’episodio in cui la sorella Cersei lo denuda da neonato per strizzargli il pene durante il loro primissimo incontro, mentre nella serie hanno scelto di usare questo dialogo quando Tyrion è nelle segrete, per aumentare la suspance della situazione. Oberyn inoltre viene presentato con una summa delle caratteristiche principali: bisex, guerriero, focoso, vendicativo, pericoloso. E dove? In un bordello, luogo a lui congeniale, contro dei Lannister.

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Viene dunque presentato come un personaggio positivo che danneggia i “danneggiatori” della storia, un personaggio per cui tifare insomma

Altro “spostamento” importante è il ruolo del Mastino che fin dal primo episodio dello show si ritrova a uccidere (la scena del pollo, ricordate?) gli uomini che nel libro, verso la fine, lo feriscono gravemente. Motivo per cui Arya lo abbandonerà. Ci torniamo dopo, comunque.

Ramsay e Reek sono “diversi”

Anche il personaggio di Ramsay ha molto più spazio e questo è un bene perché nel quinto libro ricomparirà insieme a Reek, quindi a storia molto inoltrata, con dei tempi ristretti per conoscerlo. Infatti nel libro scopriamo dei frammenti su di lui: gente che ha torturato fino alla fame o gente che ha scuoiato brutalmente. Trovo sia molto più efficace dare visibilità al legame che unisce lui e Reek

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Anche al personaggio di Melisandre, molto castrato nella narrazione cartacea (visto che per ora ha avuto solo 1 capitolo in prima persona), si dona una scena di dialogo insieme  a Shireen per prefigurare ciò che accadrà più avanti.

Il matrimonio di Joffrey nel terzo libro è molto più discorsivo e pieno di nomi, incentrato sui vari presenti (metà dei quali comunque scarsamente utili, presenti solo per far numero, come i vari menestrelli, blocco di burro e altri ancora). La cosa più simpatica è stata scambiare i due nani che lottano su un cane e su una scrofa con questi

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che hanno imbastito uno spettacolo di gran lunga più complesso e divertente e che ci permettono di sbarazzarci dell’inutilità fatta a persona che sarà Carina Porcellina.

Una cosa invece presente nei libri e che è stata rimossa nello show è il sogno persistente di Arya (e anche di Jon, in verità) che si trasforma in lupo. Sono linee di lettura che vengono date per rendere i personaggi molto più lupeschi, magici e misteriosi di quanto non siano. Credo che abbiano rimosso queste isotopie perché si sono accorti che oltre a creare atmosfera facevano poco. Arya nel corpo di un lupo scopre il cadavere della madre assassinato, e questo si ricollega con il personaggio di Lady Stoneheart, anch’esso rimosso.

La GRAVE GRAVISSIMA (sic!) mancanza di Lady Stoneheart

Vorrei ribadire una cosa qui, visto che le polemiche sono state parecchie. In base a quanto ho potuto vedere e leggere Lady Stoneheart è un personaggio parecchio inutile che sembra fungere da filler più che altro. La vediamo alla fine del terzo libro vendicarsi di Petyr Foruncolo, un Frey di cui a nessuno frega niente, la vediamo nella fratellanza grazie al sacrificio di Dondarrion e la sua scintilla magica, e poi la vediamo nel quinto libro che cerca di impiccare Brienne la quale gli porta poi Jaime. Fine. Considerato che i personaggi sono ancora vivi nello show credo che questo sarà semplicemente un vicolo cieco, un modo per far tornare in vita un personaggio in grado di vendicarsi per dare speranze al lettore ma che terminerà nel nulla più assoluto. Ovviamente finché non escono i libri sono solo supposizioni.

