Chi non conosce Lo straordinario mondo di Gumball? Io, fino a qualche mese fa. Non ricordo neanche di preciso quando abbia cominciato a seguirlo dato che la tv ormai l’accendo pochissimo solo alla sera e che in quel periodo più che altro stavo studiando per gli ultimi esami. Però è capitato, sono incappato in qualche episodio (difficile a memoria dire quale fosse) che mi ha incuriosito. Così, come sempre capita quando qualcosa attira la mia attenzione, comincio a seguirlo per bene e a valutarlo con tutti i crismi anziché seguirlo con mezz’occhio di sbieco.

Parliamo un po’ di quel poco che ho capito leggendo in rete: i personaggi inizialmente sono nati per delle pubblicità. Il mondo di Gumball è realizzato con vere fotografie e veri set scenografici che fanno da sfondo ai personaggi disegnati o in computer grafica. Come stile è molto colorato, “pupazzoso”, si potrebbe dire quasi infantile, a tratti “puerile”, stilisticamente parlando, se potessimo giudicarlo solo dall’estetica, direi che è un cartone per bimbi piccoli. Ed è questo forse che mi ha tratto in inganno: vedere tutti questi colori e questa allegria mi ha fatto credere che fosse il classico cartone ingenuotto dalle pretese etiche, di quelli che ti insegnano come si sta seduti a tavola, come ci si comporta, gli amici, e blah insomma. Basta guardarne un episodio (non tutti in realtà, va detto) per capire che non è assolutamente così, lo stile è molto più vicino ai Simpson, ai Griffin, a South Park che non ai classici cartoni di Cartoon Network. E in un prossimo articolo anche se molto velocemente un paio di paragoni dovrò necessariamente farli con altri cartoni animati in onda con Gumball su Boing, affinché io riesca a far capire cosa provo quando parlo, perché non è affatto semplice capire quando un cartone vuole essere un cartone e quando invece vuole essere qualcosa di più.

La mia prima idea era di fare una sorta di classifica dei “migliori episodi”, poi mi sono semplicemente reso conto che sono troppi i “migliori” episodi per parlare di tutti e farlo in maniera decente. Parlare di ogni singolo episodio poi mi porterebbe via troppo tempo per cui credevo di poter fare una cosa semplicissima: una top 5 in cui gli episodi scelti non siano elencati dal peggiore al migliore ma semplicemente in base agli argomenti trattati, alle tematiche innovative, a come la comicità di Gumball riesca a emergere sugli altri. E vi assicuro che tirare fuori 5 soli episodi è davvero difficile. Anche questa idea è stata scartata.

La prima stagione e alcuni sparuti episodi mostrano comunque che il cartone in questione non è sempre stato grandioso, ha cominciato con quelli che potremmo considerare stilemi e tematiche classici riscontrabili in centinaia di altre produzioni: la famiglia, gli amici, il vicinato. Infatti alcuni degli episodi secondo me più noiosetti e meno riusciti, se li si confronta coi successivi, sono qui: Il Dvd, Il Vestito, I Torsoli del Karate (che sbaglio o ripesca a piene mani da spongebob?), Il Picnic (che è uno degli episodi peggiori forse), La bacchetta magica (che pur avendo alcune gag carine è di una piattezza rara che ricorda cartoni mediocri e superficiali).

Ci sono poi alcune eccezioni. Ad esempio nella prima stagione ho apprezzato la critica ai negozi di rivendita di videogame come Gamestop e simili (addirittura Darwin si chiede come mai ci sia “2000” nel nome, che è già passato da un pezzo!), ho adorato la citazione al Signore degli Anelli ne “L’elmetto” ma è tutto qui: citazionismo soft, temi familiari ritriti, banalità, conoscenza dei personaggi.

La seconda stagione è ibrida: pur mantenendo alcuni stilemi classicissimi di cui abbiamo parlato, inserisce episodi che sembrano sperimentali, a tratti quasi azzardati come Le parole fanno male (che oltre ad avere citazioni bellissime sui picchiaduro è abbastanza intelligente nel trattare così una tematica importante), Spirito di Patata (che è sostanzialmente una negazione di valori positivi esplicita: viene detto che la vita sana da “patata” o da Amish è sì rispettosa dell’ambiente, etica, pulita ma…non è divertente, non è saporita, e messi di fronte ad una scelta i Watterson rifiutano a mani basse una vita simile. Una rappresentazione STU-PEN-DA della società di oggi), Una vera amicizia (io quando vedo Banana Joe distruggersi rimango sempre in stato di shock tanto è esplicito, e non è l’unico caso! In una scena di un altro episodio Gumball infilza per sbaglio un cartone del latte vivente dal quale comincia a uscire il latte come fosse sangue. Rimane poi accasciato con gli occhi roteati all’indietro come un vero cadavere. Sebbene sia tutto molto giocoso e molto colorato io quando vedevo queste scene mi chiedevo se fosse effettivamente un programma per bambini, o se la mia idea di “bambinesco” dovesse essere rimaneggiata. Infine il finale di stagione in cui si comincia a fare della metanarrazione interessante. Per tutto l’episodio i Watterson riflettono su quanto sia strano che non subiscano mai conseguenze nonostante tutti i danni che creano in città di episodio in episodio. In questo in particolare la gente chiede il conto ma si risolve tutto con: la sigla che interrompe tutto!

Dalla terza stagione in poi si continua sulla stessa scia delle precedenti ma secondo me la qualità generale dell’opera migliora sensibilmente. Come dicevo, il problema è estrapolare solo pochi episodi per parlare di tutto ciò che questa serie ha da offrire per cui mi perdonerete se non parlerò di TUTTO, cercherò comunque di raccontare quegli episodi più interessanti o memorabili.

Cominciamo col dire che ho estrapolato 5 punti che sugli altri emergono sicuramente e che caratterizzano Gumball in maniera peculiare:

Una forte componente Fantastica e un enorme e sfrenato uso di fantasia “infantile”

Una soverchiante dose di critica al buon costume, alla morale “mainstream”, ai valori ritenuti positivi

Metanarrazione a badilate

Citazioni umoristiche alla pop culture, satira, critica specifica al tema presentato

Analisi e riflessioni spesso di natura filosofica e molto profonde per un cartone animato

Per ognuno di questi punto ho raccolto quelli che secondo me sono gli episodi più importanti e caratteristici. Analizzerò solo quelle gag e quei passaggi che ci aiuteranno a estrapolare meglio quanto dico

                                                        Fantasia è magia

(Episodi: Il piano-stg2, Pacco a sorpresa-stg5, I procrastinatori-stg 3)

Ne Il piano, Gumball e fratelli pensano che un uomo misterioso chiamato Daniel Lennard (ndr: il produttore esecutivo dello show), voglia fare il filo alla loro madre e per questo motivo cominciano a creare virtualmente un piano per contrastarlo. Innanzitutto però devono capire con chi hanno a che fare non conoscendo lui o il suo volto. Così immaginano inizialmente il suo corpo viscido come una palla gelatinosa verde. Poi si immaginano Daniel ricoperto di gioielli perché è ricco, infine sanno che è “malvagio” quindi lo immaginano con il volto di un pitbull col pizzetto!

