Discutere con una ciarlatana vittimista: Una vita da Vegano

Oggi voglio parlarvi di una paginetta che ha attirato la mia attenzione negli ultimi tempi. Chiarisco già che è una di quelle paginette simili a logica onnivora dove la scienza viene piegata ai propri scopi e smembrata come fa comodo di volta in volta. Il materiale che ho raccolto viene da diverse fonti che ci hanno avuto a che fare.
Si chiama Una vita da Vegano, anche se precedentemente si chiamava Ma allora cosa mangi? ed è un’altra di quelle paginette pro-vegan che però ha alcune peculiarità rispetto a quelle di mera disinformazione. Questa fa anche vittimismo quando spara cagate e viene corretta. Ve ne do immediatamente dimostrazione.

L’admin aveva postato qualcosa inerente all’antispecismo, quella spazzatura intellettuale vegan definita vergognosamente filosofia. L’amministratrice le aveva tentate tutte per svicolare la discussione e non leggere le fonti contrarie alle sue, così si è vista costretta a bannare il malcapitato, che ha poi scritto questo status

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(questa l’immagine postata) Dalla foto non si capisce bene, ma in realtà la pagina dell’utente è stata bannata senza alcuna spiegazione. Al che si è visto costretto a riscrivere con un’altra, prontamente bannata. Gran bel modo di affrontare una discussione, banniamo chiunque non riusciamo a far tacere con la forza delle nostre argomentazioni!

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Da notare infatti che la paginetta tende spesso a parlare di Antispecismo e poi miscelarlo in maniera confusa alle posizioni dell’Ada e dell’OMS, che non c’entrano assolutamente nulla con l’antispecismo, solo per darsi un tono. La discussione è così proseguita.

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Ovviamente non si è più degnata di rispondere una volta che è stata messa all’angolo. Allora, quanti errori si notano già qui, oltre a quelli evidenziati dall’utente?

La cosa che più mi ha fatto ridere è stata effettivamente il pc che sarebbe vegano in quanto non è fatto con la pelle del pollo, una cosa talmente buffa che vien da pensare che questa pagina sia troll.
Allora andiamo a vedere che altro posta questa simpatica admin. (Sì è una sola, e non 3, e dopo ci arriviamo)

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La pagina de “Il carnista” pone in realtà un sempiterno dilemma cui ancora nessun vegano è riuscito a rispondere. Infatti spesso sono costretti a ricorrere a video montati ad hoc, o girati in cina e in romania per dimostrare che avvengano chissà quali sciagure nei macelli, dimenticandosi sempre che per legge in Italia devono essere storditi.
La sua risposta? Un accrocchio di banalità sconcertanti e pestate di piedini degne di un infante. Il tutto condito dalla fallacia logica “veg” onnipresente di falsa analogia. L’uomo è un animale, ma è un animale sociale e dunque soggetto, mentre l’animale è solo ed esclusivamente oggetto in una società di uomini. Quindi è sciocco paragonare le due entità come identiche al fine di evocare una risposta emotiva. Fonti? Zero. Asserzioni prive di logica, proprio come il nostro ciarlatano preferito di Logica Onnivora.

Tornando sugli admin, la pagina afferma più volte che siano in 3. A riprova posta spesso queste foto

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Vi invito a visitare la pagina Una vita di Ritardo, che le fa il verso, per avere più foto.
Ovviamente vien già da ridere, due di questi admin sarebbero immagini trovate a caso su internet facilmente smentibili con una blanda ricerca per immagini. Peraltro viene fornito solo il “nick” e neanche il nome, in modo da poter visionare i profili, sicuramente inesistenti.
L’unica admin parrebbe essere una donna (di mezza età? non si capisce bene) che commentava molto spesso la pagina di Vegani che respirano il tuo stesso ossigeno qualche tempo fa, e sulla quale si trovano ancora diverse foto e testimonianze.

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Se si guarda sulla pagina infatti, si nota subito che oltre a cercare di diffondere un po’ maldestramente il veganismo, almeno un 10% dei post se non di più sono sempre volti alla difesa di questa Monica. Molto curioso come fatto. Abbiamo 2-3 immagini fake presentate come Admin e questo nome ricorrente, oltre a quello di Adelaide Bruno. Vediamo che altro c’è.

La pagina tende, molto spesso, ad adottare due pesi e due misure. Uno per i veg, l’altro per gli onnivori.

Qui ad esempio critica il sessismo di un’altra pagina

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Ma qui, quando le si fa notare che una vegana ha insultato una ragazza in sovrappeso in quanto onnivora, fa orecchie da mercante

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Cinzia CHI???? Mai vista, mai sentita, e se c’ero dormivo!