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Le scene di Arya e del Mastino nascono in buona parte come intermezzi comici senza disdegnare la serietà di lui quando parla del proprio codice etico, un pezzo alla volta. Nello show è stata aggiunta questa scena che non è vitale (“devi pregare tutti e 7 i tuoi merdosi dei?“) ma fa sorridere e aiuta a legare meglio con i due personaggi. Nel libro, poi, il Mastino si troverà a conficcare il pugnale nel cuore di un soldato presente alle Nozze Rosse, sottoposto di Marq Piper, mentre nello show con qualche lieve differenza si ripeterà la stessa scena, seguita dall’attacco di Rorge e Mordente, che nel quarto libro se la vedono invece con Brienne.

Daario, come avevamo visto, sostituisce Belwas il forte, un personaggio a dir poco inutile. Le loro scene secondo me si equivalgono: Daario sbeffeggia l’avversario e lo uccide velocemente, Belwas si lascia ferire, uccide l’uomo, e poi si mette a defecare davanti alle porte della città. Con la differenza che Daario sarà molto più presente, ed era importante sfruttarlo meglio.

Baby estranei?

Baby

Alla fine del quarto episodio troviamo questa scena. Qualcuno si è stupito, qualcuno l’ha trovata spoiler, in generale la gente era confusa. Per quel che mi riguarda, trovo che sia molto più funzionale cominciare a dare informazioni (anche se frammentarie o contraddittorie con ciò che sappiamo attualmente) su quello che plausibilmente sarà uno dei nemici finali. Nel libro effettivamente, a parte alcuni racconti, non sappiamo quasi nulla. Non ne sono sicuro ma credo che “Re della Notte” non sia citato neanche una volta, ma potrei sbagliarmi. Queste aggiunte nello show sono importantissime, prefigurano una minaccia incombente che nei libri si sente appena.

Oberyn

Come dicevo all’inizio, mi piace il lavoro che è stato fatto su Oberyn, un personaggio presentato come guerriero, vendicativo e forse sadico ma che non disdegna la letteratura, le belle arti e l’amore. Non si può proprio dire nulla, Oberyn è stato approfondito sotto molteplici aspetti per “caricarlo” e caricare lo spettatore di aspettative. Anche le parole che si scambia con Cersei su Myrcella le ho trovate molto interessanti.

Le parti di Sansa a parte pochissime variazioni (nei libri vediamo la casa di Ditocorto, e Lysa rivela una sottotrama che riguardava un veleno datole dal padre per farla abortire) credo sia tutto al proprio posto.

Uccidere i ribelli è stato un miglioramento dello show

Arriviamo così al finale del quinto episodio che, secondo me, migliora di molto la narrazione generale. Nei libri Martin pare essersi completamente dimenticato degli assassini rimasti al castello di Craster che hanno brutalmente assassinato il comandante Mormont e stuprato le figlie. Questi non sono stati puniti (ad esempio dal gelo, dalla fame, dagli estranei), sono stati semplicemente dimenticati da tutti i discorsi. Non vengono neanche più citati e si fanno la bella vita. Fine.

L’ho sempre trovata una enorme mancanza e quasi un buco narrativo nei libri, cosa che per fortuna è stata riscattata nello show con una scusa. I disertori potrebbero essere catturati da Mance Rayder e fornire informazioni (anche se come scusa tiene pochissimo, quando hai un esercito di centomila uomini pronti a dare battaglia).

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Non manca Locke Bolton, personaggio che sostituisce il Caprone dei Guitti Sanguinari

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Vi è un intreccio con Bran e compari

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Vi è un duello finale col cattivo sadico di turno e finisce nel sangue

Spendiamo due parole su queste scene. Si potrebbe obiettare che il mondo di Martin è un mondo dark, oscuro, maturo, e dove non vincono i giusti. Si potrebbe sostenere che se ne sia “dimenticato” perché a volte i cattivi vincono.