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Nel comporre questo bel piano in stile Mission Impossible i tre ragazzi sfruttano la loro fantasia per ricreare tutto il percorso e i probabili ostacoli come se fossero già virtualmente presenti in quei luoghi, come se al piano del racconto si sovrapponesse quello reale. Infatti si presenta un ostacolo: il cancello insormontabile!

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Ma vogliamo poi parlare della mimica facciale che usano? E’ al 95% il motivo delle mie risate

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Come si può vedere è tutto nella loro fantasia: il “piano” virtuale è un racconto che loro vivono fantasticando ma nel presente sono ancora nella loro stanzetta simulando ciò che dovranno vivere. La gag deriva anche da questo: che motivo avresti di pinzarti i pantaloni per finta e soffrire?

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O ancora, che motivo avresti di metterti a litigare con te stesso del futuro?

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Come giustamente ribadirà la sorellina Anais, si stanno sprecando più energie così che non a cambiare mentalmente il percorso sbagliato, senza dover rappresentare metaforicamente tutto ciò che succede. In effetti a ben vedere Gumball è tra tutti i personaggi quello che in assoluto sfrutta di più la propria fantasia per ricreare ambienti e situazioni. Non è l’unico ma mi pare che sia molto ben caratterizzato da questo elemento in particolare.

Ne I procrastinatori ( Oltretutto è un termine poco comune, mi piace che opere come questa e come Topolino insegnino ai più giovani termini forbiti e poco usati) la storia parte come per molte altre da una premessa basilare: i ragazzi devono buttare la spazzatura. Altrimenti mamma si arrabbia. E la mamma cita Terminator per non farsi mancare NIENTE.

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Alla fine dell’episodio addirittura avrà l’occhio rosso del robot. Madonna che livello di attenzione

Il bello di quest’episodio, che io inserisco sempre a tematica “fantasia” è proprio l’estrema naturalezza con cui i due fratelli cazzeggiano pur di non buttare la spazzatura.

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In un episodio sul procrastinare, poteva mancare la parodia di Facebook?

Mi ha ricordato un sacco di cose che anche io facevo per evitare i miei compiti o per noia. Sono cose che, visibilmente, non paiono robaccia mal scritta da uno sceneggiatore che deve imitare i bambini, sembrano scritte ascoltandoli in prima persona! Guardate qua che roba:

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Inizio scena normalissimo: si mettono a tavola per mangiare

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All’improvviso, siamo in un AC-130 militare, un aereo con diverse armi che dispone di camere a infrarossi come quella dell’immagine

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I ragazzi simulano un combattimento tra piselli come se fossero soldati, alla fine una voce fuori campo avverte che stanno per sganciare una bomba (il wurstel) mentre nel piatto ci sono ancora dei piselli rimasti

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Alla fine la “bomba” esplode e diranno “io non ho più appetito”. Ci manca solo qualche spezzone del Vietnam.

Ho reso l’idea con questi pochi frame? Io quando immagino un cartone che deve riprodurre bambini che giocano penso alla corda, all’altalena, a giochi comunque ormai vetusti ma simbolici per il gioco, specie per i bambini. Qui no, innanzitutto ti calano nel mondo attuale ricordandoti che anche i bambini oggigiorno possono essere sui social, sui videogame, e si comportano un po’ come abbiamo fatto tutti inizialmente: scrittura tamarra, esposizione di cazzate per farci apprezzare, ecc. Poi, un’altra cosa che nessuno si aspetterebbe con una gag riuscitissima: la battaglia di cibo che non è solo un mero tirarsi addosso il cibo, è esattamente una MODERN WARFARE OF FOOD con tanto di camera a infrarossi extradiegetica e una citazione al genere bellico con la bomba da abortire all’ultimo secondo per salvare la vita ai soldati rimasti. Alla fine di tutto, i volti colpiti ed esterrefatti di chi sa di essersi spinto troppo in là, nonostante stesse solo giocando con la propria fantasia e con il cibo.

Anche qui, ci sono degli elementi così “fantasiosi” che io a stento ho saputo ritrovare in altre produzioni. La prima cosa che ho pensato è stata proprio

“gli sceneggiatori del programma hanno una mente capace a immedesimarsi nei bambini, e non è un’immedesimazione stantia, simbolica, ritrita, è immedesimazione MODERNA, attuale, esattamente come sognerebbe un bambino in carne e ossa”

Senza contare che a inizio episodio (non sono riuscito a trovarlo online purtroppo) Nicole, la madre, chiede gentilmente a Gumball di buttare la spazzatura, perché sono loro che alla fine hanno mangiato quella roba. Gumball risponde “comprata coi tuoi soldi”. E Nicole ribatte: “Con i soldi che devo usare per mantenere i miei figli”.

Al che, la bomba. “Figli che TU hai deciso di avere“.

Ecco, questo è un altro di quei momenti topici in cui Gumball si dimostra realistico, o meglio REALE. Questi dialoghi sono al livello di Tarantino per il grado di realismo che li caratterizza. Non ci sono scene stereotipate (non sempre, almeno), c’è un bambino che non vuole fare le faccende, una madre che glielo rinfaccia, e quel bambino si difende con una logica ferrea che oltretutto mi ha ricordato un sacco la mia. Io credo che quasi ogni bambino si sarebbe arreso o si sarebbe messo a strepitare con una madre che fa pressioni ma Gumball non è solo un bambino fantasioso: possiede una logica d’acciaio quando vuole. E infatti Nicole come risponde? Esattamente come le situazioni reali che ho potuto vedere io quando un genitore non sa rispondere: si incazza e ti forza. Punto e basta.

Semplicemente sublime. Mi piace che non ci sia buonismo e che si colga anche da piccole minuzie come queste: il “figli che tu hai deciso di avere” ha un retrogusto quasi amarognolo, mi pare di avvertire una punta di nichilismo in queste parole. La vita non è sacra, i figli non sono angioletti, sono talvolta disgrazie, responsabilità, privazioni, e questo verrà ribadito in mille altre gag.

Nell’episodio Pacco a sorpresa, invece, la famiglia Watterson si vede recapitare un pacco che nessuno aspettava, dal contenuto ignoto. Così ogni membro comincia a fantasticare su cosa possa esserci dentro anziché aprirlo. La storia sarebbe finita in 5 minuti aprendolo ma si sceglie di dare spazio all’immaginazione di tutti e solo dopo, alla fine, svelare il contenuto. Tra le tante storie, quella che mi ha fatto sbellicare è quella di Nicole che essendo molto pragmatica spera ci siano dentro soldi a pacchi. Solo che poi questo avrebbe delle conseguenze, come in Non è un paese per vecchi: un assassino spietato che per riavere quei soldi ti inseguirebbe fino in capo al mondo.

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Ma quando mai un cartone per bambini mi cita Non è un paese per vecchi?!

Per poi infine arrivare ad un dialogo bellissimo, come sopra:

<<I miei capi non si arrenderanno. Ci sarà sempre qualcuno pronto a inseguirvi>>

<<Ma saremo lontani, e ricchi.>>

<<Ma sarete sempre inseguiti.>>

<<Ma ricchi>>

Anche questo dialogo nella sua semplicità è una negazione di tutti quei racconti in cui ci dicono che la vera ricchezza è il cuore e balle varie. Qui, in questo cartone, i soldi hanno il posto che gli spetta, almeno quando a parlare è Nicole (che ricorda tantissimo il pragmatismo delle mamme) per la quale i soldi valgono, e tanto. Che vengano pure degli assassini prezzolati, coi soldi puoi farci qualsiasi cosa. Non c’è neanche una scena o una frase che smentisca questo modo di vedere, la storia finisce proprio qui. Sono ricchi e basta, non c’è altro da dire!

