I “veri” animalisti son tanto simili a quelli farlocchi

Questo è un sassolino che volevo togliermi dalla scarpa da parecchio tempo ma non ho mai trovato occasione. Mi è capitato di parlare nel mio blog di animalisti “veri”, presunti animalisti “falsi” eccetera e nel cercare i primi avevo trovato solo un paio di paginette, che all’epoca contavano qualcosa come 2000 fan su fb, paragonandole a pagine come Logica Onnivora che di fan ne contava già 10.000 all’epoca. In sostanza, sti animalisti “seri” tutti ne parlano ma nessuno li vede mai. Le pagine che si propongono come serie hanno attirato la mia attenzione ma non ne ho mai discusso approfonditamente. Dando un’occhiata ogni tanto ho avuto modo di lodare il fatto che parlassero di ricerca in maniera decorosa, proprio come coloro che la difendono, usando praticamente gli stessi argomenti. Peccato che per tutto il resto sciorini più o meno la stessa propaganda veg che si può riscontrare ad ogni angolo del web, solo con più fonti in calce e un fare molto più convinto. Come Logica Onnivora si vedono spesso gli admin, una in particolare, nascondersi dietro la frase “non lo dico io, lo dice la scienza” che spesso abbiamo visto in bocca ai ciarlatani. Un paio di esempi tanto per gradire:

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Quando parlano di ricerca e S.A. è ok

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Qui parlano delle far oer e della grindadrap proprio come esaltati

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Con alcuni errori. Parlano ad esempio dei problemi legati al mercurio nella carne di globicefalo dimenticandosi anche l’azione benefica del selenio di cui sono pregne

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Nei commenti le stesse puttanate che potremmo trovare in letteralmente qualsiasi pagina veganimalata

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Qui un altro esempio in cui l’etica animalista esce dalla porta per poi rientrare dalla finestra. Dà per scontate cose che non lo sono affatto e in altre parti sparerà la sempiterna puttanata del consumo dei litri d’acqua, dei cereali e della piramide trofica, tanto cara ai bufalari che si attaccano alle diete veg con la scusa dell’ambientalismo spicciolo

 

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La cosmesi è “inutile”, nessuna risposta pervenuta. La signora userà la fuliggine per truccarsi!

 

 

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Capito? Loro possono cazzeggiare quando gli pare ma gli altri no. E ricordate bambini, cacciatori e allevatori livello etico (qualsiasi cosa voglia dire) pari a zero, perché lo dicono loro.

 

Quindi che dire, a conti fatti questa pagina è l’ennesimo tentativo di alcuni animalari di darsi una placcatura d’oro e ripulire le merdate fatte dagli altri, sempre con una certa accondiscendenza. Ad esempio, Sea Sepherd viene presentata come un’associazione di persone buone ma forse un po’ troppo sprovvedute, povere, che fanno cose buonine anche se illegali. E dunque non sbagliano, eh? Semplicemente corrono il rischio di rovinare l’immagine di tutti gli altri ;(

Una pagina di “veri” animalisti farlocchi, motivo per cui non mi sono mai sognato di intervenire, perché almeno per metà faceva il suo lavoro, per l’altra metà se la cagavano comunque in pochi, dato che si attirava comunque le ire degli animalisti più accesi. Infatti ancora ora sono in 5.000, nel cui numero è compreso sicuramente chi già ricerca o segue il mondo della ricerca. La cosa ci dimostra che animalisti “veri”, per ora, ce ne sono ben pochi, anche meno di quei 5.000. Non ho neanche citato, poi, le posizioni della pagina sul circo: stessa identica propaganda animalata con in più studi sulle stereotipie degli animali, per poi estendere il tutto a tutti, sempre, ovunque, nonostante le siano stati fatti notare gli studi contrari favorevoli al circo e al benessere degli animali.

Però ieri mi è capitato di trovare uno degli admin, che conosco di fama per le sue posizioni arroganti e spesso ascientifiche (quella degli screen che sproloquia di etica e naturalità, in pratica), con un commento che mostrava il fianco. Ho quindi deciso di metterlo alla prova e vedere se avevo ragione a dubitarne. Questa in particolare me la ricordo per la tipica arroganza con cui scrive e non ammette repliche, tanto che lei stessa lo ammette ma semplicemente continua, perché dice che è il suo modo di scrivere. Talvolta la si ritrova col profilo personale anche su Italia Unita x la Scienza, pagina che seguo e che ho citato parecchio per smontare molte delle bufalacce sull’allevamento che lei stessa spara. Da altre parti l’ho vista commentare contro il Gene Egoista di Dawkins arrivando sempre a estendere il proprio parere (e cioè che sia un volume ormai obsoleto e in disuso presso qualunque scienziato serio) a tutta la comunità scientifica in toto. Una strategia retorica tipica dei ciarlatani, come abbiamo visto grazie a Logica Onnivora.

Capite bene che la situazione era ghiotta per uno di quei confronti che tanto mi piacciono, per cui ho proprio voluto intervenire. Quindi vi presento il battibecc…cioè il profondo e sensato scambio che abbiamo avuto, da me medesmo meco commentato.

Il casus belli è stato un post fb di un video (vi metto poi le fonti in calce per agevolare la lettura) in cui, in una trasmissione tv, comparivano Giuliano Grignaschi e un allevatore che non conosco, a confronto con Vassallo, noto animalista estremista, e la famosa Lemon Pepper, quella che davanti alle telecamere si è coperta di ridicolo chiedendo “Loro nei laboratori cosa fanno? EH? COSA FANNO? Io il raffreddore lo curo con limone e peperoncino”. Tanto per curare altre malattie bastano altri condimenti, no?

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Sul post commentava l’admin di cui parlavo sopra, presunta “vera” animalista, scrivendo:

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Ora, potrei soffermarmi sulle solite bufale veggye già rilette chissà quante volte senza alcun contraddittorio, però vorrei piuttosto soffermarmi su come questa persona scriva, i toni, le parole usate. Abbiamo visto che parlare per assoluti è sempre in qualche modo pericoloso se si vuole usare un criterio scientifico. Il fatto è che anche qui dimostra una certa ignoranza, diamo per veri i dati che ha: per quale motivo ricerca e allevamento non dovrebbero essere entrambi scientifici o importanti in egual misura? Abbiamo visto che sulla sua pagina dice più o meno le stesse cose: ricerca sì, tutto il resto collegato con gli animali no. Allora sono andato a parare lì. Si tenga anche conto della faziosità: gli animalisti hanno proferito balle dall’inizio alla fine, erano una quindicina e spesso bercianti, che affermazione cretina è dire “poteva rispondere in altro modo” quando il pubblico è schierato e non ti ascolta? Abbiamo visto già un sacco di volte, come anche nel caso Stamina o Burioni, che chi comunica con dati e numeri viene sommerso da chi urla. E ora questa recrimina se, oralmente, in tv, uno si permette di dire che i dati sono falsi.

Segue la mia risposta. Ho inserito il discorso cosmesi per stuzzicarla, perché volevo sondarla. Infatti all’inizio non recepisce, le dà fastidio che ne parli, è un’altra di quelle cose che non tollera e che molto probabilmente tratta come io ho descritto. Infatti, notare il “eh” finale sempre molto aggressivo, fa notare che non si parlava di quello. Ma dai?

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La signora si sente punta e risponde un po’ piccata ma almeno è carina a ribadire le paroline magiche che si era dimenticata prima: per me. Queste cose non vanno date per scontate, tantomeno sui social. Anche la frase: “Il paletto etico oltre il quale non è accettabile indurre sofferenza a scopo di lucro, non scientifico, nel caso delle scaloppine è parecchio più basso” dimostra grande ignoranza in materia. Ma da una che usa la piramide trofica come prova del nove non mi stupisce affatto. Pone arbitrariamente un paletto tra ciò che considera scienza e ciò che secondo lei non lo è. Cioè, il rapporto mutualistico tra fauna-territorio per lei non esiste, il concime non ha alcuno scopo, si alleva solo per la carne, per venderla, per quella brutta parola, “lucro”, come se gli allevatori fossero capitalisti cattivissimi! Il discorso viene da lei banalizzato in una maniera atroce, per quanto si possa darle relativamente ragione sul consumo (non è spreco trasformare le risorse, è impiegarle semmai) è chiaro che si dimentica di tutto un sottobosco di valide ragioni per allevare oltre a mangiar carne. Non ultimo anche il discorso “povertà”, che lei tocca: l’allevamento permette il sostentamento di famiglie poverissime. (fonte FAO)fao livestock poveri.jpg

Insomma, i veg giocano sempre sui soliti numeri: acqua, cereali, effetto serra, dimenticandosi degli altri discorsi. Un po’ come parlare del fumo unicamente in termini di cancro, nicotina e dipendenza, quando si può parlare di sigarette anche in ambito cinematografico ad esempio, come strumento rilassante e distensivo, e così via. Avrete capito che a me i discorsi piace estenderli, a loro ridurli.

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Lei non è contro la “scaloppina”, termine con cui intende parlare della carne con un unico esempio che li rifletta tutti ma questo non era neanche da spiegare, si capiva. Evidentemente è convinta di dire qualcosa di sacrosanto che solo un babbeo può non aver capito. La mia risposta è che ad ogni elemento corrisponde un uso: non si fa a meno della carriola perché abbiamo il trattore. Potremmo dire che uno è più veloce, protetto, fa meglio il suo lavoro, ma ne fa un altro. Non si buttano via le cose perché a te non piacciono, o non servono, anche questo mio discorso lo trovo banale. Così banale che ancora non capisco come facciano gli animalati a non capirlo. Boh. Nella seconda parte faccio notare, sempre con un tono distaccato, che i famosi paletti etici può metterli chiunque, su letteralmente qualsiasi cosa. Ne ho già parlato a sufficienza di questo, vi rimando ad altri miei articoli sulla questione. Chi ci dà il diritto di avere un gatto, che uccide animali, se ne nutre ed è un pericolo per la biodiversità? Chi ci dà il diritto di avere troppi figli? E così via e così via.