Però vorrei ricordare che il leitmotiv della narrazione è proprio “Valar Morghulis“, ovvero che tutti gli uomini devono morire (e servire). Quindi più volte abbiamo visto vincere il male, talvolta il bene, e poi li abbiamo visti puniti entrambi. A volte vince uno, a volte l’altro, la storia è fatta così. Ma tutti muoiono. Chi sul cesso, chi in battaglia, chi di ferite necrotizzate. Il Trono di spade è questo, e lasciare questa marmaglia semplicemente libera di fare ciò che vuole, senza due righe di spiegazione, scopre il fianco a delle critiche. Insomma, Martin si dimostra attentissimo alla sua politica fantasy e discute delle minuzie di questa o quella casata che potrebbe vendicarsi per uno sgarro, e poi lascia a piede libero personaggi che effettivamente, se catturati, potrebbero rivelare preziose informazioni.

Lo show ha migliorato di molto questa parte perché:

– Risolve effettivamente un punto non spiegato

-Lo spettacolarizza, e questo non è un male se aggiunge del pepe servito bene

-Intreccia meglio le storie di Jon e di Bran, utilizza Hodor

-Dà un senso a Locke Bolton. Nei libri il suo corrispettivo è ucciso fuori campo

-La scena finale in cui bruciano la casa di Craster e le donne sono libere non è solo pura catarsi ma una ben delineata scelta con cui si mostrano donne forti che tentano di resistere a ciò che hanno subito

Una narrazione matura, profonda, che non disdegna lo spettacolo né la riflessione.

Si prosegue con il sesto episodio in cui abbiamo delle ottime aggiunte

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Davos e la sua retorica sono spaziali. Stannis costretto a mendicare è una scena imperdibile

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Yara/Asha cerca di salvare il fratello da Forte Terrore

Trovo che queste due scene impreziosiscano di molto il materiale. Davos è un maestro di retorica, lo vedremo più avanti, ed è sempre spettacolare farlo esibire. Asha è un personaggio ambiguo, non si capisce quanto tenga al fratello. Posso capire che il padre non muova un dito per salvare Theon ma ho sempre trovato comunque molto strana la scelta di non far agire del tutto i Greyjoy. Qui vediamo che almeno lei ci prova, e vediamo lui che non tenta neanche di fuggire a causa del lavaggio del cervello. Scena a “basso costo” senza infamia e senza lode ma che connota in modo diverso alcuni personaggi.

Addirittura Varys viene migliorato

Quel che invece merita più di due righe è questa scena qui: un dialogo tra Oberyn e Varys

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Oberyn rivela la sua passione per il viaggio e la scoperta. Non vuole essere come “tutti”

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Dopo alcune schermaglie dialettiche, Varys rivela di non seguire “piaceri personali”, considerato cosa fanno alle persone. E’ così libero di perseguire più alti scopi

Il dialogo in questione, inedito, non serve solo a caratterizzare ulteriormente Oberyn come intellettuale e viaggiatore ma in primo luogo Varys, con un nuovo interlocutore, come un qualcuno che non vuole né ragazzi né ragazze, disinteressato al piacere personale. Quasi un asceta, totalmente devoto al Regno, a differenza di Ditocorto che vede nel Potere solo un mezzo efficace.

Si migliora anche Melisandre. E non riguarda il nudo per una volta

Per quanto concerne il settimo episodio vorrei sottolineare ancora una volta un dialogo con Melisandre e Selyse, importante perché vediamo la regina titubare al corpo della strega rossa, e scopriamo il pensiero delle due su un tema comune: la menzogna e l’inganno, a metà tra ciò che riguarda la storia generale e ciò che riguarda il rapporto di Melisandre con Stannis

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Peraltro abbiamo potuto constatare che senza collana addosso quest’immagine contiene un errore. Segno che non avevano ancora una visione globale. Martin non ci ha fatto caso? 