Ahahahah ma avete visto? Ha avuto sotto il naso un post sessista, ma non si sogna per niente di esibirlo perché secondo l’admin c’è un collegamento tra sessismo e mangiar carne. Una tesi così ridicola che infatti cade non appena si entra in una qualsiasi pagina pro-vegan, dove ogni post o quasi è all’insegna della violenza contro cacciatori, ricercatori et similia a cui si insulta mamma, nonna e pure sorella.

Altra immagine molto caratteristica è questa, postata da Una vita da Vegano e da un utente segnalata alla sua pagina “Alternativa” contro il sessismo e il bodyshaming. La risposta è stata

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E certo, no? Se un onnivoro è sessista lo si mette alla gogna, se una pagina vegana è sessista è chiaramente un gioco di parole molto divertente ed equilibrato, magari satirico e con alcune finalità atte a far progredire la specie! Cavolo, che sciocchini che siamo tutti quanti! La pagina secondaria per fortuna è stata fatta chiudere, se no mi immagino come sarebbe andata avanti.
Tuttavia l’admin, che è riconoscibilissima perché ogni volta ha lo stesso modo di dirigere la pagina, ne ha aperta un’altra, questa volta contro l’Hatespeech, o come lo intende lei, contro chiunque dica cose anche senza insulti contro le sue idee preconcette.

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In questo caso No hatespeech ha postato un messaggio privato (che ho coperto poiché pieno di insulti) di un utente, utilizzando poi la sua stessa pagina per diffondere il suo profilo e la sua pagina, sperando così di metterlo alla gogna. Non male per una pagina che si professa contraria alla violenza e all’incitamento all’odio.
Lo stesso utente poi mi ha rivelato che il messaggio lo aveva volutamente “caricato” così da attirare l’attenzione. Ma lo aveva spedito ad Adelaide Bruno, ritenuta essere uno dei fake della Monica, e non a lei stessa. Viene quindi da chiedersi come mai, tra tante millantate e presunte minacce ai bambini di Monica (mai provate con nessuno screen) spunti fuori dal nulla un messaggio che doveva essere rivolto ad una terza persona.
Curioso perché queste coincidenze saltano fuori ogni volta. Ad esempio, su Una vita da Vegano pare esistere uno strano quanto magico regolamento, che si dice cambi nel tempo a seconda di chi lo usa, un po’ una sorta di bacchetta di sambuca vegana.

Infatti

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In pratica se le si scrive in privato vuole che scrivi in bacheca, perché così può metterti alla gogna e fare screen, aiutata da altri minus habens come lei, ma se scrivi in bacheca ti dice che devi scrivere in privato, così può vedere il tuo profilo personale e bannarti o segnalarti.

Qui una bella discussione a tal proposito

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Una pagina, che è stata poi chiusa, aveva scritto su Una vita da Vegano senza insulti e senza improperi a suo dire. E’ stata bannata e un utente (magari lo stesso o un suo amico) ha poi scritto in bacheca

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Capito? Lei può bannarti come ti pare, e se glielo fai presente vai off topic.

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Non stanno mica bulleggiando nessuno. Postano un tuo screen senza oscurare il nome, ti impediscono di parlare bannandoti, non ti danno spiegazioni perché sei off topic ma ey

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EEEEEYYYYY

Lì non si bulleggia nessuno, capito? HAI CAPITO? EH?

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Ma che senso ha chiedere, anzi forzare, un utente a scrivere in privato se vuole scrivere in pagina? E che senso ha, visto che il ban e le sue motivazioni riguardano tutti?

Ovviamente la discussione come poteva finire?

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Il regolamento non è una scusa, ma viene usato come capita. Qui, ad esempio, non si legge né hatespeech né insulti, al massimo un po’ di incazzatura (e vorrei anche vedere, visto che ti bulleggiano, non nascondono il tuo nome e non ti forniscono neanche spiegazioni) e ovviamente la pagina invita o a parlare con dei fake, o a parlare con nuove pagine, per bloccare anche quelli ovviamente.
Quindi il non plus ultra della correttezza, a quanto pare.

Ma non è finita qui, perché questa paginetta continua a fare falso vittimismo dicendo che gli altri bullizzano questa povera piccola Monica, che voleva solo diffondere il verbo vegan con un po’ di umile ban in giro per il mondo.