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Lei non è contro le scaloppine, è contro quel sistema che le produce. Ricordiamo, però, che poco fa ha parlato di “indurre sofferenza” parlando dell’allevamento. Eppure se si seguono leggi e criteri sviluppati da esperti del settore, l’allevamento non è questo “indurre sofferenza” di cui parla, sempre che non ci si affidi ai video youtube come fonte. Sulla cosmesi, come immaginavo, ha abboccato. Le dà fastidio, vuole sapere, vuole capire, non accetta quel che ho detto e che per qualcuno sia difendibile. Concludo dicendo che per me, il termine “animalista”, che so bene che cerca di riabilitare nella sua paginetta, per me ha poco o nessun valore proprio come “femminista”. Si sono succeduti così tanti stronzi, così tanta feccia, così tante balle e controballe che ogni movimento definitosi tale si giudica “vero” bollando gli altri di essere “falsi”. Chi è l’animalista? NON è colui che ama gli animali, e nemmeno colui che protegge il territorio. E’ un termine che vuol dire tutto e niente, che allo stato attuale delle cose non è molto ben visto a causa degli invasati ma lei, anche sapendolo, fa finta di niente, continuando a proporsi come tale, come se fosse una cosa normale o auspicabile. Chissà qual è la sua posizione quando qualcuno augura il cancro a chi mangia carne, se fa la paracula dicendo che “effettivamente le ricerche dicono che…” o se almeno cerca di evitare questi folli. Io sulla sua pagina ho letto che si è scontrata con altri animalisti ma vedo che mantiene sempre un comportamento piuttosto ambiguo, a sé. Mai visti, ad esempio, commenti e critiche a Logica Onnivora o a Sbarella, per dirne due.

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Questo è il momento in cui prende visione che dopo 3-4 commenti non sono uno che lascia perdere, quindi comincia a essere piuttosto aggressiva e poco lucida. Come molti fanno punta sul cercare inesistenti contraddizioni nell’interlocutore, infatti come le ho risposto ha preso due pezzi differenti di discorso (senza capirli, tra l’altro) e credendo fossero in antitesi tra loro. Geniale. Da qui comincerà una parte a cui vi chiedo di fare attenzione, farà un mischione di cose. “Etica oggettiva” non significa nulla per chi ha studiato un minimo di filosofia ma posso immaginare che voglia dire “il pensiero comune di tutti, della società”, parlando poi di Obama (?) e dello schiavismo. In sostanza sta parlando delle stesse cazzate già lette migliaia di volte, traduco:

La soggettività delle persone è importante. Quando c’era lo schiavismo le persone erano TUTTE schiaviste ma grazie alle persone “soggettive” contrarie si è messo un freno allo schiavismo. Così oggi abbiamo Obama non in catene. 

Con un po’ di sforzo si capisce cosa voglia dire ma è comunque una frase da social, acritica, astorica, insignificante e semplicistica.

La cosmesi, ci dice lei, è uno strawman. Qui è piuttosto ambigua. A essere uno strawman è la cosmesi stessa in quanto tale, io che ne ho parlato o la versione animalista di cui ho parlato?

Chiaro che, se si riferisse a me, sarebbe piuttosto sciocca. Non solo gli animalisti, tutti quelli contrari alla cosmesi ne parlano come di cremine per le mani o per vecchie decrepite, non ho mai visto in migliaia di discorsi gente che avesse l’onestà intellettuale di far notare che la cosmesi serve anche ad esempio per l’acne, per le occhiaie, per avere autostima, per uscire di casa apprezzandosi, in ultima istanza per piacersi e avere stima di sé. Ora, spero che Giulia non fosse così cretina da volere ogni singola frase stupida che io ho riassunto in una ma concretamente non c’è una sola versione che si differenzi da quella. Motivo per cui io sono a favore della cosmesi e contrario a vederla stereotipizzata, quello sì che è uno strawman, quello animalista.

La frase seguente è la piena rappresentazione di ciò che mi aspettavo di vedere confermato: per lei la ricerca è ok, l’allevamento per: “produttori a basso costo di scaloppine a scapito di esseri senzienti”. In questa frase sono già compresi numerosi strawman, visto che li ama tanto

-Non esiste solo la produzione a basso costo, non è corretto parlare solo di quella

-Anche ammesso che esistesse solo quella, è una generalizzazione.

-Esseri senzienti, detto così, non vuol dire nulla. Lei stessa sa bene che gli animali vengono sedati se si segue l’iter, quindi qui o sta facendo finta di niente per avere discorso facile, o se l’è “dimenticato” per puro caso. Al massimo si può parlare di uccisioni di animali incoscienti ma qui non avrebbe gioco facile per cui, come molti animalari, punta sulle parole d’impatto.

L’ultima frase è l’emblema alla stupidità: muore più gente di cancro che di scaloppine economiche, sempre con quell’eh che vuole essere aggressivo, povera piccola.

Lei sta semplicemente sostenendo che, siccome c’è gente che muore da una parte, e la ricerca la salva, e gente che NON muore di fame dall’altra, allora una sia meglio dell’altra. Ma sta facendo paragoni arbitrari del tutto insensati, lo scopo della ricerca è salvare vite, le scaloppine NON hanno quello scopo, che cazzo di confronto è? Allora io ti dico che siccome un medico salva le vite, e un operaio no, il medico sia meglio dell’operaio.

Lo scopo delle scaloppine è farti godere la vita con un piacere, magari un lusso, un taglio pregiato che ti fa felice. Questo lo spiegherò dopo. Le ho postato uno dei miei articoli sull’ottica riduzionista, secondo la quale, ragionando che tutto ciò che non è vitale può essere tolto, si arriverebbe alla logica conclusione che vivere coperti di frasche in una grotta mangiando radici sia la soluzione migliore, se si eccettua il suicidio.

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Anche qui enormi strawman e semplificazioni: non è affatto vero che fosse l’etica di tutti, che fosse accettato da tutti sempre e in qualunque momento, tantomeno dagli schiavi. Roma ebbe il suo famoso Spartaco, tanto per citarne uno. Era una convenzione molto solida, quello sì, ma da qui a dipingerla come accettata acriticamente da tutti ce ne passa. Lei ne parla come se ci fosse stato un unico periodo storico durante il quale, grazie ai soggettivisti, questa versione si sarebbe poi smorzata, dipingendo la cosa quasi con tinte romantiche, ed è una cosa che farebbe inorridire qualsiasi storico. Glielo perdono perché, come dice lei, ha un enoooooorme curriculum scientifico, ma frasi come questa sono imbarazzanti, tanto che gliela correggo. E qui cascherà l’asino perché permetterà a lei di svicolare in seguito, purtroppo.

Lei “rivendica” la legittimità delle azioni soggettive. E’ furba, sta usando frasi molto fuffose: cosa vorrebbe dire rivendicare la legittimità di queste azioni? Che sei come loro? Che gli animalisti sono come loro? O che gli altri sono schiavisti?

Non occorre chissà che intelligenza per capire che è il solito discorso che fanno gli animalisti, e glielo spiego pure, fallace: chi sfrutta gli animali dunque è schiavista o come loro, chi vuole la loro liberazione è come i soggettivisti, tanto buoni e cari come descrizione manichea vuole.

La sua ultima frase mi ha lasciato ben sperare, credevo si fosse arresa, avesse capito e mollato, e invece, vedremo dopo. Nella mia risposta ho tenuto conto di un contesto, quello americano, che lei già aveva citato con Obama, semplicemente perché è il caso più eclatante. I famosi nordisti abolizionisti contro i sudisti cattivi, coi loro campi di cotone, che non vogliono lasciare i negretti. Quanta retorica ci è stata costruita sopra, in ottica retroattiva? E’ un errore che capita sempre, le persone cercano di rinegoziare il passato in base a come conviene al presente, non bisogna mai fare l’errore, come fa lei, di credere che il mondo tutto fosse cattivo e che grazie a un manipolo di buoni il mondo tutto sia cambiato in meglio. Non è così, mai stato così, mai lo sarà.

Ora, lei non ha poi aggiunto un discorso, facendo notare che gli animali effettivamente siano “schiavitù” ma per esperienza ho giocato d’anticipo rispondendo preventivamente per non sentire la stessa cazzata già letta più volte, sempre alla stessa maniera. E questo mio anticipare le cose rovinerà la discussione, purtroppo, perché le darà modo di scappare.

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Qui, sentendosi punta veramente, e capendo di avere di fronte non uno qualsiasi, passerà all’offensiva senza ritegno in un modo che credeva furbo, probabilmente.

Insomma il suo era un paragone. Parla di schiavi e negrieri perché voleva SOLO ribadire quanto fosse importante la soggettività, fra mille esempi che avrebbe potuto usare senza coinvolgere gli schiavisti. E questo perché, suppongo, il bias è suo: premeditava già di passare al seguente discorso ma se lo è visto stoppare con malagrazia, così arriverà ad una arrampicata di specchi ridicola: non parlava dello schiavismo USA.

E di grazia, quali altri casi eclatanti sullo schiavismo vengono discussi, se non quello Americano, per la loro importanza? Come faccio notare io, poi, non sono esistiti solo abolizionisti ma anche luddisti, soggettivisti tanto quanto i primi. E lei, sempre arbitrariamente, sceglie quelli che hanno già vinto e sono già considerati i “buoni”, tutti gli altri esempi che la sbugiardano ce li dimentichiamo. Comodo, eh!

Poi, ennesima arrampicata di specchi, tenta il tutto per tutto con la parolina magica, il deus ex machina per eccellenza: No, hai torto, hai capito male, il tuo è un BBBBBBIAS.