Quest’episodio mostra come, anche se io catalogo gli episodi per “tematica”, queste in realtà si fondano tra loro dando spesso vita a ibridi sia fantasiosi che anti-moralistici che profondi e riflessivi e così via.

                                           Non esiste solo il bene, non c’è solo l’amore

(Episodi: Il santo-stg3, Alan il malvagio-stg5, Il migliore-stg5)

Alan è uno di quei personaggi che ADORO perché nel suo essere uno stereotipo di tutto ciò che è buono e puro, è anche una presa per il culo e allo stesso tempo un sottile messaggio etico. Innanzitutto, mi fa morire l’espressione che assume quando si comporta da messia sceso in terra

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Io continuo a dire che buona parte della qualità di Gumball (così come ai tempi lo fu per spongebob) derivi dalle espressioni facciali

Alan è un palloncino e oltre a delle gag riuscitissime in cui ci si chiede come funzioni la sua anatomia e biologia (lui spiegherà che se mangia spaghetti poi questi divengono aria dentro di lui, e sembra avere organi fatti di “aria”) è caratterizzato per essere sempre positivo e buono, anche quando nell’episodio Il santo Gumball cerca in ogni modo di farlo infuriare.

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Materiale da meme. Un palloncino che fa la respirazione bocca a bocca. E non ho neanche messo l’immagine più controversa. Ce n’è una in cui Gumball sembra fargli una pompa in bagno per gonfiarlo.

Ovvero, gli pubblica uno status negativo sui social per fargli perdere gli amici, lo fa litigare con la ragazza e gli ruba persino le polpette, che Alan adora.

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Alan è così buono da dispensare like a chiunque, perché sa che li fa sentire felici. Notare lo sguardo iracondo di Gumball

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“Perdere tutti gli amici in un colpo solo” è rappresentato nel cartone con uno status negativo sui social, con quei pollici versi che escono dallo schermo per “attaccarlo” fisicamente

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Nonostante gli abbia mangiato l’ultima polpetta, Alan dice che va tutto bene e lo dice come se avesse fatto la carità

Il messaggio è che Alan è odiabile sotto ogni punto di vista. E’ buono da far schifo, altruista, positivo, generoso, sono tutte quelle qualità che sotto sotto ciascuno di noi odia quando sono riunite in un unico personaggio. Quell’essere fa scattare in noi un meccanismo di autodifesa ancestrale: ma io sono una cattiva persona? Se c’è uno migliore di me significa che io potrei fare di più? E perché non lo sto facendo?

Ecco spiegato perché alla fine Gumball con una sorta di rivelazione ci spiega proprio questo: voleva trascinarlo nel fango, farlo arrabbiare perché così avrebbe dimostrato che lui, Alan, è esattamente come tutti quelli che perdono le staffe e si comportano male, reagendo alle disgrazie della vita con rabbia e frustrazione. Ma Alan non lo fa, resiste stoicamente e accetta di buon grado letteralmente ogni cosa, tanto che nella gag finale lo vediamo persino ricompensato per questo, come a dire che se fai del bene poi ti ritorna. In letteralmente 5 secondi riacquista amici, famiglia, soldi, successo, ragazze

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In quest’episodio sono riusciti a essere profondi analizzando Gumball e anche a inserirci una morale sempreverde

Nell’episodio Alan il malvagio si scherza ancora di più col suo buonismo portato a livelli estremi. Alan è un personaggio che può apparire ingenuo e superficiale ma in realtà nasconde (e questo lo abbiamo visto anche quando sogna, in un altro episodio) un’indole affatto solare. E’ calcolatore, razionale e non si capisce quanto finga. Un antagonista pericoloso, di quelli ben dissimulati ma strateghi nati.

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Darwin e Gumball scoprono la sua visione politica delle cose

La prima parte della sua “visione” ricorda un Quarto Potere o un racconto Orwelliano. Alan intende prendere il potere non con la forza ma con astuzia, sfruttando le masse e usando la propaganda

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Lui instilla delle idee ma fa credere agli altri che siano loro prodotti. Come? Io un buon preside? No amico, non credo. Però…se mi voti…

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Ai comizi si impone come un novello dittatore facendo uso di demagogia e populismo…

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… e propaganda, per non farci mancare niente

Insomma, sebbene si rida e si scherzi, mi sembra un modo molto maturo di presentare a ragazzi e bambini il funzionamento della politica anche se presentata come “malvagia”, con quella facciotta con occhialini e cicatrice da cattivo di James Bond. Si spiega in maniera veloce ma intelligente come una persona possa assurgere a ranghi piuttosto elevati e a prendere il potere: non è necessario dire la verità, è sufficiente manipolare, instillare concetti, boicottare gli altri. E alla fine di tutto questo?

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Il personaggio emo, quello aggressivo e quello bulletto

Campi di correzione. Per tutelare la felicità di tutti. In cui vengono inseriti tutti quei personaggi che hanno perso il sorriso. Per ridarglielo. E chi non si allinea al pensiero felice viene internato.

Le mandibole di Gumball e Darwin sprofondano fino al piano di sotto giustamente, perché anche i bambini riescono istintivamente a capire che si stia parlando dei campi di concentramento nazisti. Da ciò io ne deduco che il cartone, anche se sempre in mezzo a mille gag per stemperare il tutto, stia parlando in maniera intelligente della politica, della storia, dei nazisti, e in certa misura anche di filosofia. Sta dicendo, cioè, che anche chi come Alan è dotato delle migliori intenzioni (ridare il sorriso a tutti, rendere tutti felici) può potenzialmente compiere il male (i campi di correzione, il totalitarismo felice, allineamento al solo pensiero e al solo partito).

Non credo ovviamente che un bambino abbia la capacità di analisi per afferrare il 100% di tutto questo ma visto con gli occhi di un adulto mediamente istruito io ci leggo tutta la profondità di questa esposizione. Sono riusciti in 5 minuti a parlare di cose complesse e a farci ridere, a farci riflettere. Se non è bravura questa ditemi voi cos’è.

Nell’episodio Il migliore ho trovato alcune delle gag più belle di tutto lo show, anche se mi ritrovo a dirlo ogni due episodi. Io vi metto solo gli screen e i dialoghi, poi ne parliamo

Inizio: Carmen, la ragazza cactus, si dimostra più attenta all’ambiente e all’etica di Gumball il quale decide di connettersi ad una sessione della parodia di Tumblr ( Darwin ci dirà che è un sito dove si litiga solo per decidere chi sia più etico e per distruggere gli altri in un dibattito). Dopo tale sessione, Gumball annuncia di essere pronto per il wrestlingua.