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Prende la torcia solo per fare il figo, ed effettivamente lo è

Oberyn, come dicevo all’inizio, si propone come campione di Tyrion. La differenza sostanziale è che prima di arrivarci nei libri parla di politica: Myrcella a Dorne sarebbe considerata regina, con la dipartita di Joffrey. Propone colpi di stato e macchinazioni. Nello show propone la storiella di quanto era piccolo. Non vedo grossi cambiamenti, mi sembrano equivalenti nella sostanza. Come sempre lo show tende a privilegiare i discorsi etici e/o emotivi rispetto a quelli politici.

L’ottavo episodio si apre con una scena che rende molto più “buona” Ygritte. Motivo per cui forse dovremmo tenere per lei nell’episodio a venire. Infatti nello show si vede che hanno puntato moltissimo su di lei e sul rapporto con Jon

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“Per ora uccidiamo solo le comparse, vai tra”

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Un altro dialogo inedito che approfondisce i legami è quello tra Ramsay e Roose Bolton, quando quest’ultimo lo nomina legittimo erede della propria casata. Prima di farlo ci elargisce un discorso pomposo sul Nord, su quanto sia grande (più degli altri regni messi insieme, e lui ne è il protettore), che contribuisce in una certa misura ad approfondire i due e il loro legame padre-figlio interessato ma anche a scatenare una certa risposta emotiva, considerato che questi sono elementi “negativi” che hanno sottratto il ruolo a personaggi “positivi”. Un’aggiunta non da poco.

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Questa scena non è vitale ma la risata di Arya trovo che sia una simpatica aggiunta metatestuale voluta proprio per rimarcare una cosa di cui ci siamo accorti tutti e che sembra effettivamente da ridere: ogni parente di Arya crepa male. E crepa proprio quando serve. Non si può far altro che ridere.

L’episodio 9 migliora di molto il poco pathos presente nei libri

L’Episodio nove riguarda la guerra alla barriera. Ho anche visto critiche pesanti e non me ne capacito, sinceramente. Analizziamo quali sono le differenze, comunque:

Nel libro questa guerra è sostanzialmente divisa in due, in un capitolo i Corvi affrontano Ygritte, Tormund e altri bruti al di qua della Barriera, nei capitoli successivi affrontano Mance Rayder e il suo esercito al di là. La scena è costruita in modo molto poco interessante secondo me, l’autore inserisce personaggi terziari che non vedremo più come Zei la prostituta di città della talpa, NON sfrutta Pyp e Grenn, utilizza invece Donal Noye e altri confratelli poco considerati.

La morte di Ygritte è un enigma, quasi un anticlimax: viene ritrovata quasi morta a posteriori, e Jon è in dubbio, non capisce se è stato lui in persona a provocarne la morte. Lei ha giusto il tempo di ripetergli la classica frase “Tu non sai niente

Anche lo scontro alla Barriera è qualcosa di molto sottotono, non ho mai avvertito vera tensione e la morte del fabbro sinceramente non mi ha smosso di mezzo millimetro.

Veniamo invece allo show: oltre a dei virtuosismi tecnici (spiegati nel making of, che vi consiglio caldamente) stupefacenti, assistiamo all’unione dei due capitoli con un attacco combinato al di qua e al di là della Barriera con in mezzo i corvi. Hanno aggiunto le scene degli arpioni, dei mammuth, dei giganti, dello scontro di Sam con un Thenn e il tutto scorre liscio in 50 minuti di narrazione mantenendo altissima la tensione. Sembra che la Barriera debba cedere da un momento all’altro a causa della precarietà dei pochi corvi rimasti. Alliser Thorne viene ferito, Pyp viene ucciso in malo modo da Ygritte, Grenn muore eroicamente difendendo l’accesso da un gigante. I personaggi quindi hanno più interazione, sono usati in maniera più intelligente. La stessa Ygritte perde la vita a causa di Ollie, un personaggio che vedremo meglio nel prossimo articolo, in una scena che punta a massimizzare la tensione tra i due ma anche a presentarci la bruta sotto una diversa luce. Ne era davvero innamorata e nello show ha molte più sfaccettature e scene degne di nota che ne facciano risaltare il personaggio. Hanno usato (credo per la prima volta, non ne sono sicuro) lo slow motion quando lei muore tra le braccia di lui

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Magnifico. Una storia d’amore spezzata, un personaggio distrutto, e sullo sfondo la Guerra e la Storia infuriano ancora

Non credo ci sia molto altro da aggiungere. Spettacolo puro che riorganizza in maniera decisamente originale e interessante il materiale di partenza. Veniamo ora al decimo e ultimo episodio.