Bias in questo senso nelle discussioni è usato come “fallacia logica”; un po’ come dei bambini gli interlocutori si accusano vicendevolmente di aver detto balle, ma non dicono “balle”, devono usare argomenti razionali per dire “balle”. E bias è uno di questi, qui usato completamente a caso considerato che LEI aveva citato Obama e che io per seguirla a ruota ho parlato del caso più eclatante USA. Ora magicamente salta fuori che gli USA non c’entrano più coi loro abolizionisti non così etici e soggettivisti. Nono, nonnossignore, fidatevi signori miei! Intendevo ALTRI abolizionisti.

Ridicola.

Non mi ha insultato ma io non mi riferivo a lei, chiaramente. Parlavo di quelli che lo hanno fatto con quegli stupidi argomenti che lei sta usando, e che indirettamente mi danno fastidio. Coda di paglia?

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Questa parte è meravigliosa. Comincia sproloquiando del Foie Gras. Cerca di giocare in casa usando un argomento marginale, su cui più o meno tutti sono concordi, come pellicce, cosmesi, stupratori e pedofili, ecc

L’esempio però è un’altra semplificazione e fallacia logica: usare un caso estremo per rappresentare la categoria al completo della produzione di carne. Ribadisce che sono tutti paletti personali, per fortuna, ma questi rientrano poi dalla finestra quando mi chiede “tu che ne pensi?” come se nella sua scelta la mia decisione fosse importante. Sono tue opinioni o no? Sono quelle che chiunque dovrebbe avere per essere “etico” o no? Sempre lì siamo coi discorsi dei veganimalati, con la differenza che lei è più furbetta e si nasconde meglio senza mai dare conferma. Al massimo ritratta, o dice che non hai capito tu, quando il discorso è chiarissimo.

Cerca di farmi capire che altrove (sulla sua pagina, l’ho capito, ho anche visto il post) si è attirata le ire di gente. E’ sicuramente meno codarda di quel che pensassi, lo apprezzo questo esporsi ma allo stesso modo non apprezzo le uscite arroganti e spesso arbitrarie che fa, spacciandole per qualcosa di vero e accettato da tutti. Anche se ora con me sta ritrattando molto.

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Qui c’è la mia risposta, poco da aggiungere, direi. Un po’ di vittimismo spicciolo che non fa mai male. Ma poi fatemi capire, anche se non intendeva lo schiavismo USA, in quale altra parte del mondo non vale ciò che ho scritto? Dopo, con il proseguire del discorso, aggiungo una fonte.

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Anche qui ho fatto un errore di comunicazione a cui lei poi si aggrapperà abilmente per scappare, dicendo “attribuisci valore zero”. In effetti non è vero, non è zero, è un valore inferiore, sempre arbitrario, in riferimento alla ricerca. Lo ha detto, l’ho capito, ma ho voluto scrivere velocemente. Concedetemelo, scrivere ogni volta “attribuisci valore arbitrario superiore alla ricerca rispetto all’allevamento” è più lungo e noioso di “Attribuisci valore zero alla scaloppina”. Il senso era chiaro a entrambi ma capisco che poi uno debba appigliarsi a qualcosa pur di non perderci la faccia.

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Qui, capendo che non se ne tira fuori facilmente, comincia a cercare escamotage per scappare dalla discussione. Infatti come sempre capita comincia a rispondere a pizzichi e mozzichi, solo alle frasi che le convengono, o sulle mie “facilonerie” comunicative. Tutto ciò che ho detto viene rigettato in toto (ma lo capisco, eh) con un pretesto, si permette di annullare tutto il discorso sacrosanto che le ho fatto prima su storia, etica, rapporto uomo-animale con quest’ennesimo strawman. Ci mancava solo un “ah-ah non sai leggere, quindi non vale!”

Anche questo suo essere così aggressiva, “ti spiccia casa”, wow, abbiamo quasi sicuramente una lettrice di Zerocalcare, eh? Ou nou, aspettate, il mio è un azzardo! Magari è veramente romanesco e lei di Roma! Chiaramente tutto ciò che ho sempre studiato, letto e discusso ora è una balla a causa della mia semplificazione, noooooo

Ma andate a cagare, va.

“CVD” completamente a cazzo di cane, tanto per dimostrare il nulla. Cioè non ha detto niente oltre a ripetere come un mantra la parola “bias”, è tutta lì la sua difesa. A sto punto dovevo dirlo io il cvd.

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La nostra amica comincia a involtolarsi nel suo stesso discorso. Prima dire “valore zero” equivaleva a non aver capito niente del suo discorso, dire che equiparava uomini e animali parlando di schiavitù era “metterle parole in bocca”, però a lei è concesso. Lei può tranquillamente permettersi di mettermi in bocca cose che non ho mai detto. Infatti parlavo della mia esperienza in discussioni al 100% identiche a questa. Ora, non è che siccome sei una persona con un ego ipertrofico, gestisci una paginetta del cazzo con 5000 utenti e ti reputi una persona seria, o diversa, a te spetti un qualche trattamento speciale. Non si dà a nessuno. Anzi, ti si riserva il trattamento che meriti a seconda di come hai condotto la discussione e, ma questo non possono saperlo, quello che io già so di te. Ergo tutte le puttanate trovate in pagina come la grindadrap eccetera. Questa discussione è conforme a tutte quelle che ho avuto con gli invasati con un filo di retorica in più, un livello sopra logica onnivora ma sempre con facilonerie e argomenti banali e banalizzanti, niente di nuovo e niente di diverso. Cioè questa dice di mangiare carne, di non doversi giustificare, poi ti attacca il pippotto sulle scaloppine che devastano l’ambiente. Ma si può? Rido. Poi sono gli altri a non capire le cose belle e giuste che voleva dire. Ceeeerto.

Comunque io cerco di essere propositivo, sia all’inizio che alla fine. Le ho dato per buono quel che intendeva e le ho chiesto di spiegarsi. Lo avrà fatto? Scopriamolo, amisci.

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Da questo punto, purtroppo, a causa di un Matteo non richiesto, la discussione si allontanerà dal fulcro permettendo a lei di tergiversare anziché rispondere e a lui di mischiare le carte in tavola. Infatti la sua obiezione per me non ha alcun significato, e anzi contiene errori gravissimi: “sei tu che non dovresti interpretare in base alle tue esperienze”

Ah no? E sulla base di cosa? Dovrei interpretare secondo grazia divina? Secondo il verbo di Dio? Matteo, che da ora in poi chiamerò anche “Il Chierichetto”, si esprime, o meglio cerca, di parlare come un libro stampato riuscendo solo a dimostrarsi uno stereotipo vivente di frasi fatte belle, bellissime, ma in ultima analisi ridondanti o superflue.

“Poi non entro nel merito della discussione”

E’ furbetto, Matteo, voler far notare un errore (presunto tale) all’interlocutore, cercando così di spostare l’attenzione dal discorso principale e di annullare quanto precedentemente scritto, e cavarsela con “non entro nel merito”. Eh no, o la discussione la leggi tutta e intervieni o stai zitto. Cosa fai, chiami in causa una parola tra mille? Un discorso fra cento? E poi non entri nel merito, cioè parli senza cogliere il contesto? Intellettualmente disonesto.

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Le arrampicate di specchi di Matteo continuano e mi fanno sentire in pena per lui. Capito? Esistevano anche altri schiavismi. Oh, vi giuro, mai nessuno li cita, mi cita casi esemplari o discorsi inerenti, mai nessuno dà una lettura diversa da quella animalista alla cosa, e qui di fronte a me ho l’unica persona, fra milioni di utenti, migliaia di animalisti, centinaia di pagine, che NON si comporta così e ha qualcosa di diverso da dire. Con lo schiavismo inglese e quello francese! Ahahahahah

Tornando seri, si vede subito che anche il suo è uno strawman, cerca a tutti i costi, come nel gioco del “ce l’hai”, di affibbiarmi un bias, perché così salverebbe in corner l’amichetta, che di bias non ne aveva, nonnnonono. Allora se io ho un bias ha sempre avuto ragione lei, capito?

Andiamo a vedere un po’ cosa scrive una buona fonte in merito (ve la metto in calce):

L’Inghilterra, che probabilmente era stata la principale nazione schiavista del mondo, si era così trasformata nella principale nazione emancipatrice grazie a un profondo cambiamento collettivo delle coscienze[1]. L’abolizionismo francese, infatti, fu più debole e incerto di quello inglese

Ok, va bene, il risveglio delle coscienze ce lo siamo puppato. Poi però sembra che quello francese non fosse così “etico” come voleva farci intendere, quindi non stava parlando di quello francese.

L’uomo ‘illuminato’, tuttavia, non era esattamente un abolizionista. Era sì un critico del sistema schiavistico, ma ondeggiava fra la volontà di riformarlo per accrescerne l’efficienza, la compassione che poteva nutrire per la figura dello schiavo, la speranza che questi potesse migliorare la propria condizione e l’auspicio che, progressivamente, la schiavitù potesse essere abbandonata. Si era ancora all’interno di un modo di pensare nel quale convivevano la tolleranza del sistema e l’idea di una sua riforma: “il progetto grandioso e radicalmente nuovo chiamato ‘abolizionismo’ non esisteva affatto prima del 1770-1780

Ops. Questo dà ragione a me. Non esiste, in quella forma romanzata che ci proponeva Anna Giulia, un gruppo di buonissimi che fa cambiare idea al mondo. Ma vediamo ancora:

L’abolizionismo fu una tappa fondamentale nella progressiva affermazione dei diritti universali dell’uomo. L’obbiettivo fu raggiunto grazie alla pressione di movimenti a forte componente morale e idealista che si trovarono ad agire in una situazione di evoluzione dei costumi e di cambiamenti economici e sociali. Per abolire il traffico degli schiavi, residuo di un ancien regime agonizzante ma duro a morire, furono anche necessari, come si è visto, il pragmatismo, le pressioni politiche e l’impiego della forza militare.

