Gli animalisti, l’ideologia. Gli animali, la società

Tempo fa ho discusso con un veg (dico veg perché non sono sicuro se -etariano o se -ano) riguardo il mangiare animali per gola. Lui non riusciva a concepire che vengono mangiati per quello, essenzialmente. Continuava a dirmi le solite sciocchezze che dicono tutti in salse diverse

-E i pedofili? Anche loro possono per piacere?
-E gli stupratori? Anche loro possono per piacere?
-E gli schiavisti?
-E l’Isis?
-E i maniaci?
-E gli stalker?

Oh madonna. Ripetiamolo ancora, perché il mio vecchio articolo non bastava:

Se dico che mi piace fare determinate cose per svago o per piacere non sto automaticamente affermando che tutto ciò che sia fattibile per piacere e intrattenimento sia lecito, o etico, o addirittura legale.
Quando io affermo che mangiar carne è buono capisco benissimo dove vogliono andare a parare: equipararmi ai grandi disastri della storia e farmi capire che io sono dalla parte sbagliata, e loro da quella giusta. Che buon’anime!
Peccato che c’è un piccolo MA piccolo come una casa di mezzo, come ribadivo nel mio articolo:
Cagionare del danno ad un essere umano vuole anche dire, in una certa misura, fare del danno a me. Se avallo lo stupro indiscriminato sto dicendo che mi va bene che un giorno possa farlo qualcuno con la mia ipotetica figlia, o moglie. Se avallo i negrieri anche se in famiglia non abbiamo persone di colore sto permettendo una cosa che un giorno potrebbe ritorcersi contro di me: Mi si presenta Mustafà che dopo aver combattuto (e vinto) la guerra finale tra schiavisti e schiavi mi dice

Bene. Ora tocca a noi. I bianchi in catene, i neri schiavisti.

Il che sarebbe del tutto legittimo da parte sua.

Mettere i bastoni tra le ruote ad altri, quindi, non sempre paga o è vantaggioso. La schiavitù ormai è stata debellata, non ci sarebbe neanche un vantaggio a guardar bene. Avallare lo stupro idem, al massimo potrei far felice una fetta risibile di persone interessate a fare queste cose.

E ora torniamo al nostro discorso. Cosa ci guadagno a mangiar carne? Be’, è uno dei piaceri della vita poter mangiare. Non mi interessa se ci sono alternative, io mangio cosa voglio, e nel farlo non sto cagionando danno a nessun membro della mia società.
La mia ipotetica figlia non verrà stuprata, il mio cugino Mohammed non corre rischi, nessuno prenderà di forza il mio e altrui orifizio anale. Sì, certo, di mezzo ci va l’animale, ma alcune cose le ho già trattate nell’articolo dell’ottica riduzionista e non le toccherò di nuovo.
Che altro ci guadagno? Che a mangiar carne siamo una buona fetta di popolazione. In Italia azzarderei un 90% a dire poco. Questo porta indiscutibilmente vantaggi: non mi inimico nessuno, faccio contento me stesso e chi la pensa come me, ho svariate possibilità di scelta per essere ulteriormente felice e così via.

L’animalista veg estremista dal canto suo cosa guadagna e cosa perde?

Nel combattermi, niente. Si ritrova in un 10% scarso e come uniche armi ha la disinformazione, la propaganda, l’odio.
Nel lasciarmi fare, alcuni vantaggi. Primo fra tutti: non cercherò/emo di fermarlo. Ricordate il discorso prima? Se avallo qualcosa, qualcuno potrebbe usarlo contro di me quel qualcosa. Se tu quindi sei un attivista rompicoglioni che libera animali detenuti legalmente, insulta credendosi migliore o più empatico, preparati a subirne le conseguenze. Non mi volevi lasciar fare come volevo, non volevi la mia felicità, dunque a me non interesserà la tua. Ogni volta che c’è da discutere su temi caldi e interessanti per gli animalisti, come diete, sperimentazione animale, botti a capodanno, io mi schiero innanzitutto dalla parte che sembra essere più raziocinante tra le due ma in secondo luogo non dimentico, e sul piatto della bilancia aggiungo quell’astio represso che mi avevano buttato contro. Ergo: la situazione sembra pari tra chi vuole i botti e chi non li vuole per gli animali? Se a me non fa differenza di default andrò CONTRO le idee animaliste, perché è mio interesse danneggiare chi mi ha danneggiato.