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Carmen: Hai mai provato il pane integrale? E’ molto più salutare

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Gumball: Non tutti possono andare nei negozi biologici, dovresti rivedere i tuoi PRIVILEGI

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*Onda d’urto generata dalla potenza di quest’argomento*

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Carmen: Io volevo dire che mangiare cibi troppo elaborati incide sull’aumento del peso

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Gumball: [Io volevo dire] Che cosa? Che grasso non può essere fiero di sé?

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*Altra onda d’urto* 

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Carmen: No, certo che no! Se chiedi al tuo medico lui ti dirà…

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Gumball: Lui?! Perché supponi che il mio medico sia un lui? E’ perché credi che una donna non possa fare il medico?

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*Carmen sbalzata dall’onda d’urto*

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Gumball: Ho studiato le usanze marziali del guerriero della giustizia sociale (Social Justice Warrior, ndr). Sfidami in un dibattito se hai coraggio, perisci sotto la spada della mia superiorità morale!

Allora. Fermiamoci qui. E dire che potrei ancora inserirne di roba. Non so voi ma la prima volta che l’ho vista io mi stavo trattenendo la pancia dal ridere. E’ dai tempi di Mel Brooks che non ridevo in maniera così intelligente e posso assicurarvi che raggiungere questi livelli di parodia e comicità non è affatto da tutti ma solo da gente che ha studiato ciò di cui parla (o lo vive in prima persona) e ha l’intelligenza di sapere dove intervenire, cosa parodizzare, che frasi usare. Quelle proposte chiaramente sono stereotipi, talvolta fallacie logiche strawman che analizzate nel giusto contesto hanno il loro senso. Quello che la scena vuole rappresentare e mettere in ridicolo, però, è come certe persone sfruttino queste valide argomentazioni semplicemente per distruggere e annichilire gli altri. Non è importante in sé raggiungere un compromesso o un grado di verità, conta avere l’ultimo commento, conta rappresentarsi a se stessi e amici come etici, come interessati ai diritti sociali di tutti, anche a scapito della realtà. Infatti il discorso, seppur comico, dimostra che le difese di Carmen sono più che giuste, solo che spesso si gioca sulla retorica per vincere dialetticamente (Lui è chiaro che intendesse entrambi i sessi, ma a parole è scomodo dire “chiedi a lui o lei!”) e mi ricorda tutti quelli che ad esempio ciurlano nel manico nelle discussioni, magari rispondendo se hai scritto “non ho mai sentito tante sciocchezze” con un “be’ stai scrivendo, al massimo lo hai letto, non sentito!

Oh madonna, che bravo/a! Stai facendo notare tutte quelle minuzie e quei piccoli errori che facciamo tutti semplicemente per essere sbrigativi come la conversazione orale o in tempo reale richiede, non hai smontato uno solo dei miei argomenti però sembra che io non sappia la distinzione tra sentire e leggere, per cui tutto ciò che ho detto chiaramente si annulla!

E chi segue il mio blog ha potuto vedere che con animalisti, femministi/e e chi più ne ha più ne metta è un qualcosa che, statisticamente, capita SEMPRE. Non si sta dicendo che questi soggetti sono i peggiori, solo che questi discorsi (grasso, cibi biologici, veganismo, body positivity) sono all’ordine del giorno per i cosiddetti guerrieri sociali che spesso per amore dell’etica non riescono a capire ciò che c’è oltre a quella stramaledetta etica.

Tornando al nostro episodio io vi chiedo: ditemi quando e dove avete visto un simile livello di comicità capace anche di far riflettere sulle cose a questa maniera, con queste espressioni, con queste rappresentazioni della spada morale e dell’impatto di un discorso “più etico”. Sembra che io stia letteralmente facendo le seghe a due mani a Gumball ma perché credo che questi elogi siano completamente meritati. Ci vuole bravura a trattare tematiche attuali come i SJW, ci vuole intelligenza per parlarne bene, ci vuole capacità e acume per far ridere senza far pesare il discorso. Gumball in questo si dimostra adulto e maturo, altro che per bambini.

                               Metanarrazione onnipresente ma mai invadente

(Episodi: Cose a caso-stg2, Le comparse-Stg3, Famiglie al verde-stg3)

Lo straordinario mondo di Gumball è letteralmente farcito di metanarrazione, ovvero quando la storia ha la consapevolezza di essere una storia raccontata e scherza su se stessa, o sugli elementi più tipici e caratteristici che la compongono. Siccome sono veramente tante le gag, ho cercato di parlare di quelle più interessanti e innovative.

Nell’episodio Le comparse il titolo dice già tutto ciò che c’è da sapere: non si parla dei protagonisti ma appunto di tutti quei personaggetti secondari e terziari di cui nessuno si ricorda mai se non per il colore o per la stazza. Addirittura citano quei fondali da cartone animato giapponese in stile Holly e Benji o Mila e Shiro

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Sono fissi a braccia alzate per fare il tifo perenne, quella è la loro vita

Ad un certo punto uno dei due va a comprare una bibita. L’altro gli deve il resto così cerca di raggiungere le tasche dei suoi pantaloni

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Si inclina e basta, non può compiere movimenti. Nel frattempo, il tifo continua

In pratica la gag è tutta basata sul ricordarci, per il fatto che non possono muoversi, che il pubblico che vediamo in ogni episodio, talvolta fotocopia, talvolta solo palline grigie con abiti colorati a caso, hanno la loro vita. Hanno voluto rappresentarli come immagini fisse bidimensionali perché è ciò che sono, ed esauriscono il loro ruolo unicamente facendo il tifo. Nel finale uno dei due sceglie di tridimensionalizzarsi e verrà inizialmente elogiato dagli altri. Poi, al grido di “è diverso!” verrà attaccato da tutti. Si scherza ma la satira sociale è sempre dietro l’angolo.

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Due pizze antropomorfe innamorate, chettenere!

Anche questa piccolissima gag mi ha fatto sbellicare. Si parla dell’amore di due personaggi-pizza che avremo visto un paio di volte nelle puntate principali. Dura circa 2 minuti e vedi loro che teneramente si tengono la mano, vanno in bicicletta, passeggiano. Poi, al tramonto, decidono di scambiarsi il primo bacio. E…

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Splatch

è come se il cartone stesso ti desse un ceffone a metà dello show per dirti

“amico, sono due pizze farcite che volevano baciarsi, cosa credevi sarebbe successo?”

Ed è bellissimo perché tutti gli spettatori da un momento romantico si aspettano il clou, il bacio, e non è affatto un problema in un cartone animato vedere due pizze antropomorfe che cercano l’amore. Il problema è che sono comunque due pizze e scontrandosi causano questa sorta di abominio, tutto il contrario di ciò che ci aspettavamo! La gag si gioca sui sentimenti, sul cuore, sulle aspettative, per poi tradirle con la crudezza della verità effettiva.

Nell’episodio Cose a caso è presente una gag simile. Il cibo è animato quasi come in un film Disney, come se fosse un toy story. Ci sono un capitano Hamburger, truppe Patatine, un marconista Frullato

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Faranno una guerra di cibo?

All’improvviso, l’Hamburger viene smangiucchiato. Con quel pomodoro che esce che richiama tantissimo le budella dei film di guerra

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La truppa è sconvolta

Il marconista viene “succhiato” in un modo che mi ha ricordato Starship Troopers

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Mio dio. Ma questo muore veramente in un cartone?