La componente etica di alcune frange di credenti fu essenziale, sicuramente, ma come spiegato qui la componente del pragmatismo, di cui parlavo, le pressioni politiche e la guerra furono necessari e molto probabilmente decisivi. Cioè? Cioè ho ragione io. Di qualunque schiavismo si parli, non cambia la sostanza dei fatti e bisogna essere scorretti o ignoranti per non capire cosa dico.

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Matteo non è onesto con me ma soprattutto con se stesso. E’ intervenuto non a caso per difendere l’amichetta, non per “spiegare cosa fosse un bias”, altrimenti non avrebbe insistito. Anche lui poi usa strumenti fallaci per argomentare parlando proprio di leghisti, come a dire che io sono quello che dà dei leghisti a tutti i veneti. Povero piccolo, voleva solo spiegare il discorso lui. Per poi alzare le mani e ribadire che lui è pro sa e tutto, ma già lo sapevo. Anche se non ricordo particolari interventi brillanti da parte sua quando seguivo varie discussioni. Sta di fatto che non è sicuramente una cima della comunicazione, esistono le tendenze, esistono le masse critiche di persone che fanno cose, non possiamo pragmaticamente fare finta di niente ogni volta che si inizia un discorso. Animalisti violenti? Quali? Insulti e auguri di morte per aver mangiato carne? Mai visti, e se c’ero dormivo, non puoi generalizzare. Capito il paraculo?

Quello che si mette in mezzo per fare la battutona da sympa della cumpa è ciò che temevo: gente che si mette in mezzo a casaccio per buttarla in caciara, purtroppo. Non che la situazione fosse salvabile, del resto.

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Matteo almeno ammette sia una tendenza (oh, mi aspettavo accuse di generalizzazione, strano!) ma dice che su questa non posso costruire risposte preimpostate. Come se io avessi risposto come un bot, no? Come se per lui avessi cominciato apertamente così fino a proseguire con questa risposta preimpostata. Nel frattempo, l’altra simpaticona tergiversa postando memetti da bimbaminchia quale è. Perché rispondere è per le persone serie, per bene, e lei ride godendosi i commenti. Guai però a farle notare che è poco carino, eh? Malpensanti affetti da bias!

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Matteo capisce che la strada comunicativa non è quella più sensata con uno che studia comunicazione. Ci riprovo con esempi sparati totalmente a cazzo, senza capire una mazza del discorso globale, perché spendersi a leggerlo era un bias. Difendere l’amichetta a spada tratta invece no. Ma quel che vorrei chiarire, oltre a far notare come ormai la discussione ci abbia purtroppo portato lontano, è che la sua obiezione è sciocca. Non è il nome a fare la persona ma come si comporta, nel caso specifico come dialoga. Io ovviamente ho altre conoscenze sulla persona, so che dice balle e ne dice spesso tra propaganda e strambe posizioni personali. Tuttavia anche tenendo solamente conto di questa discussione si può vedere che è stata arbitraria, aggressiva, non ha inizialmente usato il “secondo me”, è capziosa nel presentare dati e situazioni. In sostanza, non sta grande amica, probabilmente, o almeno io un’amica così la rimuoverei subito dai contatti.

Questa persona NON mi ha dimostrato niente di diverso dagli altri con cui ho discusso, niente di nuovo e neanche mi ha dimostrato di saper dibattere in maniera onesta. Vien da chiedersi: perché dovrei concederle il beneficio del dubbio, o peggio, la ragione, quando palesemente non ce l’ha? Lo sa solo Matteo.

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Purtroppo come spesso capita si degenera in caciara. E questo mi spiace, veramente. Non saprò mai cosa intendesse, tra le mille cazzate sparate completamente a caso e un’accusa (dieci accuse) di bias.

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Non ho capito qui l’uso del caps lock, se era per farmi il verso per la mia battuta prima o se voleva solo sottolineare la cosa. In ogni caso è una frase del cazzo, un po’ come dire “io non uccido mai nessuno”, “io non uso farmaci e non li userò mai” e così via.

Semplicemente, è improponibile ripartire da zero ogni volta che si sta discutendo. Uno formula domande e affermazioni ANCHE sulla base delle conoscenze pregresse sulla materia e sull’interlocutore. Ormai si sta parlando del nulla, purtroppo.

 

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La bambina continua a pestare i piedini, a far vedere che lei c’è, ma semplicemente si è arresa. Non perché non avesse argomentazioni valide o altro, eh? Macché. Colpa degli altri, come al solito. Furfanti, che non capiscono le cose stupende che voleva calarci dall’alto!

Per il resto, ogni volta che Matteo scrive, posso dirvi che ho questa faccia:

 

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E perché non facciamo tutti la pace? Eh? eh? Perché esiste la guerra? Basta non combattersi, giusto?

Facepalm decuplo. Non ho parole. Non so neanche più se sia serio o se semplicemente il suo bias non gli permetta di vedere che le minchiate che l’amica scrive sono le stesse che sentiamo dagli animalati ogni giorno.

 

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Non so di che abominii parlino gli altri due ma so che sproloquieranno ancora facendo finta di niente e facendo finta che non sia successo nulla, purtroppo con i vari animalati questa situazione l’ho vista migliaia di volte. Non accettano critiche, non accettano confronti, non concedono nulla. Hanno ragione loro e se non cedi chiamano gli amichetti a raccolta per affrontarti in branco e prenderti per sfinimento, o per fallacie ad nauseam, potendo poi ballare impettiti sulla scacchiera cagata.

Sullo sfondo, un chierichetto ci parla del bene che è in ognuno di noi e bla bla. Gente slegata e avulsa dalla realtà. Che poi intendiamoci, anche la pagina in questione di animalisti banna, vorrei vedere Matteo a fare catechismo e a dire che non si banna nessuno, neanche chi insulta, sbeffeggia, caga sulla scacchiera e non ti ascolta.

No Matteo, non funziona così, mi piange il cuore a dover rovinare un sì animo gentile.

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Oh buon dio, cosa mi tocca leggere, mi sanguinano gli occhi. Quante cazzate. Lui sminuisce i discorsi fatti dall’amichetta perché la conosce, magari sa dove voleva andare a parare, peccato non conosca me, non sappia cosa intendessi IO. Questo non ce lo mettiamo tra i discorsi? No, interveniamo solo da una parte, in maniera faziosa, redarguendo solo l’altra e continuando a dire che erano solo opinioni.

Anche chi augura la morte a chi mangia carne ha solo una “opinione”. Anche Vassallo, quando auspica la morte alla madre qualora questa dovesse far uso di medicinali, ha un’opinione. Si tratta di capire quali sono accettabili e quali no. Quali cancerogene per la società e quali no. “Mi sembra”, eh sì, costruiamo critiche e castelli per aria sui mi sembra, dai. Va bene uguale cosa sembra a Matteo che si è intromesso a caso. La spiegazione, la sua amica, l’ha ricercata così tanto che al primo pretesto se l’è svignata zitta zitta, cercando almeno di salvare la faccia ormai irrimediabilmente compromessa.

E sul rispettare tutte le idee stendo un velo pietoso perché semplicemente, non è vero. Sembra una di quelle frasi del Papa quando dice che tutti dobbiamo amarci, dobbiamo comprenderci. Cioè, belle sulla carta, eh, ma inapplicabili in qualsiasi contesto reale. Tant’è che non ha incluso Lio che citavo, forse perché non lo conosce o perché è furbo e non si vuole compromettere, sa bene che gente che ne fa una crociata non cambierà MAI idea. Io ho anche chiesto di avere delle prove: sto famoso discorso sugli schiavisti non americani, sti famosi animalisti che parlano nei loro caffè di argomenti alti e massimi sistemi, di capire come mai questa preferisse sbeffeggiare anziché dialogare o capire cosa intendessi IO. Infatti l’ultima mia risposta era l’unica possibile, scusate. Mi sembrava di parlare seriamente con invasati mormoni.

Quel che mi preme ancora dire, e che Matteo non ha capito o non ha voluto capire, è che non è vero che tutti meritano rispetto. Le persone di base lo hanno, poi questo si modifica sulla base delle azioni, o nel discorso delle parole.

>Una persona che mi uccide un familiare NON ha il mio rispetto<

>Una persona che insulta mia madre o non le permette di curarsi NON ha il mio rispetto<

>Una persona che fa cherry picking, lo fa ogni giorno, fa disinformazione, causa a sua volta delle vittime emotive, economiche, sociali, che non possono essere messe sotto al tappeto come se niente fosse<

In sostanza, il rispetto va guadagnato e in questa discussione non ne ho visto dall’inizio alla fine, NON pretendetelo perché chiaramente non funziona così il mondo, e siete voi a doverlo capire, non gli altri.

 

Concludendo, ho avuto proprio ciò che mi aspettavo, niente di diverso in sostanza. Questi famigerati animalisti seri sono totalmente identici agli altri, solo un po’ più furbi. Abbiamo smesso di discutere con loro di S.A. per metterci a discutere di catechismo, rispetto e altre sciocchezze quando sono i primi a non darlo e a fare disinformazione.

 

 

Alcune fonti:

Sullo schiavismo: http://www.storiain.net/storia/inghilterra-1807-labolizione-della-tratta-degli-schiavi/

Il dibattito: https://www.facebook.com/espansionetv/videos/10155435227101188/?hc_ref=ARSmNr9WeraXdzQXIciHhhZvOboX4pfJOPhIJi0z2EEiCN0drLjWqsCZ1bi4hx_RyeU

Sulla grindadrap e le varie balle della pagina: “Le Iene, tra creduloni ed analfabetismo funzionale”, dal blog: Grindadrap sostenibile.