La parte riguardande i bruti e Mance trovo che sia pressoché identica, non occorre soffermarsi.

Un dialogo con un pg secondario migliora di molto la narrazione anti-schiavista

Arriviamo a quella che è un’aggiunta ENORME, che riorganizza il materiale di partenza e discute lo schiavismo con un occhio critico. Non esiste solo il bene, non esiste solo l’anti-schiavismo puro e semplice

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Questo anziano maestro era rispettato dai figli del padrone, per lui essere schiavo non significava niente perché era trattato bene. Era vestito e nutrito, aveva il rispetto e dava la propria conoscenza in cambio. Abbattere il sistema dello schiavismo, e questo lo sottolineano gli autori, vuole ANCHE dire colpire chi in quel sistema ci viveva, e chi magari lo usava senza sfruttare tutte quelle immagini a cui siamo abituati quando parliamo di negrieri e schiavisti, con la frusta in mano. Ebbene sì, molto spesso parliamo di schiavismo partendo da stereotipi e immagini consolidate, fabbricate da anti-schiavisti, ma in quel mondo qualcuno ci viveva, ci era abituato, ed era schiavo/padrone senza necessariamente arrecare danno a nessuno, magari tenendoci come oggi noi teniamo i nostri animali da compagnia, e che qualcuno magari ci critica di non tenere in libertà. Mutevolezza dei rapporti, della politica, della società. Nei libri di Martin abbiamo una scena simile con un gladiatore che ci rivela che da schiavo, costretto a combattere nelle fosse, mangiava pesce prelibato. Ora, da liberto, mangia da schifo su un pagliericcio.

L’umanità bada alla pancia, al vivere bene, non ai valori come Daenerys, che riflette sulla libertà senza rapportarsi a quelli che sono gli umani veri, con i loro desideri e le loro paure. Chissene frega della libertà se la passi a mangiare merda senza un tetto. Chissene frega dell’etichetta di “schiavo” se qualcuno ti assicura una vita decente ma priva di libertà.

Ovviamente tutto questo è un enorme pensiero che viene colto non subito, non da tutti, ma che hanno scelto di inserire per far maturare il pensiero di Dany sul proprio operato, per farle capire che non esistono valori interamente positivi o negativi ma solo persone. Con i loro bisogni. E subito dopo, la scena dello scheletro carbonizzato si ripropone uguale.

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La scena prima di arrivare al Corvo con tre Occhi la trovo di grande impatto con una sola differenza: la morte di Jojen. E’ difficile parlarne perché nei libri non è ancora chiaro quale sia il suo ruolo, o se la sua morte è stata posticipata a quando assalteranno l’albero. In tal caso avrebbero scelto di far morire i figli della foresta, Hodor ed Estate insieme, e Jojen separatamente, per offrire più momenti di tensione. Una scelta non da poco e che sul piatto della bilancia non sposta quasi nulla. Se tutti devono morire, tanto vale enfatizzare queste morti il meglio possibile.

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Grazie a dio esiste questa scena

Quella tra Brienne e il Mastino è un’aggiunta che ho trovato di fondamentale importanza, e inoltre alza la tensione a livelli epici. Uno scontro in puro stile Trono, tra due personaggi amati, in cui a rimetterci è comunque qualcuno a cui ti sei affezionato.

Nel quarto libro Brienne affronta Rorge e Mordente che le mastica la guancia (?) in un semi-scontro che ho trovato povero di idee ed essenzialmente stereotipato. Durante il suo inutile vagabondare scopre un uomo alto che sembra essersi ravveduto, un possibile richiamo al Mastino, creduto inizialmente morto.