Ma questo non è un atteggiamento maturo. Dovresti sì farla pagare a chi ti ha dato rogne, ma non c’entra nulla il suo movimento o i suoi amici che la pensano come lui

Io non la vedo così. Inoltre sarebbe troppo comodo. Si fa il cazzo che si vuole e poi ci si nasconde dietro al “non sono tutti così”. No. E vi spiego perché. E questo vale per chiunque, anche per le nazi femen et similia.

Se si stesse parlando della persona specifica sì, avete ragione, normalmente mi comporterei con buon senso. In alcuni casi si mette di mezzo l’ideologia della persona. Che sia l’animalismo militante, che sia il femminismo radicale, ogni scusa è buona per fare “danno”, per fare i cavoli propri in casa altrui e poi non prendersi le proprie responsabilità nascondendosi dietro al buon senso altrui usato come giustificazione. Ma come? Una donna che si dice femminista ti ha ferito? Be’, o non è una vera femminista, o non ha capito bene il femminismo, e così via. Idem per gli animalati. Non è un vero animalista, o non ha capito bene il veganesimo, e così via. E intanto questi continuano con l’abigeato e nessuno gli dice niente, anzi, sono visti come eroi dal popolino.
Questa, quella del dire “non è un vero X” è una fallacia logica conosciuta come Nessun vero scozzese/ No true scotsman.
E’ facile anche intuirlo: non sei nessuno per dire ad un altro, che segue il tuo stesso movimento, che LUI non lo abbia capito, e tu invece sì. E chi sei per dirlo? Neanche il fondatore stesso potrebbe, probabilmente.
E come fai a stabilire chi è un vero X e chi no?
Di fatti questa fallacia logica la maggior parte delle volte serve a coprire le schifezze di un movimento o di una ideologia allontanandosene (almeno per finta) e fare come se niente fosse.

No. Troppo comodo. Non lo accetto, categoricamente.

Se tu dici di fare parte di questo o quel movimento, che ha alla base questa o quella ideologia, ti devi far carico non solo dei meriti ma anche dei demeriti. Il femminismo porta anche a donne che si credono superiori agli uomini, misandriche e fortemente ideologizzate. L’animalismo porta anche a persone capaci di operare furti ai danni degli allevatori, persone che insultano violentemente i bambini che mangiano carne o i circensi augurando la morte e così via. Non me ne frega niente se per te non sono “veri animalisti”, è a me che subisco che spetta decidere dove collocarli. Se questi per ideologia mi cagionano un danno perché mangio carne o sfrutto l’allevamento o vado al circo io non mi trovo davanti solo 4 gatti idioti, perché sono in molti a pensarla come loro e nessun “vero animalista” DOC si vede mai all’orizzonte quando uno di questi insulta.

Non sono stupidi a caso, no, sono animalisti che interpretano a modo loro l’animalismo, o il veganesimo. Anche se sulla carta non c’è scritto “ogni vegano dovrà stracciare i coglioni a chi mangia carne” va da sé che una persona coerente non può vederli di buon occhio se ci tiene così tanto alle sue idee. Per l’estremista è naturale odiare chi mangia i suoi amichetti, è naturale odiarmi e augurarmi cancri, e siete voi a doverci fare i conti, non io.

E se ricevo un danno, fosse anche da un estremista, per me ci rimettono tutti, perché mai nessuno s’è mosso per prendere le difese dell’allevatore, del cacciatore che per sbaglio uccide il figlio o del circense. Silenzio per me vuol dire assenso, o menefreghismo.
Ogni volta che una pagina scientifica dice una cazzata si leva un’alzata di scudi impressionante dove tutti, citandosi a vicenda, ci tengono a correggere l’errore o a prendere le distanze. Questo nella stragrande maggioranza dei casi non avviene né per gli animalisti né per le femministe. Poi però tutti bravi a far finta di niente e a dire che sono 4 esaltati, e che i “veri” sono silenziosi.
A me non me ne frega niente di chi coltiva le proprie idee a casa sua, mi frega di non essere insultato per mangiare carne, quando vado al circo, o quando discuto. Se succede, e non vedo nessun “vero animalista” a prendere le mie difese per me è come se non esistesse. Per questo voglio che siano gli stessi esponenti del movimento a “esporsi” in queste cose, e a cominciare una pulizia dall’interno. Non la fanno? Stanno zitti facendo finta di niente? Allora ci perde tutto il movimento. E poco per volta i tempi mi danno ragione: il femminismo è sentito dalle persone sempre più come un’imposizione della donna sull’uomo che non come un movimento antisessista contro gli stereotipi di genere. 993869_10153873976639802_873242263154415479_n.jpg