Alcune info sull’allevamento: Italia unita x la scienza, blog, “L’impatto ambientale di agricoltura e allevamento secondo la scienza”, che dipinge una realtà molto diversa dalla propaganda animalista

Sullo spreco di acqua dei bovini, i valori spesso fuori scala citati e altri articoli consiglio:

https://umanoproprioumano.wordpress.com/2018/03/20/vegetariani-ambiente-risorse-ovvero-tanti-assunti-e-poche-prove-atto-i-bovini-e-acqua/

 

 

 

Final Fantasy X / X-2 Remastered (2 di 2)

E veniamo infine al capitolo X-2 del corposo pacchetto. Può sembrare che io sia stato un pelo eccessivo nel valutare la parte finale di FFX ma posso assicurarvi che se lì ero critico qui arriverò a essere acido. Come ho già scritto più volte mi piace fare il bastian contrario, trovare l’oro laddove per gli altri c’è solo merda e di conseguenza già mi immagino -prima di cominciarlo- a trovare rari e profondi significati nascosti che nessuno ha mai colto.

Eh no. Stavolta i commenti del pubblico generalista che si possono leggere nei vari forum hanno proprio ragione, sia quando si parla di bieca operazione commerciale che di pessimo gameplay che di pessima trama e personaggi. Non sto parlando accecato dal furore del fanboy, credetemi. Sto usando tutto il raziocinio di cui dispongo per cercare elementi salvabili ma faccio veramente fatica. Anche se provo a fingermi un nerd-otaku-weaboo che adora le action figure delle tipine scostumate degli anime, e gioca con le barbie e magari fa sesso col proprio cuscino…faccio anche lì fatica a trovare più di 1-2 motivi scarsi per apprezzarlo.

Date queste generose premesse, cominciamo. Da quel che ho letto da alcune interviste, il motivo iniziale per questa produzione era innanzitutto dare un lieto fine ad una storia d’amore che non aveva pienamente soddisfatto i fan, e secondariamente sfruttare il successo che derivò da quel X fortuito capitolo. Infatti fu l’unico all’epoca ad avere un seguito diretto.

Già qui abbiamo un problema. Non tutte le storie necessitano per forza di un lieto fine, lo vogliamo capire? Anzi, trovo che le tragedie, le morti di personaggi importanti, i conflitti ci facciano maturare più di quanto non facciano le vittorie, l’amore, il sole e il cuore. Siamo circondati da opere di un buonismo unico che ovattano la realtà e ci fanno credere che bastino i buoni sentimenti per risolvere qualsiasi problema, non so voi ma io ne sono saturato quanto un Agente Smith quando parla con Morpheus. Nel mio articolo “Le strategie dei seguiti“, che ci sarà abbastanza utile ora, parlavo di alcuni elementi che vengono usati ricorrentemente per allungare un brodo: potenziamento di dinamiche, analisi dei personaggi, nuovi parenti e familiari, prequel e sequel, e così via. Quale strategia può aver adottato FFX-2?

In realtà nessuna di queste, la trama principale è tanto semplice quanto banale: Tidus non c’è più e lo rivogliamo. Così c’è uno che gli somiglia: è lui o non è lui? Cerrrrrto che è lui (chiedo scusa per la pessima citazione, vado a nascondermi)

E a suo modo poteva essere una storia tutto sommato buona. Yuna, ormai “trasformata” e resa meno acerba, viaggia per il mondo per trovare indizi su una persona che non c’è più. Quanto poteva essere metafisico se sviluppato bene? Il problema è che l’elemento della scoperta di Spira è di fatto spoilerato, sappiamo già com’è questo mondo e da chi è popolato, non c’è nulla che ci invogli a riscoprirlo di nuovo. Hanno dunque tirato fuori una simil bozza di trama che poteva anche funzionare e che si accorda con gli eventi passati: ci sono i Neoyevoniti, gli Automisti, La Lega della Gioventù e tutti e 3 hanno idee diverse. Carino, simile ai concetti precedentemente visti ma…oltre quello? Niente! Neoyevon fa praticamente le stesse cose di prima; gli Automisti sono…Albhed. E basta. La Lega è fatta da facinorosi squadristi capitanati da uno storpio. Graficamente carino ma il suo apporto alla storia è nullo. Ci dovrebbe essere una sorta di sottotrama che lega i 3 leader dei gruppi ma è così vacua, così indefinita e blanda da sembrare solo increspatura sull’acqua. C’è poi un boss finale che è Sin 2.0 ma che viene solo accennato per tutto il gioco, non lo vediamo se non alla fine, con la differenza che Sin impariamo a conoscerlo e a temerlo, sappiamo di cos’è capace, Vegnagun no. Che poi che nome dimmerda, dai.

La storia è divisa in 5 capitoli e in ognuno di questi è possibile selezionare le varie località di Spira per affrontare delle missioni. O meglio, ci sono delle missioni principali e il restante 99% sono minigiochini di merda ancora più inutili e frustranti di quelli che già odiavo del X.

Chiariamoci: i vari FF sono infarciti di giochini di merda, dal saltacorda al tetramaster al triple triad alle corse coi chocobo. Ma finché sono opzionali ok. Finché non servono a niente è un conto. Quando crei un gioco SOLO a partire da quelli, con una trama che in realtà è solo uno sfondo pretestuoso, stai sostanzialmente dicendo che preferisci concentrarti su eventi secondari. Ma ancora posso capirlo! Vuoi narrare una storia fatta di dettagli, minuzie, approfondimenti psicologici? BE-NIS-SI-MO.

E invece no! Non ci sono chissà che rivelazioni perché i personaggi originari sono stati tutti dismessi: Wakka è bloccato su un’isola di merda e sta per diventare padre, Lulu idem. Auron e Tidus sono al creatore. Kimahri fa…Kimahri. Cioè è utile quanto prima. Rikku è il 30% meno vestita e il 54% più zoccoletta di prima, dovrebbe anche qui servire per allietare una tensione che non c’è, quindi è ancora più inutile come personaggio. Le uniche “rivelazioni” serie saranno quelle su Dona che ama Barthello o su Maechen che in realtà è un trapassato. Cazzzzzzzo che suspance, signori. E’ un po’ come guardare Uomini e Donne e scoprire che al tizio scemo di turno piace la bionda anziché la mora. E tu sei lì, che giochi magari da 30 ore in attesa di un sussulto spasmodico, e loro ti fanno vedere Dona che dorme attraverso una trasmisfera (c’è molto voyeurismo in questo episodio).

I minigiochi come dicevo sono tanti, troppi. Sono loro il vero gioco. Nella piana della Bonaccia ce ne sono 5 diversi, mi pare, che non ho mai neanche fatto per pudore e senso di amor proprio. Su Besaid c’è un’inutile gara di tiro da fare per due volte. I Kyaktus sono ANCORA da trovare e catturare. Le torri parafulmini le devi ricollocare con dei giochini a tempo che fanno solo innervosire oltre ogni misura. Lo sferocentro…signori non fatemi bestemmiare perché non è carino. Per me la matematica NON è un gioco, anche quando cerchi di intortarmi e di farmela piacere con le monetine. E’ una cosa che può funzionare se a quei numeri associ dei personaggi, delle carte collezionabili, ma se mi dai delle monete è solo pura matematica e niente più, è qualcosa di freddo, spoglio, fatto male.

Il Blitzball? Bah, l’ombra di se stesso. La sottomissione del Detective Rin? Qualcuno le trovi un senso. Non è né divertente né bella da vedere, è solo una sequela di script che attivi solo se hai visto determinate scene in sequenza. O la rifai mille volte studiandoti le combinazioni o la fai con una guida. Dove sia il divertimento non l’ho ancora capito.

Insomma, sono solo all’inizio e ho già trovato più problemi che capelli in testa a Rikku. Un altro problema è Paine, un lesbicone (dai, si scherza) che dovrebbe essere la “sostituta” di Auron. Se Rikku è l’istanza gioiosa e bambinesca, Paine dovrebbe essere quella adulta e matura. E Yuna quella intermedia. Il problema è che la squadra ha un pessimo bilanciamento che si basa solo su questi 3 elementi di sesso femminile (e io da maschio, mi spiace, mi sento escluso) alla Charlie’s Angels e che quindi non offre gli spaccati ideologici che avevamo prima con 7 personaggi. Non mi dà fastidio che Yuna si sia inzoccolettata un po’, lo capisco anzi. E’ un mondo che ha detto basta agli eccessi di un clero corrotto, ci sta che vogliano giochi, svaghi e scopate a cielo aperto (ma queste forse me le sono solo immaginate). Il problema non è Yuna ma il gruppo intero. Poi l’inserimento di Paine in questo gruppo, se l’hanno spiegato, me lo sono perso. E’ una sorta di personaggio-collegamento che serve a unire due fili di due trame sfilacciate differenti che altrimenti non si toccherebbero mai.

E se gli ambienti sono gli stessi, se la trama è quella che è e le cose da fare (belle) poche e poco interessanti, che altro c’è? Il combattimento. Qui spendo mezza parola di sostegno perché ho apprezzato l’essere tornati ai livelli classici senza lo sbattone dello sviluppo sferografico. Ho anche apprezzato lo sviluppo tramite AP come in alcuni vecchi FF. Le classi, poi, donano quella varietà che non avevamo nel X e che un gruppo di 3 persone non può darti da sola. Ci sono tanti vestitini da provare, mi sento come una ragazzina che ha appena ricevuto la casa di Barbie! No scherzi a parte, questa cosa l’ho vissuta con riluttanza. Fin da FF3 io ODIO il sistema coi vari JOBS ( e ODIO usare la parola Job per farmi capire) perché mi capitava di allenare quello che mi piaceva ma che era quello più inutile contro il boss successivo. Così dovevo spendere ore e ore a trovare quello giusto e allenare quello. Qui per fortuna la cosa è stata limata, non è così essenziale avere la classe giusta anche se di sicuro aiuta un sacco. Ma se hai maga nera + maga bianca hai già il 90% di quello che ti serve. Inoltre, una volta che hai addestrato tutte le abilità se continui a tenere quel vestito butti via AP, quindi sei “costretto” a usare altri vestiti se vuoi rimanere performante. E diciamo che togliermi il Cavaliere Nero per mettermi la soubrette (che, per quanto carina, mi irrita in battaglia) non è una bella cosa. E gli strumenti a parte quello che scaccia i mostri sono tutti abbastanza superflui. Non ho poi apprezzato lo stile più action perché è un casino a schermo, a volte mi capita di rubare qualcosa ai mostri ma siccome sto selezionando l’attacco successivo Rikku agisce mentre non guardo, così non so mai se al boss ho rubato l’oggetto o meno. E mo? Rifaccio? Muoio? Vado avanti? Infatti mi sono perso un oggetto così facendo. La cosa delle collezioni è una cagata immane, ti costringe a cambiarti spesso per “potenziarti” ma è una cosa così inutile che non ha mai inciso nei miei scontri. Certo, sono sicuro che servirà nei boss segreti ma per il 99% del gioco è una cancrata. C’è anche la modalità per saltare la scenetta (che dura un sacco, madonna! Come Sailor Moon, uguale) ma la prima vestizione te la devi puppare comunque e zitto. E per avere le trasformazioni finali devi sorbirti ore e ore di trasformazioni che, per quanto belle, son sempre le stesse. Un fottuto sailor moon dove i nemici prima di attaccare aspettano il tuo comodo cambio d’abito. No ma fate pure, eh?