Le patatine vengono mangiate una a una fin quando non ne rimane una sola che, disperata, continua a dire “prendi anche me! Cosa aspetti?

Infine viene svelato il perché di tanta crudeltà

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Stavano solo mangiando il loro pranzo

Se poi il pranzo è vivo, affare suo, no? Anche qui si gioca con le aspettative dello spettatore, si carica la scena di “violenza” apparente per poi ricordarti che è normalissimo. Sono solo i protagonisti che mangiano il loro pranzo in mensa. Ma quindi a cosa abbiamo assistito? A un massacro o a un pranzo? Mi piace tantissimo come il cartone giochi con questi dettagli.

Ed è anche presente una lattina che viene bevuta da Darwin. Subito dopo lei dirà “be’, finisce così? Mi bevi e mi butti via?!” simulando quello che è alla fine un vero e proprio stupro (o un rapporto finito male) e stalking. Agghiacciante.

Nell’episodio Famiglie al verde si gioca, ancora una volta, sulla dubbia morale di questo cartone e sulla distruzione dei valori considerati positivi. Lo show chiede alla famiglia Watterson di “prostituirsi” facendo pubblicità al Joyful Burger, il fast food di Elmore. Gumball è stizzito, ribadisce che la famiglia non cede al ricatto, non si vende, i buoni sentimenti vanno protetti e così via. Si scontra con la famiglia che invece di vendersi ne ha tutta l’intenzione e glielo fanno capire con una gag che richiama i messaggi subliminali

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Darwin: Non vuol dire necessariamente vendersi, si può essere discreti e raffinati *blink*

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Anais: Ciò che vuole dire Darwin è che la pubblicità non deve essere forzata ma che la si può fare in modo sottile e naturale *si sposta*

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Richard: *Mugugna con addosso adesivi e sponsor*

Alla famiglia Watterson non frega niente della dignità, dei valori, importa di avere il mobilio non pignorato e del cibo nel frigo. E’ stramaledettamente onesto e terreno nel parlarci così, per poi scherzare sugli spot pubblicitari.

Siccome Gumball non cede, lo show comincia a ridurre il loro budget e a rappresentarli in maniera sempre più low cost

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Gumball perde il colore blu, Darwin è uno scarabocchio

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Perdono tutti colore, perdono tutti le animazioni, diventano bidimensionali

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I personaggi 3d perdono le loro animazioni, il mondo e i mezzi rivelano la loro natura finzionale

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I Watterson diventano un mero storyboard con dialoghi scritti

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Infine, diventano dei semplici post-it

Arrivati alla scelta, se prostituirsi o meno, Gumball fermerà tutti ribadendo che la dignità non ha un prezzo e che forse val la pena morire per questo. Quando vedrà la cifra che gli viene offerta, questo è il risultato

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Spot pubblicitario con tutta la famiglia

 

                                                           Citazionismo e critica

(Episodi: Il videogioco-stg5, La sfida-stg4, Il detective-stg4)

Preparatevi perché sto per dirlo di nuovo. L’episodio Il videogioco ha alcune delle gag più spassose che io abbia mai visto sui videogame dai tempi dell’episodio di South Park dedicato a World of warcraft. Prende in giro i videogiocatori e il loro hobby scherzando su alcune delle cose che tutti abbiamo almeno una volta visto giocando. In particolare qui si riferiscono ai JRPG, i giochi di ruolo di stampo giapponese come Final Fantasy.

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Il logo, la musichetta, l’insensatezza del titolo e dell’abbigliamento dei protagonisti, niente viene risparmiato

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Altra cosa che abbiamo fatto tutti: chiamare il personaggio con nomi ridicoli e/o offensivi. In questo caso MIOSEDERE ha gettato una maledizione sull’intera città.

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Hanno ripescato anche i combattimenti con tanto di mossette, hp ed mp! Anais invece di “magia” usa “scienza”

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Altra cosa su cui si ride è il fatto che nei vg tecnicamente saccheggi le case degli altri. Gumball risponde che non è vero e che (dopo aver preso i soldi dal portafoglio del vicino) andrà a dormire nel suo letto

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Questo il malinconico risultato. Forse allora nei personaggi dei videogame batte un cuore vero? O possiedono comunque un’anima?

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Questa credo sia una bellissima citazione a Squall per la spada col grilletto e anche a Final Fantasy Tactics Advance dove sull’illustrazione è presente proprio una spada enorme molto simile

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Questo il gioco originale con tanto di arma, capelli e abiti. Che poi quella spada non ho mai capito dove fosse. Mai vista

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Altra gag, questa volta dedicata alle stupide missioni secondarie in stile gta dove devi raccogliere 535498946 piccioni o collezionabili. Che sclero. Infatti una volta riuscitoci Gumball diventa fisicamente un meme

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Questa è invece una citazione al Kyaktus di Final Fantasy dal nostro Banana Joe che diventa un’invocazione

Insomma, non c’è molto altro da aggiungere, credo. Sono al 90% gag sui topos videoludici più conosciuti dei jrpg con un sacco di citazioni, critiche (sia ai giochi che ai giocatori) e una buona conoscenza della materia trattata. Non è il classico cartone che parla in modo astratto delle sue tematiche, c’è dietro qualcuno che questi giochi li ha veramente toccati con mano e sa quali corde andare a pizzicare.

Nell’episodio La sfida è potentissimo il citazionismo. Per l’appunto si omaggiano sia manga che anime, in particolare Dragon Ball. Vi metto anche il riferimento preciso

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Gumball

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Dragon ball, il primo tenkaichi

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Gumball, il tipo particolare di calcio

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Dragon ball, lo stesso tipo di calcio in volo

I più esperti tra voi lo avranno sicuramente notato, Dragon Ball ha quel particolare tratto pulitissimo e precisissimo pieno di linee cinetiche che fa tanto “effetto china” e hanno voluto usare lo stesso stile, le stesse azioni, le stesse pose. Bellissimo.

Si passa poi allo scontro tra Nicole e Yuki in versione anime, perché giustamente il manga viene usato nel flashback ma in tempo reale ci vuole qualcosa di meglio. Non conoscendo benissimo anime moderni non sono in grado di dire se sia una citazione a qualche anime in particolare, tipo Kill La Kill o Gurren Lagann

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Yuki

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Nicole

Ovviamente non mancano i tropi classici del genere: onde energetiche, spettatori che spiegano cosa stia avvenendo e perennemente stupiti dalla forza dei contendenti, gente che spicca balzi altissimi e spacca l’ambiente dello scontro. Poi, il tempo per una gag familiare:

Yuki: Impossibile…come hai fatto?

Nicole: Ho affrontato l’allenamento più massacrante del pianeta

Yuki: E dove ti sei allenata? Alla scuola di Hokuto? Al villaggio di Konoha? O dal maestro Miyagi?

Nicole: No. Alla scuola della vita. Ho dovuto crescere tre figli e un marito bamboccione.

Così viene anche ribadito il punto di vista delle madri, delle casalinghe, delle donne e dei loro sacrifici in casa come se fosse, per l’appunto, l’addestramento più massacrante.