Il Mastino, come abbiamo visto, viene ferito nella scena del “pollo”, in totale anticlimax. Trovo sensato quindi che ci abbiano risparmiato due scene pessime per unirle in uno scontro all’arma bianca tra due colossi di personaggi.

Ho visto polemicotti sterili di ogni tipo e sfumatura, cazzate sullo stile

Ma come fa Brienne ad essere già lì quando prima era a 54864950 kilometri di distanza????

Questa è una critica molto comune quanto per me stupida, è solo polemica per destare lo sguardo da ciò che ci viene mostrato. Tenete bene a mente che durante un episodio voi non vedete scene che si susseguono nel “mondo” del Trono, talvolta capitano ore, giorni, forse mesi tra una scena e l’altra. Noi spettatori le vediamo così per comodità ma per i personaggi queste appaiono di molto staccate tra di loro, talvolta le une in contemporanea alle altre, forse addirittura le scene finali succedono prima di altre, è difficile da dire senza riferimenti temporali ben precisi, che peraltro non esistono neanche nel libro. Ad un certo punto, dalla morte di Ned, qualcuno dice che son passati ANNI, anche perché le stagioni in quel mondo possono durare anni. C’è un tempo, non solo narrativo, differente. Differente inoltre, trattandosi di un fantasy, può essere la costituzione di un cavallo, la sua resistenza, le scorciatoie utilizzate. Tenete a mente quanto sto dicendo anche per la stagione sei e sette, quando verranno criticati Dany e Varys per lo stesso motivo.

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Tysha

Tysha. Abbiamo capito tutti di chi stia parlando, se avete letto i libri. E’ la puttana a cui si riferisce spesso Tyrion, quella che venne fatta stuprare dai soldati di Tywin e a cui Tyrion alla fine diede un dragone d’oro, perché un Lannister vale di più. Tyrion la sposa credendo che sia una prostituta pagata ma Jaime gli rivela alla fine che non lo era affatto, e dunque lei era davvero innamorata di lui. Una storia così densa di significati che sembra uscita da Tarantino. Non si può proprio dire che non sia magnifica.

Nella serie Tysha è stata tagliata e al suo posto hanno messo Shae. Non si può parlare di un miglioramento effettivo sul piano narrativo, però se ne può discutere su un piano visivo. Lo spettatore non lega coi personaggi fuori campo mai apparsi, non si affeziona solo ed esclusivamente alle parole. Puoi prefigurare per mezzo di esse, puoi costruirci su della narrativa (Sauron, Voldemort) ma alla fine li devi mostrare. Tysha, per quanto la sua storia sia buona, non ha alcun legame con noi: non sappiamo che faccia abbia, cosa pensi, dove sia. Shae invece è stata molto più approndita e Tyrion stesso è legato a lei in modo particolare. Non potevano chiaramente imbastire una storia intera su loro due e poi, nel momento più bello, rendere Tyrion il personaggio dei libri (che peraltro in alcune occasioni è molto più ambiguo, come quando è sul talamo nuziale con Sansa).

Non ho altro da aggiungere. La serie da quel che ho potuto mostrarvi cerca dove può di approfondire i personaggi, la loro etica, il loro mondo interiore. Se il libro spiega nei “pensieri” di qualcuno, la serie è limitata ai dialoghi che vediamo a schermo, le informazioni sono ridotte ma ciò non è un male. Non gliene frega niente a nessuno di perdere del nozionismo puro sui Crakehall o sui Fossoway, se ci assicura unitarietà complessiva.

Il punto forte dello show è che mantiene intatte le scene più importanti modificandole di pochissimo, spesso in meglio, riorganizzando il proprio materiale con cura e badando anche un minimo alla spettacolarizzazione in duelli e battaglie.

Stagione 1

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