A parte poi quelle 4-5 classi guerriere che mi sono piaciute, le altre le ho trovate graficamente poco ispirate. La mascotte? Dai, fate sul serio? La domatrice? La soubrette? E meno male che ho sempre preso per il culo i bardi, qua ce n’è a iosa pure peggio. Insomma si è capito che a me delle bamboline, per quanto abbiano cercato di sessualizzarle, non me ne frega niente quando gioco? Quando spengo la console può anche starci qualche Yuna o Rikku vestita da soubrette, quando gioco NO. Quando gioco voglio serietà e impegno, e qui non ne ho visti. Il tenore è sempre quello di gente spensierata, musichette allegre e talvolta rockettare o pop. Il clima generale mi ha fatto immedesimare in una storiella banale dalla portata ridicola priva di temi importanti e in tutta onestà inutile. Non c’è niente che venga narrato in questo episodio della saga che mi faccia dire “sì, è valsa la pena giocarlo”.

Poteva essere una buona idea ramificare la storia e suddividere le scelte e i finali in base ad esse ma è stata una cosa poco sviluppata, o che alla fine non diversificava troppo le une dalle altre, un po’ come in Life is Strange, ed è un peccato.

Dovessi catalogarlo, darei come voto un “Kimahri” a questo gioco: cerca di fare tante cose, non ne fa bene una sola. Ho reso l’idea?

Parlando dei boss cosa possiamo dire? Ammetto che qualcuno mi è piaciuto. In un mare di mediocrità, l’andamento opzionale con tanto di percentuale che ti mostra i progressi l’ho apprezzato. Vedere il 100% fa sempre eiaculare un giocatore compulsivo dalla smania collezionistica. Sono arrivato al 5o capitolo che mi rimanevano il fondo di Bevelle (non avevo più voglia dopo un po’), Angra Mainyu ed Experimento. Concatenare le cose mi è piaciuto, sono stato costretto prima a trovare degli oggetti utili a Bevelle, poi a battere Angra (e che battaglia epica che è stata signori, il vero boss finale di questo gioco), e infine a scavare nel deserto liberato per avere i pezzi per completare Experimento. Ammetto che mi ha esaltato finire le quest più importanti una dopo l’altra.

Poi si arriva al dungeon finale ed è…così insipido, così vacuo. Mi ha ricordato vagamente Tera di FF9 con quei colori azzurrini e quel tema così “macchinoso” ma l’enigma con le note musicali è proprio brutto, mal fatto, orribile da giocare e da guardare. Il Boss finale, Vegnagun, ricalca Sin e altri mostri da fare a pezzi cui FF ci ha abituato, solo che è totalmente privo di personalità. Sin aveva un non so che di bestiale, e aveva una personalità recondita che apprezzava l’inno, poi sfruttato per combatterlo. Vegnagun vorrebbe unire la bellezza di un pianoforte attraverso cui lo si comanda con la bruttezza di un’arma. Così vediamo il pilota-suonatore in questo duplice ruolo. Solo che è così poco approfondito e caratterizzato, anche figurativamente, che non fa breccia. Lo vediamo così poco su schermo che non fa alcuna differenza. Spaccare Vegnagun poi (ma per fortuna) l’ho trovato fattibilissimo in confronto ad Angra, due colpi e andava giù. Anche il boss finale, senza impegno e senza mascotte, l’ho sconfitto la prima volta. E ammetto che mi è piaciuto un sacco vedere le mosse turbo di Tidus, è stato come combattere contro di lui. Poi, quelle 3 linee scarse di dialogo di Auron? Il senso? Mah. Così ininfluenti, anche quelle, neanche una apparizione, zero.

La stessa Lenne poi è insipida, una mary sue che fa e dice poco, è solo bella, e basta. Ma anziché tirare fuori sti tizi, con Shuyin che sembra Tidus senza neanche provare a svelare sto mistero, perché non fare una storia col VERO Tidus, magari malvagio? Provare a imbastire una trama sulle looksfere che donano i ricordi dei vecchi possessori? Inventarsi qualcosa sul fatto che Shuyin è il personaggio reale della Zanarkand di 1000 anni fa e Tidus solo un falso? No, hanno optato per la strada lunga con dei tizi per i quali non empatizziamo. Tizi come noi, ma che non sono veramente noi, e con delle motivazioni abbastanza stereotipate se le confrontiamo con Yu Yevon che è quel tipo di nemico che apprezzo, che ha una filosofia dalla sua parte per quanto inaccettabile da alcuni, come Pain.

Il finale poi è…meh. Tarallucci e vino. Abbiamo tanto combattuto e ora pace fatta, bacini e bacetti. Ma per il 70% del gioco i tre tizi bellocci non erano comandati da altri, perché lottavano tra di loro?! Alla fine Yuna trova Tidus se sei stato abbastanza attento da fischiare in alcune scene (dai, può starci come scelta di game design). Peccato che io abbia seguito la guida per ottenere il 100% alla prima run, così da non farne altre e cosa mi dice alla fine?

Percentuale di completamento: 98%.

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Ora dovrò rifarmela nel nuovo gioco+ e so già che me la farò con incontri zero sempre attivo, facendo solo le missioni principali. Da una parte il nuovo gioco+ è qualcosa di stupendo, e tutti i FF per me dovrebbero averlo: ti permette di goderti di nuovo la storia ma con lo stesso livello, abilità e oggetti che avevi alla fine. Il problema è che per i completisti come me, se poi c’è da rifare tutto, come le cose secondarie che ti portano via tempo, è solo una immane perdita di tempo. Avrò sempre la sensazione di aver lasciato il gioco a metà anche se c’è scritto 100%, ed è una cosa che mi dà immensamente fastidio.

In sostanza, il gioco aveva tante potenzialità. Poteva spingerci a riscoprire Spira sotto qualche nuova luce e invece sfrutta cose già viste, di poco variate, mini giochi all’ennesima potenza e banalità sconcertanti. Non è più un piacere neanche interagire coi comprimari o dipanare la trama, che era il punto di forza del X, qui al massimo si salva qualche combattimento e la struttura da GDR con le classi, basta. Non trovo altro da salvare. Si poteva fare di più, e meglio.

 

Final Fantasy X / X-2 Remastered, troppi ricordi (1 di 2)

Avevo circa una decina di anni quando per la prima volta vidi sullo schermo della tv di mio cugino Final Fantasy X che, all’epoca, chiamavo “finalfantasi ics“. Ricordo che a quel tempo stava giocando la scena dell’attacco di Sin sulla nave, quella iniziale. Le volte dopo lo trovai già a combattere contro eoni oscuri e poi, piuttosto in maniera ostinata contro due soli tipi di mostri: una sfera acquosa (la Titanosfera dello Zoolab) e il Mangiaterra (sempre dello Zoolab). Solo anni dopo sono riuscito a capire il perché di tanta ostinazione verso quei due mostri.

I miei primi ricordi quindi appartengono all’ambientazione, ai personaggi e allo stile così caratteristico che permeava l’opera prima ancora che ai dialoghi e alle caratterizzazioni. Ricordo con piacere Auron, che fin da piccolino mi affascinava per il suo essere un samurai silente, un guardiano silenzioso ma potente. Spingevo sempre mio cugino ad usarlo in battaglia solo per poterlo vedere. E poi gli Eoni, così colorati e maestosi. Vedevo Bahamuth a braccia conserte che dava un’idea di potenza eccelsa, Shiva e il suo volto privo di emozioni, Yojimbo poi era il mio preferito per la sua atipicità: la mancia. La cosa mi piacque a tal punto da cominciare a farmi dare qualcosa in cambio ogni volta che mio cugino mi chiedeva un favore, come ad esempio spegnere la tv o portargli delle cose.

<<Dovrò far causa a chi ha inventato Yojimbo>> mi disse una volta, stanco delle mie richieste di mance.

Passano gli anni e comincio a farmi anche io una PS2, la mia prima consolle comprata con i miei sudati risparmi, insieme a GTA III e Final Fantasy X. Arriverà solo dopo Kingdom Hearts. E il mio primo approccio a FFX senza guida è stato traumatico. Incontro ancora una volta mio cugino solo per sentirmi dire <<hai fatto bene i chiostri? Ci sono degli oggetti che se li manchi devi ricominciare il gioco>>

COS. No aspetta COSA?!