 

L’animalismo anche, specie quando ad opera di imbecilli totali ci vanno di mezzo gli animali che volevano tanto salvare. Non serve che io ricordi Vassallo, il quale avrebbe disconosciuto la madre se questa avesse fatto uso di farmaci testati su animali. E qualche volta qualche animalista serio prende anche le distanze, ma solo da soggetti irrimediabilmente compromessi proprio come Vassallo o Enrico Rizzi del PAE. Troppo comodo. Ci vuole più coraggio per denunciare i comportamenti tossici che rovinano un movimento. L’unica pagina che conosco, vegana, e che abbia preso le distanze dagli estremisti è quella di Vegan Warrior ma solo con un post veloce su fb, che il blog è pieno delle stesse stronzate di tutte le altre pagine. Una pagina sola, degna di nota, che si comporti seriamente ( e manco sempre).

E le altre? Boh, tutte zitte. Anzi, magari si uniscono al coro per ricordare quanto siano buoni santi e cari gli ALF. Prendiamo ad esempio una pagina dichiaratamente anti-scienza, anti-onnivorismo e anti-qualsiasicosacontroglianimali: il mio soggettone preferito Logica Onnivora, che già abbiamo conosciuto qui.

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Come si può ben vedere questa pagina di minus habens che parlano di uomo frugivoro ha un seguito di circa 12.800 persone. Non stiamo affatto parlando di 4 gatti. Oh, si, statisticamente magari non vinceranno un referendum o una votazione, ma quando si coalizzano e fanno shitstorm sulle varie pagine li senti eccome. Quando ti aggrediscono in branco anche 4 di questi gatti li senti eccome.
E tutti gli altri? Il silenzio. Le uniche pagine che lo correggono sono quelle anti-vegane tanto odiate. A questo punto il dubbio viene: esistono pagine di “veri” animalisti?
L’unica che ho trovato, e con la quale non sono neanche spesso d’accordo, è questa.

Da notare subito le disparità: 12 mila fan al coglione che parla di uomo frugivoro, 2000 a quelli che supportano la ricerca dicendosi animalisti (e per questo prendendosi pure insulti, guardate la loro bacheca).
Non è uno studio scientifico questo ma serve comunque a dare un’idea di come le cose siano, almeno sul web. Torno a dire che a me non interessa cosa pensano i “veri”, se poi mi trovo circondato da coglioni che non sono veri, non sono animalisti, ma si definiscono tali. Significa che qui qualcuno non ha fatto i compiti per casa e qualcun altro non lo ha sorvegliato abbastanza. Ci manca solo che io danneggiato debba pure chiedere scusa per aver rovinato l’immagine del sacro movimento animalista, dopo che mi hanno fottuto un capretto o rovinato lo spettacolo.
Se gli animalisti ci tengono tanto al loro movimento che si diano una svegliata e comincino a lavorare sui soggetti interni che lo rovinano, giacché la colpa è loro, non certo mia che mi difendo (e giustamente, aggiungerei).

Dopo questa spiegazione, che mi ha portato un pochino lontano da quel che volevo dire (ma mi è utilissima comunque per spiegarmi) torno al nocciolo della discussione.

Fare le cose per piacere è fattibile e non c’è nulla di male nel farle, se non si cagiona danno a nessuno.

Ma così facendo cagioni tu danno all’animale

Vero. Non posso ribattere. Ma è una cosa che ho messo in conto. Così come il buon pro-veg ha messo in conto di vivere in una società piena di sfruttamento animale al posto di una bella foresta vergine. Che dire, non siamo perfetti, e se per il mio benessere psicofisico qualcuno deve pagare, che sia colui che da me è più distante possibile.

Detto questo io comprendo benissimo il punto di vista di tutti quanti, e alla fine non criminalizzo nemmeno.
Il vegano estremista è una persona sensibile, eccessivamente forse, che spesso ha perso con le relazioni umane e si rivale sugli animali, e giustamente vede male e si incazza con chi gli mangia gli amici. Lo capisco, forse pure io farei come lui al suo posto. Ma non posso permettertelo, mi spiace. La tua gioia non deve passare sulla mia, spiacente. O trovi un altro modo o arriviamo allo scontro. O me o te, in sostanza. Anche se per te non vale niente la mia gola, metti in conto che per me potrebbe non valere niente la tua ideologia, la tua empatia o la tua presunta etica superiore. E che si fa ora? O ci si comprende e ci si viene incontro oppure ci si scontra, e nel mentre il tuo movimento a causa tua perde anche la propria immagine pacifista.