L’episodio Il detective è invece molto cervellotico e tanto dialogato (oltretutto, monologo interiore) perché si rifà al genere noir dei thriller/polizieschi. Ho voluto metterlo tra gli esempi per mostrare che Gumball non tratta solo di cultura pop, o di “robina” vicino ai più piccoli, così da far credere che sia solo bravo ad ammiccare, ma anche un cartone pieno di sorprese capace di fare citazioni al cinema d’autore.

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Anais ci parla della vittima, il suo pupazzetto, che sembra scomparso. Sul pavimento ci sono cereali e pezza (trattata come se fosse sangue del pupazzo)

 

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Sempre con un monologo, Anais fa congetture. Se ci sono dei cereali è possibile che siano stati Gumball e Darwin dopo una scarica di zucchero

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Scarica di zucchero che entra in circolo

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E viene contestualmente trattata come DROGA. Darwin e Gumball erano sotto effetto di stupefacenti al momento del fattaccio

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Così si reca in bagno per cercare altri indizi e ricostruisce la scena con la povera vittima e i due carnefici. Rimane da capire chi si sia sbarazzato del corpo

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Come fare a capire chi dei due? In genere Darwin è la spalla, colui che esegue ma lui non ne sa niente, così Anais va alla fonte del problema

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A pistola immaginaria spianata (anche se spara veramente). Trovato il sacchetto con dentro l’ipotetico cadavere, scopre che in realtà non c’era. Darwin non avrebbe potuto sbarazzarsi del corpo poiché non ha i pollici opponibili! A Gumball spettava solo scavare la buca ma Darwin voleva comunque liberarsene

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Così si ritorna da Darwin che non sapeva che Anais potesse salvare il pupazzo nonostante lo strappo. Oltretutto giocando con il monologo di Anais cercherà di farle dire “avevo perdonato Darwin per quello che aveva fatto…” ma lei non lo perdonerà affatto!

Insomma, ho messo solo una parte della grandiosità di questo episodio e trascriverlo tutto mi avrebbe richiesto troppo tempo. Rimane uno dei più geniali e scritti meglio nel suo intento parodistico.

                                                                     Analisi e Riflessioni

(Episodi: La stramba-stg5, Genitori contro figli-stg4, Il senso della vita-stg3)

Quest’ultima parte la dedico agli episodi che sono riusciti a farmi riflettere, a lasciarmi qualcosa di importante dentro. Uno dei personaggi di cui vorrei iniziare a parlare infatti è Sussie

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Sussie: Darwin, la vuoi una fotografia di un vecchietto tutta raggrinzita?

Fin dal primo momento in cui l’ho vista e l’ho sentita parlare faceva e diceva cose strane, insensate. Mi è apparso chiaro che fosse un riferimento non troppo velato ai ragazzi diversamente abili che molte classi ospitano, cosa anche ribadita da quel grembiulino piuttosto infantile, adatto forse all’asilo più che ad una scuola. Non hanno voluto rappresentarla con una smorfia, una faccia buffa, lo hanno fatto con un “mento”. L’attrice che interpreta Sussie so che è la ragazza di Ben Bocquelet e che il personaggio, per questo motivo (non so se ce ne siano altri) è il suo preferito. Nell’episodio La stramba comincia facendo regali strani a tutti, come della maionese che tiene in tasca

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Darwin: Ne faccio volentieri a meno, grazie *Sussie strappa dei dollari*

Quel che mi è piaciuto del personaggio, e dell’episodio in particolare, è la gentilezza e l’affettuosità con cui vengono rappresentate queste persone. Dopo alcuni tentativi iniziali per capire le sue stranezze, Sussie proporrà a Gumball e Darwin occhi come i suoi per entrare nel suo mondo e vederlo coi suoi occhi

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Oltretutto, appena messi gli occhietti cominciano a sbracciarsi e correre in modo stranissimo!

Ed è un mondo colorato a pastello, pieno di vitalità, di disegni, di colori che restituiscono una mentalità attiva e creativa. Nella sua mente tuttavia contorta Sussie fa dei ragionamenti a loro modo creativi e fantasiosi, elementi che la gente non riesce a cogliere in lei

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Vivono un’avventura cantata sotto forma di disegno “elementare” che ricalca la personalità e la stranezza di Sussie

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Infine vengono tutti attaccati e insultati per le loro stranezze. La risposta di Gumball? Schiaffare della maionese in mano al bullo e volarsene via tornando a essere dei disegni elementari. Sussie stessa aveva detto che certa gente e certi commenti semplicemente li ignora. Forse avrei preferito un finale e una morale meno “sottomessi” ma comprendo benissimo la situazione e lo rispetto. Alla fine dell’episodio ho avvertito un qualcosa di strano che sicuramente era voluto dai creatori dell’episodio. Come mi comporto io coi disabili? Anche se non li insulto a voce, lo fa qualcuno dei miei comportamenti?

A me in particolare piace che Sussie non venga trattata SOLO come una scema ma le vengano attribuiti pensieri profondi e maturi, oltre che creativi, e lo vedremo meglio dopo. Ciononostante neanche il comportamento di Gumball o dei suoi compagni è “moralsticheggiante”, non la trattano bene solo perché è diversa, o diversamente abile, ti fanno proprio capire la pesantezza che può avere una persona simile. In un altro episodio, alla sua festa di compleanno a cui saranno presenti solo i genitori, Gumball e Darwin, visivamente a disagio, sceglieranno di rimanere solo se pagati. Insomma, mi fa piacere che anche il tema della disabilità non sia trattato con superficialità ma faccia anche notare che queste persone possono essere difficili da gestire o sopportare, e stiamo parlando di una tematica così delicata e complessa che io stesso non saprei da che parte cominciare, sinceramente. Sono contentissimo che esista un personaggio del genere trattato così, a memoria sinceramente non ricordo altri cartoni che trattino la tematica. Forse in Ed, Edd ed Eddy, in Billy e Mandy, Homer, Peter Griffin ci sono personaggi e atteggiamenti che definiremmo stupidi, o veramente ritardati, ma è quella stupidità comica che non sai se attribuire a un ritardo cognitivo o a un comportamento normale che viene satirizzato. Sussie invece è piuttosto esplicita e svolge il compito come nessun altro ha mai saputo fare.

In Genitori contro Figli si ripropone una tematica ormai vecchiotta ma sempre oltremodo attuale: I videogame rendono violenti? Sono pericolosi? Stimolano l’aggressività delle persone?

Il piccolo Billy gioca ai videogame (in realtà si ferma ai titoli)

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La parodia di The Legend of Zelda, credo si chiami Zelmore

E finisce in stato di shock

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Al che, sua madre, già prevenuta e protettiva come una chioccia, richiama il consiglio scolastico dei genitori per bandire tutti i videogame da Elmore. A Gumball spetterà farle capire che si sbaglia e avrà 3 tentativi (rappresentati come i cuoricini di Link!)

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E quale dimostrazione migliore del Wii che ti permette di giocare in famiglia a giochi sportivi?

Il primo caso (e a seguire tutti gli altri, eliminati dalla madre di Billy in malafede) vorrebbe essere positivo: Wii sports in effetti aiuta a muoversi, ti fa competere in famiglia. Solo che la famiglia di Gumball è disastrosa, il padre gioca seduto comodo a malapena, Anais ingoia per sbaglio il telecomando, Nicole è ultracompetitiva e usa il wii mote della figlia con lei ancora attaccata. Insomma, hanno comunque ribadito che a vedere alcuni spettri comportamentali di certi giocatori a occhio e croce la tesi sembrerebbe vera.