E fu allora che capii. Che un final fantasy senza guida è per lo più un gioco frustrante in maniera immotivata. Non ho idea di quante ore si possano spendere a vuoto cercandone tutti i segreti, le armi nascoste e i vari enigmi. E fu così che la mia prima partita venne cancellata, per poi ricominciare subito dopo. E quella fu la volta buona, fu uno dei giochi narrativamente più complessi e magnifici a cui abbia mai giocato, consapevole che comunque la nostalgia giocava sempre un elemento fondamentale. Poter comandare gli eoni, usare Auron, il sistema di turnazione. Quando compravo altri FF su GBA mi capitava spesso di rimanere deluso dalla barra ATB o dalle caratterizzazioni molto sommarie dei personaggi e degli antagonisti, con un’eccezione per FFIV. In pratica io cercavo le emozioni che il X mi aveva procurato in tutti gli altri ma senza mai riuscirvi. Poco a poco si fece strada in me l’idea che fosse semplicemente unico, una perla nel suo genere (anche se ammetto di non aver mai giocato il VII).

Parliamo un po’ della trama. Mi ricorda vagamente i 7 samurai di Kurosawa, ma vagamente perché l’incipit è molto diverso. C’è un nemico grande e grosso, Sin, che devasta il mondo e il protagonista viene da questo mandato apparentemente nel futuro. Qui conoscerà i personaggi che lo aiuteranno a ritrovare un’identità e un gruppo tra Yuna, l’invocatrice, e Auron, compagno d’armi del padre. Sostanzialmente la trama procede attraverso gli attacchi casuali degli sgherri del mostro Sin e i templi in cui collezionare i vari Eoni, ed è qualcosa che mi ha emozionato non poco. Negli altri FF le bestie sacre da invocazione davano un colpo per poi sparire, le ho sempre trovate piuttosto inutili. Nel X invece avevi totale controllo su di loro come se fossero personaggi ed è una cosa unica che non ho più rivisto in un FF purtroppo. La trama si complica quando si comincia a parlare di sogni e della Zanarkand del sogno, cosa per capire la quale ho dovuto cercare su internet alcune informazioni riuscendo più o meno a inserire i pezzi al posto giusto. L’escamotage era rendere “intangibile” il protagonista, renderlo poi tangibile attraverso il mostro finale, così che una volta sconfitto avremmo detto addio sia al male che al bene. Questa in soldoni è la trama del protagonista, e considerati altri finali non è mica male. Non c’è un vero lieto fine, senza contare che l’ultima scena ricalca moltissimo Star Wars, con tutti i maestri insieme. braskaViene inoltre trovato un sistema per dare coerenza al tutto in maniera organica, una cosa che sembra scontata ma che in realtà è piuttosto carente in altri FF. I “lunioli”, quei cosini brilluccicosi che escono dai mostri, non sono solo carinerie grafiche ma ciò che costituisce il corpo dei mostri, che a loro volta sono esseri umani morti troppo legati al mondo per trapassare. Un uomo dunque si trasforma in mostro (ed è qualcosa che per me ha più senso del pianto lunare di FF8, anche se erano altri tempi in cui alla Square piaceva situare sulla luna mostri forti e leggendari). Se ha forza di volontà mantiene la propria forma umana e la cosa avrà un forte impatto sulla trama ad un certo punto, con dialoghi davvero interessanti da parte del Gran Maestro Mika. Gli Eoni stessi non sono esseri viventi, possiedono un “sogno”, cioè una forma immaginata da esseri nella pietra, gli Intercessori, a cui i lunioli danno forma rendendoli tangibili. Ed è così anche per il protagonista praticamente. A loro volta i mostri rilasciano delle sfere utili per la progressione, ed è quello che dovrebbero rappresentare quei lunioli; anche questo mi pare che abbia molta più coerenza dei vari “buchi neri” di FF8 (non mi sto accanendo, FF8 l’ho apprezzato a suo modo). Insomma la storia è di per sé molto metafisica, ci vuole impegno a comprenderla appieno, laddove FF8 faceva perno nei viaggi temporali e FF9 nello scambio di identità tra i mondi. Qui il tema è il sacrificio, il valore della vita umana, dei sacrificati, il male minore, e ti pone al centro dilemmi etici che per me sono distanti anni luce da qualsiasi FF: Scegliere se abbattere un nemico invincibile sacrificando un amico con cui hai condiviso viaggi, sogni, speranze. La cosa è anche ribadita dalle sfere che ci ricordano le vicissitudini del padre di Yuna, Braska, di Auron e del padre di Tidus, Jecht. Vediamo come si sono conosciuti, cosa hanno combinato, vediamo che erano esseri umani normali che poi sono stati mitizzati (tanto che Auron ancora viene appellato “sir” Auron, o “guardiano leggendario”). E infine, il sacrificio di una persona che credevamo egoista e piena di sé oltre ogni dire, per salvare un mondo che non gli appartiene, con un parziale ribaltamento del punto di vista. La rivelazione finale di Yunaleska, carica di significati, ci mostra anche la reazione di Auron, sconfitto e infine ucciso per poi diventare lui stesso un non trapassato. Questo elemento è importantissimo non solo perché poi anche lui se ne andrà al creatore nel finale ma anche per far capire al giocatore che non esiste una netta distinzione tra bene e male nelle cose. C’è chi sceglie di non morire per governare senza limiti un mondo difficile dominato dalla morte, e c’è chi come Auron sceglie di rimanere in vita per adempiere ad una promessa fatta ad un amico. Ci rendiamo conto del livello di profondità di tali argomenti? E di come sono stati messi in scena in maniera meravigliosa? Gustatevi la scena se non ve la ricordate.

E’ tutto così meravigliosamente denso che parlare di ogni singolo aspetto è veramente difficile, occorrerebbe molto tempo. A queste scene si aggiungono quelle che trattano i temi del razzismo. Spira è abitata da diverse “razze” tra cui quella degli Albhed, che non credendo nel culto di Yevon predilige le macchine. Per questo motivo sono invisi alla popolazione e in particolare a Wakka, nostro compagno credente. E nel nostro gruppo oltre a lui ci sarà un’Albhed, cosa che ci regalerà alcuni momenti di riflessione anche su questo. L’utilizzo delle macchine Yevon lo proibisce perché allontana dalla fede e dal lavoro. Le macchine facilitano la vita e una vita facilitata non ha più così bisogno di credere. Sono inoltre delle armi e verranno sfruttate in un paio di occasioni dagli Yevoniti in un attacco congiunto contro Sin, dimostrando l’ipocrisia del credo nella persona di Seymour: <<Allora, fingete di non aver visto. Fingete di non avermi sentito>>

Ancora una volta, si toccano vette elevatissime di complessità tematica, trattata con acume e intelligenza, sottolineata da dialoghi di spessore sopraffini e ragionati. Non c’è quasi mai una scena che tratti con semplicità temi importanti, al massimo ci sono scene che cercano di sdrammatizzare la pesante sensazione che aleggia da inizio a fine gioco. E questo è tangibile: negli altri FF (mi riferisco in particolare a 8 e 9, quelli più vicini al 10) nelle parti iniziali non si sente chissà che tensione. Con Squall devi fare un esame e poi battere un dittatore, con Gidan rapire una principessa e poi viaggiare un po’. Con Tidus invece affronti un viaggio sperduto, senza sapere chi sei e cosa devi fare, senza amici, senza conoscenze di quel mondo, contro un bestio gigante, ben sapendo verso un certo punto che qualcuno dovrà sacrificarsi per vincere. Non è necessariamente un bene o un male, si tratta di uno stile narrativo che hanno voluto imprimere e che per me dà quel qualcosa di aggiuntivo e maturo rispetto ai precedenti, perché mi sembra che ci si sia slegati dal concetto di videogioco per assurgere a quello di storia adulta trattata attraverso il medium videoludico. Non a caso i nemici finali di FF8 e FF9 sono un grosso enorme stereotipo vivente mentre in FFX anche il personaggio più stereotipato (Seymour, Kinoc, Mika) ha il suo perché e il suo posto nella storia.

Le tracce musicali sono qualcosa di sublime, non trovo parole per esprimermi. Mi è capitato di canticchiare le musichette del triple triad o degli stagni di FF9 ma niente per me riuscirà mai a battere in profondità e bellezza l’Hymn of Faith (che pensateci, è una cazzo di preghiera ma bellissima), il tema rockettaro del boss finale o anche solo le ost più tranquille dei personaggi che pensano e riflettono. Sentitevi questa. Ha quel non so che di Ambient-New Age che ti tranquillizzerebbe dopo qualsiasi cosa, ed è allo stesso tempo triste e malinconica. Per non parlare della traccia che ci accompagna alle rovine di Zanarkand, anch’essa malinconica ma con una certa energia e quel “sospiro” che si sente ogni tanto che sembra ribadire le preoccupazioni dei protagonisti. Sentitevi anche questa. E come fa notare qualcuno nei commenti, è uno dei rari casi in cui l’ost procede anche durante la battaglia coi mostri (che in genere spezzava l’andamento con la propria ost personale). E anche tutte le altre tracce da “combattimento” sono semplicemente meravigliose, giustificate e profonde. Mi sono ritrovato spesso a canticchiare qualcuna di queste a rotazione anche quando non toccavo FFX da anni, segno che è qualcosa che è rimasto profondamente radicato in me.

Lo stile visivo è qualcosa di unico, ricorda vagamente ambienti  e abiti cino-giapponesi in alcuni elementi ma per lo più ricorda uno stile Himalayano/Asiatico. Mi è piaciuto particolarmente, nel libricino degli sketch della limited, come abbiano spiegato il senso dei vestiti di Yuna. Inizialmente doveva essere un kimono ma siccome a Spira fa piuttosto caldo lo hanno rimaneggiato, dandogli un tocco personale e allo stesso tempo caratteristico. Yuna_Renderin_FFXfinal_fantasy_x_aeons___anima_2_by_roguevincent-d70k4bc Ognuno dei personaggi (a parte Rikku forse) ha un suo stile di combattimento, di movenze, di portamento che lo rende unico. Gli Eoni, come già spiegavo, sono graficamente superbi. Si vede che c’è davvero un enorme lavoro dietro. Non solo per quanto riguarda Bahamut, Shiva o Yojimbo ma in particolare per Anima, un “mostro” che mi pare spezzi definitivamente il legame che c’era prima con i vari guardian force, forse eguagliato solo da Karonte, Eden e pochi altri. In più le scene di evocazione, o quella di Zanmato, sono veramente mirabili. E’ sempre un piacere poter usare i vari Turbo di personaggi ed Eoni per poter rivedere quei filmati.