Per quelli duri e puri che non accettano queste motivazioni, non posso che ribadire altri concetti.
Un animale è un bene per l’essere umano.
Pare brutto dire che sono “oggetti”, pare brutto perché poi sembra che li sfruttiamo.
Ma a ben vedere non è così? I nostri animali d’affezione li vorremmo comunque se ci fosse proibito per legge di trattarli come pelouche, di accarezzarli e di coccolarli?
Se ci venisse proibito di cavalcare cavalli, di portare i gatti alle mostre feline, di portare al guinzaglio i nostri cani, li vorremmo davvero? Questa è una forma di sfruttamento. Uno sfruttamento basato sulla carineria, sulle carezzine, che magari anche loro apprezzano, ma pur sempre uno sfruttamento. Quindi anche se pare “brutto” e anche se per te l’animale fa parte della famiglia, resta un bene. Un bene di cui hai comprato i diritti, e per i quali tu umano intercedi. E nessuno potrà toccare il tuo animale, perché è come se fosse una persona. “Come se” ma non lo è e non lo sarà mai, perché non può contribuire attivamente alla società. Per il semplice fatto che un animale non ha linguaggio, non concepisce i doveri dunque non ha nemmeno diritti finché uno non li compra per lui.

Questo passaggio è fondamentale e lo rimarco:
capire se un essere è utile o meno alla società è essenziale per capire cosa possiamo farne.
Una persona non la posso mangiare, non la posso uccidere, perché contribuisce alla società. Alleandomi con lei posso figliare, posso guadagnare, posso divertirmi. Ucciderla o rovinarla non è solo uno svantaggio per me ma anche per gli altri con cui intrattiene legami in società.
Mentre un animale, con le sue capacità ridotte, cosa può fare in società?
Può tenere compagnia, può aiutare gli anziani e i bambini, ma non può stringere molti altri legami che non siano emotivi con me. Non posso figliarci, non posso mandarlo a lavorare, non posso avere un rapporto paritetico con lui, posso sempre e solo invogliarlo a fare cose con rinforzo positivo o con mutuo guadagno.
Per questo esistono i circhi, perché ci guadagnano tutti e perché l’animale “lavora” come farebbe un membro della società.
Per questo si mangia la loro carne, perché il tornaconto energetico, proteico, di piacere, è superiore a qualsiasi altra cosa potrebbe darci.
E così via.
Dunque l’animale ha delle cose da offrirci, alcune sono simili a quelle che simulano rapporti con altri umani, altre riguardano la loro carne o il loro lavoro. Ma a decidere cosa è sempre chi compra quell’animale.

Concludendo, penso che l’unica cosa fattibile dai vari animalisti, veg estremisti o meno, sia giocarsi bene le proprie carte. Allontanare i violenti e i criminali che vanno contro la legge, criticare questi comportamenti. Sforzarsi di capire anche le posizioni altrui e cercare almeno di rispettarla.
In secondo luogo, fare informazione escludendo la propaganda.
Vuoi dirmi come sono i macelli? Va bene, ma fallo con materiale serio e recente, possibilmente non youtube con del girato in Cina o in Romania negli anni ’70, per cortesia.
Vuoi dirmi che è possibile evitare la carne? Va bene, ma evita la stronzata dell’uomo frugivoro per cercare di dare forza alla tua tesi, perché poi cade appena ci posano lo sguardo sopra.
Ritieni la tua etica migliore? Va bene, ma non stracciare i coglioni a chi non la ritiene tale. Se è veramente superiore capirai che le persone hanno bisogno di tempo e affetto, non di forzature staliniane. Si fanno più vegani con le ricette fatte provare per sfizio in mezzo ad un pranzo onnivoro che con dieci miliardi di “muori schifoso assassino mangiacadaveri

Avete la cucina, giocatevi bene quella carta. E se qualcuno noterà questo atteggiamento positivo, magari si unirà alla vostra causa. E se non lo farà e siete veramente intelligenti come dite, forse non è esattamente la rivoluzione mondiale che credete che sia.

2 risposte a "Gli animalisti, l’ideologia. Gli animali, la società"

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