Allora una volta sconfitti i ragazzi cosa fanno? Costretti in biblioteca, ritenuta l’unica vera fonte di divertimento parco e autentico, cominciano a leggere e scoprono…le stesse cose dei videogame: violenza, cattivi esempi, aggressività, e chi più ne ha più ne metta

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Oliver Twist parla effettivamente di ragazzi che per sopravvivere derubano gli altri

Tra gli esempi proposti, oltre ad Amleto e Hunger Games, anche Il signore delle mosche, dove viene proprio detto che i più deboli alla fine crepano in una società selvaggia.

Che bello, quali migliori esempi si potevano usare per spiegare un concetto che ormai dovrebbe essere ben chiaro a tutti? Non è il medium specifico a essere sbagliato, così come non è sbagliata l’arma o l’oggetto di per sé, è l’uso che se ne fa che ne decide le sorti. E’ l’utilizzatore colui che definisce il metro, è lo scopo che valuta se i mezzi sono appropriati. Come spiegano in quest’episodio, la violenza ci circonda letteralmente, basta leggere un qualsiasi libro di storia. I cattivi esempi sono intorno a noi, che sia da persone reali o da personaggi immaginari poco conta alla fine. I nostri “eroi”, pensiamo ad un Robin Hood, un Lupin the IIIrd, un Aladdin, sono ciò che la letteratura romanza e, con un cambio di prospettiva, propone come modelli positivi. Rubare di fatto è sbagliato ma un ladro che ruba ai ricchi per dare ai poveri o un ladro gentiluomo? Be’, sarebbe sbagliato tanto quanto. Ma Robin Hood viene tramandato come esempio positivo di ribellione ai potenti. Sono le storie a plasmarci, e il fatto che i videogame sfruttino le stesse materie di un libro, dalla realtà storica, non li rende in alcun modo più efficaci nel renderci aggressivi o apatici verso la lettura. Mi piace che siano stati corretti nell’esporre questi argomenti ancora abbastanza attuali spiegando con semplicità proprio ciò che c’era da spiegare, e niente di più.

Il finale, poi, meraviglioso.

Madre di Billy: <<Ho capito. Alla fine anche nei libri ci sono cattivi esempi.>>

Richard: <<Quindi ora sarà il caso di diventare genitori migliori ed educare i nostri figli in modo sensibile?>>

Madre di Billy: <<No>>

*Folla inferocita e forcaiola che brucia i libri*

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Anche se non fosse stato per la gag, finire in questo modo dimostra che alla folla arrabbiata e indinnniata serve solo un nemico comune contro cui sbattere. Non gliele frega niente di trovare il nemico giusto, se c’è; gliene frega solo di sbattere e ostracizzare qualcosa, qualunque cosa.

Infine, nell’episodio Il senso della vita possiamo ritrovare alcune delle posizioni (seppur coperte di gag) filosofiche più interessanti riguardo al sempiterno dilemma sul senso della vita.

Tutto comincia con Gumball e Darwin che si mettono a mangiare i cereali dagli occhi (la qual cosa mi ricorda chi tempo fa in Russia beveva alcolici facendoli proprio filtrare dalle cornee perché così arrivava prima il senso di smarrimento)

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Al che vanno in botta da zucchero e cominciano a riflettere su cose profonde come chi ha inventato i baffi? Niente, uno s’è svegliato e li ha inventati la mattina. Ma chi non inventa niente? Be’ non succede niente, i piccioni ad esempio mica hanno inventato qualcosa. E poi il dilemma. Qual è il senso della vita, allora? (E mi piace che sia l’inutilità dei piccioni a far scaturire questa domanda). Così si mettono in viaggio per tutta Elmore chiedendo a ciascuno la propria risposta.

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Lo stakanovista di Elmore, colui che svolge tutti i lavori della città, risponde che il senso è lavorare e rendersi utili. Questa è stata una delle prime risposte che anche io mi davo da ragazzo. Ad esempio, mi sarebbe piaciuto fare il soldato, o entrare nell’antidroga, proprio perché credevo che il senso della vita fosse rendersi utili, fare in modo che il proprio passaggio sulla Terra servisse a qualcosa. Alla fine con una gag Larry si smonta da solo facendo capire che basare la propria vita solo sul lavoro in realtà è una costante e noiosa routine. Tutto ciò che fa è svegliarsi, lavarsi, andare al lavoro, tornare a casa, andare a dormire, ripetuto un’infinità di volte. Il che sottolinea una vita forse utile alla comunità ma priva di divertimento verso la singola unità e questo dimostra che il senso della vita dovrebbe essere sì rivolto agli altri ma anche a se stessi

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Alan dice che il senso della vita è essere gentili con gli altri perché poi ti torna indietro quella gentilezza con una sorta di catena. Anche questo modo di vedere ha il suo senso come quando ci dicono che sono le piccole cose a fare la differenza, gesti gentili, sorrisi, abbracci, onestà e rispetto. Se tutti offrissimo queste cose non ci sarebbe spazio per sentimenti negativi. Anche questa visione però viene smentita: Palloncino porge l’altra guancia a dei bulli ma a questi non frega assolutamente niente delle sue idee. Mi ricorda la morale Cattolica che predica di non usare la violenza, dice che dovremmo amarci tutti. Per quanto sia bello sulla carta, nella realtà è solo utopia. Se non ti difendi e non usi un certo grado di violenza in risposta, semplicemente gli altri distruggono te e con te le tue idee. Per cui il senso della vita non può essere quello di essere altruisti fino all’annientamento del sè

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La madre risponde che il senso della vita è annientare i propri nemici. Oppure avere una famiglia che tanto è la stessa cosa. Nonostante la gag, entrambe possono avere un senso anche piuttosto profondo. Siamo abituati a ragionare in maniera “etica” rispettando gli altri e le loro idee ma in effetti il problema degli altri e delle loro idee non si porrebbe troppo se avessimo la forza o il potere per farci rispettare. Qualcuno ha qualcosa da dire? Bam, gli mandi gli avvocati o la mafia sotto casa. A qualcuno non piace come la pensi? Quel qualcuno non troverà lavoro tanto facilmente.