E veniamo ora alle note dolenti. Perché sì, mi reputo equo e anche ciò che amo lo analizzo concretamente nei pro e nei contro. La prima cosa, che purtroppo ricordavo, è la complessità di gestione dei personaggi. Non c’è un sistema di livellatura automatico ma ti devi attivare tu a dare ai personaggi sfere per aumentare la potenza, la velocità, gli HP. Questo vuol dire che in linea teorica sei libero di fare un po’ come ti pare ma non è vero, alla fine tutti avranno tutto e saranno poco differenziati. Una grande lacuna perché l’unica discriminante risulterà essere il numero di danni effettivi grazie al turbo, o gli eoni. Motivo per cui la squadra finale sarà quasi sempre Wakka + Yuna +Tidus, e basta. A volte Rikku per le combo. Gli altri nel dimenticatoio già verso 3/4 di trama. Non si ha più motivo di usare Lulu (ho terminato la partita senza usare il suo turbo una sola volta) una volta che i danni fisici faranno il massimo superando le difese avversarie. Kimahri poi di suo è piuttosto inutile e scarsamente caratterizzato. E’ sostanzialmente un “buon selvaggio” nel corpo di una delle razze di Spira che protegge Yuna, e basta. Ha una storia banale rispetto alle grandezze degli altri, delle tecniche infime e uno sviluppo problematico. Nell’ultimo file ho usato la sferografia master ma Kimahri non eccelleva in niente, è una sorta di mago blu che cerca di fare magie bianche, nere, e un po’ di fisico, col problema che riesce mediocre in tutte. Se uso le magie uso le maghe, se uso attacchi fisici uso Auron. Kimahri non è mai essenziale, a ben vedere l’ho usato solo per fargli apprendere tecniche e per farlo livellare. Insomma è il fallimento dei 7 protagonisti. Rikku anche ci si avvicina molto, come Yuffie è quel classico personaggio bambinesco (che in realtà viene introdotto come spaccaculi, e che poi stranamente cambia la propria indole a metà gioco, boh) che serve ad alleggerire la tensione. La sua utilità è quella di fornire controdialoghi a Wakka, punti di vista sugli Albhed. E ha poi un turbo effettivamente utile anche se ne ho sempre fatto a meno per via della randomizzazione della sua tecnica. Utile anche per guadagnare parecchi soldi e rubare.

Tornando al discorso gestione, ho trovato un po’ inutile dare al giocatore motivo di scegliere tra uno sviluppo “già deciso” e uno “più libero”. Ho capito l’intento ma lo sviluppo, credo per motivi numerici che non sto a spiegarmi, è pessimo. Infatti una delle due sferografie permette di massimizzare i parametri e di arrivare a 99.999 HP se gestita bene, l’altra no, solo intorno ai 70.000 HP. Scusate, perché? Perché io che scelgo una strada differente devo essere penalizzato? Non ho mica capito. Infatti quale delle due ho scelto secondo voi?

Altra cosa che ho trovato a dir poco frustrante, ma in maniera inutile, è lo Zoolab. Le sfere normali te le danno i mostri normali ma a fine trama devi potenziare oltre ogni limite i tuoi personaggi con sfere particolari. Queste ti vengono rilasciate una alla volta, due se effettui un ultracidio, e ti potenziano in genere di 4 punti un parametro (esclusi MP e HP). E l’ho trovata una gran troiata, specie per alcuni parametri come la potenza magica e la fortuna. Insomma non basta combattere un mostro con migliaia (milioni, a volte) di HP, non basta avere in cambio un paio di sferette di merda, non basta farlo per ogni singolo personaggio (e sono 7, cazzo), ma devi anche pagare? E che cazzo però!

Cioè, l’idea è carina, collezionare mostri una rottura ma lo fai una volta sola, ma il gioco è veramente sbilanciato, come se sentisse la necessità di farti fare la stessa azione migliaia di volte perché si è accorto che sta per finire, e allora insiste a tenerti tra le sue grinfie. Peccato che lo faccia nel modo sbagliato, non è così che ci si intrattiene. La ripetizione toglie valore all’azione, specie nei videogame. Sarebbe bastato, ad esempio, raddoppiare le sfere cadute e dimezzare i tempi. Tanto comunque quella ventina di ore ce la passavo lo stesso, eh. Mi piace anche che ci siano alcuni escamotage per avere armi che ti decuplicano l’esperienza senza stare lì a combattere ogni volta, ma è comunque qualcosa di estremamente ripetitivo e lungo. O almeno, sarebbe bastato non dare a quei mostri così tanti punti vita.

Gli equipaggiamenti sono un’altra merdata. Per tutto il gioco ti capiterà raramente di cambiarne qualcuno, magari per avere qualche +5% in protezione o in attacco in più, ma per il resto non influisce chissà quanto. A fine gioco ti rendi conto che senza il fiocco non vai da nessuna parte. Senza autohaste fai poco, senza autoprotect prendi sberle, senza HP apeiron e danni apeiron perdi i denti anche contro i funghetti. E comincia una lunga spirale di morte e sofferenza in cui devi trovare il bandolo della matassa: allora, batti il nemico più semplice che ti dà la mira, una volta che hai la mira batti il nemico sfuggente che ti dà destrezza, una volta ottenuta quella potenzi la difesa, poi l’attacco, poi la velocità. Una volta fatto sei un mediocre ma un mediocre con qualche speranza. Cominci a battere i nemici più forti con un po’ di turbo ed eoni, poi cominci ad avere le prime protezioni fatte col FOAM in casa, come i cosplayer. Tipo uno scudino del cazzo con solo Fiocco o solo HP apeiron, o una spada con Danni Apeiron e Perforazione. Il problema è che NON SI PUO levare una caratteristica ad un’arma, ed è qualcosa di tremendamente fastidioso. Se è qualcosa di raro, che hai ottenuto con fatica e che ti serviva, non puoi né spostarlo né cancellarlo se ora non ti serve o ti serve altrove. Scusate ma perché?!

Ogni arma o difesa ha solo 4 slot, questo significa che al massimo potremo avere 4 abilità offensive e 4 difensive, molto risicate se si tiene conto ad esempio delle abilità che potevamo dare in FF9. Te la devi giocare sapendo che rischi di perderti qualcosa di prezioso, o che per poterlo dare a tutti e 7 dovrai passarci non le ore ma i mesi.

Altra merdata è la randomizzazione delle armi cadute ai nemici. Ok, sappiamo che creare armi è un dito in culo, va bene. Allora facciamo una cosa intelligente: se batti dei nemici forti sono loro a dartene di preimpostate. Ci sono gli eoni oscuri e se li batti ti danno le relative armi e protezioni. Sì, bello, peccato che te le diano completamente random. Mi è capitato di battere una ventina di volte Dark Valefor per non ottenere niente di significativo. Sto battendo migliaia di volte Yojimbo e ancora si ostina a darmi qualche cacata con hp apeiron, fiocco e maledizione+, che, ricordo, non si può levare.

f8sbiu

Io piango. Ho goduto per tutta la durata della trama, ma la parte di allenamento è frustrante oltre ogni dire, un dito in culo senza vasella che arriva a toccarti l’anima e fartela marcire. Ho davvero penato per tutto questo e trovo che si possa parlare proprio di pessimo game design. Oh, ho già trovato quelli che <<ma che sarà mai? Io ho passato mille ore a livellare e non è un problema. Io ho finito le sferografie di tutti i personaggi al massimo senza problema, sei solo tu un noooub>>

Ma andate a cagare, và! (Cit.)

Altra cosa che mi sento di segnalare sono i minigiochi. Per avere le armi finali devi completare dei cancri di minigioco come la corsa coi chocobo o i 200 fulmini o le farfalle. Sono strumenti importantissimi, fondamentali, ma per averli devi davvero penare. Chiariamoci, sono fattibili, il fatto è che per qualcosa di NON OPZIONALE li ho trovati davvero troppo difficili. La corsa chocobo va abbastanza a fortuna e a memoria, ce la fai dopo un po’ di tentativi (e anche qui trovi il fenomeno che ti dice che gli è venuto al primo colpo, vedi sopra dove andartene); la cosa dei 200 fulmini senza una strategia o un video che ti spiega il punto giusto (che è un glitch? boh) NON è fattibile per me. Dovresti rimanere concentrato e stare fermo per 200 volte senza avere un minimo di preavviso. Per avere poi un’arma di un personaggio, Lulu, che hai smesso di usare venti ore prima.

Le farfalle mi ricordavo che da piccolo mi avevano fatto penare non poco, forse ricordavo male perché nella remastered sono andato bene dopo circa 3-4 tentativi e mi sono stupito. Meglio così, altra arma da mettere sulla panoplia per poi dimenticarsene.

Insomma ho trovato davvero punitiva gran parte dell’esperienza post-trama ed è qualcosa che purtroppo mi ha rovinato in parte il gioco. Magnifico a livello di trama, personaggi, ambientazione, ma pessimo per il grinding forsennato cui ti costringe. Senza contare Der Richter, il boss finale, che richiede parecchia pazienza. Ho avuto voglia di battere i due sephiroth in Kingdom hearts, l’ultima weapon su FF8 e Ozma su FF9 ma non ho mai avuto voglia di battere Der Richter.

Che dire quindi? E’ un’opera complessa, figurativamente ottima e ispirata, i temi sono profondi e reggono ancora oggi benissimo il confronto con un sacco di giochi. Credo sia il migliore FF ma non avendone giocati un paio ovviamente ho delle riserve. Ha dei pesanti difetti che lo rovinano ai miei occhi ma anche tantissimi elementi che mi permettono di passare oltre.

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Quant’è poeticamente bella questa immagine?