Insomma, ha il suo perché. Mi vengono in mente appunto i mafiosi, i capi di stato, certi personaggi italiani che detengono il potere grazie alle emittenti televisive. Praticamente queste persone fanno quello che vogliono; è sempre il denaro, la corruzione, il potere a permetter loro di uscire illesi. E alla fine io ho vissuto la mia vita piena di stenti e fatiche per essere onesto, e questi che fanno quello che vogliono già è tanto se finiscono in galera, magari ai domiciliari in una casa che per me sarebbe una reggia. Nicole ha un punto di vista da non sottovalutare assolutamente nonostante non sia il più favorito. E anche avere una famiglia è una risposta semplice ma efficace: lo sanno fare tutti però lasci un segno del tuo passaggio, lasci i frutti del tuo lavoro a qualcuno

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Il senso della vita per Richard è l’edonismo. Ovvero, lui ci dice, riempirsi lo stomaco “con filosofia”, soddisfare i propri appetiti. Il che comprende fare quel che si ha voglia di fare e soddisfarsi, il che è un altro punto di vista rispettabilissimo. Del resto non si viene al mondo per soddisfare gli altri, per non avere occhiatacce, per fare gli empatici ma anche, in una certa misura, per godere delle cose terrene. Non dimentichiamoci che la maggior parte del nostro tempo lo passiamo con noi stessi, il nostro corpo, i nostri bisogni e appetiti. Soddisfarli è rendersi contenti, distrarsi dagli orrori e dalle fatiche del mondo. Non è un’idea così balzana

senso 7Anais invece è convinta che la conoscenza sia il senso della vita. Esperire le cose, utilizzare il metodo scientifico, capire i fenomeni che ci circondano è ridurre il buio dell’ignoranza col lume della ragione. Anche questa prospettiva illuminista ha il suo perché, scoprire il funzionamento di un fenomeno è, per certi versi, capire come funziona parte della natura e capire significa anche poter adoperare. Siamo arrivati fin qui come specie grazie a chi ha saputo usare le conoscenze della ruota, del fuoco, dell’acqua. Ci siamo industriati con queste conoscenze e queste a loro volta portano dei vantaggi concreti in termini non solo di competenze ma anche di facilitazioni per la vita. La tecnologia che abbiamo oggi ci aiuta a vivere e questo è possibile grazie alla forma mentis di chi la pensa come Anais. Con una gag però viene sommersa da domande idiote, così lei capisce che per quanto possa esperire sarà sempre una ridottissima parte dell’esperibile, dedicandosi così alla crassa ignoranza.

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E questo è un problema ancora attuale che non sarà mai confutato pienamente per chi la pensa così. Non dimentichiamoci che il nostro cervello, i nostri schemi mentali e soprattutto le nostre risorse terrene e terrestri (come ad esempio la capacità dei telescopi) sono molto limitati. Non conosciamo neanche il 100% delle specie che abita il nostro pianeta, la conoscenza per quanto meravigliosa è lenta e difficile e non sempre è sicura. Inoltre è molto spesso osteggiata da eserciti di ignoranti e anche dai politici (si pensi a Trump e al suo negazionismo dell’effetto serra). Di fronte a questo ragionamento Anais si chiede se l’edonismo non sia effettivamente una scelta migliore, ovvero consumare la propria vita magari da improduttivi ma da felici

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Alcuni mostricciattoli spiegheranno a Darwin e Gumball una legge antica quanto il mondo stesso: la legge di natura. Ovvero, conta mangiare e non essere mangiati. Potremmo dire quindi che è una fusione della visione di Richard e di Nicole, il potere sommato all’edonismo, fare quel che si vuole finché se ne ha la forza. Peccato però che in una società questo sistema sia indifendibile proprio per il punto finale “finché se ne ha la forza”. A me conviene collaborare più che competere, e infatti i vari animali che spiegano questo stato di cose vengono mangiati uno a uno finché non sopravvive solo il più grosso, il più tiranno

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Questo punto di vista è una leggera ripetizione ma lo metto. Il ragazzo ormai fantasma spiega che in vita ha fatto molte cose, come lanciarsi da un aereo. E spiega che per quei pochi secondi che la cosa è durata è stata una vita intensa. Nella gag finale Darwin e Gumball ribadiranno che è meglio una vita noiosa ma lunga piuttosto che una bellissima ma breve. E in effetti sebbene sia opinabile, non hanno tutti i torti. Vivere poco significa anche godere poco di quel che la vita può offrire. Un buon compromesso forse è la cosa più sensata

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I pianeti animati invece risponderanno con una linea di pensiero relativista. Quando hai un problema, sei brutto, sei grasso, ecc, pensa sempre che non sei altro che un puntolino insignificante, e così i tuoi problemi, nell’universo intero. Che i problemi della formica sono, ad esempio, attraversare una strada, così come i tuoi sono apparire bello/a o essere accettato, o trovare l’amore.

Per quanto io adori il relativismo in alcuni argomenti, quando si parla di psicologia e problemi non calza molto perché è come andare da una persona che si è tagliata un dito a dirle che qualcuno invece ha perso una mano, o un braccio. Eh, occhei, spiace razionalmente, ma il dolore non mi è passato. Quando mi dicono “c’è chi sta peggio” io rispondo “sì ma c’è anche chi sta meglio”

Il relativismo, per quanto io capisca l’intento del cartone, non è una risposta al dolore e ai problemi, anzi. Ti svaluta completamente. Che i miei problemi per qualcuno siano insignificanti non ci piove ma per me sono importanti, e vanno risolti senza che qualcuno ci rida sopra o li sottovaluti

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Infine, la risposta che io mi sono dato tanto tempo fa. Potrebbe sembrare la più banale e patetica per il suo essere onnicomprensiva ma il fatto è che stiamo rispondendo ad una domanda così “larga” e imponente che non si può rispondere “mangia il cioccolato, non pensare alle cose brutte”

E la risposta più filosofica e importante ce la dà proprio…Sussie, la stramba! Perché come abbiamo visto lei è dotata di una capacità creativa sconfinata e questo vuole sottolineare che nelle persone più insospettabili c’è più di quel che immagineremmo di trovare. Adoro che sia stata lei a dare questa risposta. Sostanzialmente dice, mentre lancia maionese ai piccioni, che il senso della vita è trovarle un senso. E’ il viaggio stesso, non la destinazione, che attribuisce senso alla vita. E questa, nonostante sia ribadita molto spesso ovunque, è quella che credo sia la risposta effettiva alla domanda. Abbiamo visto persone felici durante l’episodio, gente che si diverte mangiando, scoprendo, buttandosi da un aereo, lavorando. Alla fine si può dire che questa condizione di felicità non sia la stessa per tutti ma sia relativa, dipende se fai ciò che ti piace, quale che sia questa cosa. Alla fine ciò che dice Sussie secondo me si può ricollegare a Leopardi e alla sua teoria del piacere o a Schopenhauer. Ciò che conta in vita è essere felici, non conta come lo diventi.

In questo modo, con una risposta globale e totalizzante (che a qualcuno potrà sembrare contraddittoria e insensata) si confermano tutte le precedenti risposte avvalorandole e questo non è solo molto retorico ma un rispettare ogni singola posizione, ogni credo, senza demolire quelle “stupide”, obsolete o strane.

Concludendo questo lunghissimo articolo: Gumball  è un cartone estremamente profondo, eclettico e divertente. Fa quello che secondo me dovrebbe fare ogni singolo cartone: divertire, riflettere, intrattenere, e lo fa con strumenti talvolta mediati dal citazionismo, talvolta dai meme o dalla cultura pop ma non si sclerotizza solo ed esclusivamente su questi vivendo di rendita, come altre opere. Ogni volta ci mette del proprio facendo una sana critica o ragionando sulle cose, per quanto un cartone per ragazzi possa fare chiaramente.

Io dico che, con gli strumenti che ha avuto, con l’intelligenza dimostrata dai creatori, con le gag e con le tematiche che hanno proposto, Lo straordinario mondo di Gumball sia uno dei cartoni più belli e divertenti che abbia mai avuto il piacere di guardare.

 

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Ma alla fine è un cartone per bambini o no?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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