Ma chi è sta Monica alla fine? Mi segnalano questo profilo che, per quel che sappiamo, può anche essere fake. In ogni caso postare un profilo pubblico non è, come asserisce lei, fornire dati privati, in quanto non si sta parlando del suo numero telefonico né della sua mail ma si sta fornendo un indirizzo pubblico essendo lei su un social.
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Infatti sulla sua stessa pagina si leggono riferimenti sia al vegan che all’hatespeech e si vedono diverse foto usate anche per i suoi fake. Se si va poi sulla pagina di Adelaide Bruno si noterà che tutte le immagini vengono da internet e quando interveniva le prime volte in difesa di Monica aveva pochissimi amici, segno elementare che ci si trova in presenza di fake palesi.

Altra cosa molto caratteristica è che i commenti scomodi, su altre pagine, che la confutano, vengano costantemente presi di mira da segnalazioni che hanno il potere di rimuovere, bloccare temporaneamente o addirittura cancellare profili.

Un esempio degli ultimi giorni è questo

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Le fonti che lei chiama “Fao” sono le seguenti

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/17/dramma-della-carne-parte-2/184399/

Dove si capisce subito che la scienza non sia neanche di quartiere. Alla fine si cita persino Berrino con un video su youtube, il massimo della scienza, e dove si afferma anche

“Peraltro “la carne non solo è dannosa per la salute dell’uomo

Quindi bufale già smentite, come quella della conversione alimentare, che si dimentica sempre di dire che agli animali non si dà solo soia e cereali ma anche erba medica e scarti del grano per noi NON edibili, per ricavare molti prodotti, non solo carne. Si contano ad esempio anche cuoio, ossa, siero fetale bovino, piume, carne per i pet e così via.

Fonte risibile.

La seconda https://it.m.wikipedia.org/wiki/Impatto_ambientale_dell%27industria_dei_cibi_animali

fa ancora più ridere perché già in alto è presente la scritta

La neutralità di questa voce o sezione sull’argomento ecologia è stata messa in dubbio.

Motivo: pagina molto a tesi (segnatamente vegana)

No ma fidiamoci pure, eh?

La terza http://meteo.lcd.lu/globalwarming/FAO/livestocks_long_shadow.pdf

è il sempiterno Livestock’s Longshadow, che negli anni è stato corretto e rivisto anche più volte a seguito delle critiche che ha ricevuto sui dati gonfiati che ha utilizzato. Qui un esempio

http://www.telegraph.co.uk/news/earth/environment/climatechange/7509978/UN-admits-flaw-in-report-on-meat-and-climate-change.html

Faccio notare che da nessuna parte si demonizzano i prodotti animali ma anzi nelle premesse e nelle conclusioni viene detto che si calcola un aumento esponenziale del consumo di carne e che per farvi fronte si devono migliorare le tecniche produttive, detto in soldoni.
L’ultima fonte idem.

Cosa capisce l’analfabeta funzionale?

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BAAAAM

CAGATA ATOMICA

Ecco il classico esempio di persona totalmente ignorante che vuole dire la sua senza aver studiato. Da nessuna parte si menzionano “tutti gli allevamenti” o si dice, in nessuna maniera, che causino la fame nel mondo. E’ una stronzata sesquipedale dirlo, e infatti la dicono solo i vegani convinti di salvare il mondo con la loro dieta. Azz, a saperlo dovevamo formare un governo di soli vegani per risolvere guerre, fame e pestilenze nel mondo, bastava non mangiare la carne che ci rendeva aggressivi, no? E perché nessuno ci ha mai pensato e ci arrivano 4 grulli su internet?

Chiariamoci bene: I documenti che riporta dicono espressamente cose come “l’allevamento causa inquinamento a questi livelli, a queste condizioni, in questa misura”

Nessuno lo mette in dubbio. Che vengano utilizzati soia, cereali e acqua, nessuno lo mette in discussione. Quel che non va bene è dire che sia uno “spreco”, perché è una cazzata proprio come asserire che potevi evitare tu di vivere per destinare il tuo ossigeno o il tuo cibo ad altri. Non hanno capito un tubo della natura questi. L’uomo trasforma cibo non edibile in cibo edibile+altri strumenti utili per lui, che le piante non potrebbero altrimenti darci. Non solo, il concime è una fonte indispensabile per le piante, che migliora la resa produttiva e permette di vivere in simbiosi con l’agricoltura. Nessuna agricoltura è possibile senza allevamento.

Inoltre, fonti affidabili (e non di blog vegani) come Italia unita X la Scienza, riportano le cose in maniera molto più distaccata e meno polemica

L’impatto ambientale di agricoltura e allevamento secondo la scienza

Le superfici occupate dall’agrozootecni, sono oggi destinate per il 69% al pascolo, e per il restante all’agricoltura [9,10]: la maggior parte dello sfruttamento del suolo per uso umano è dovuto all’allevamento. L’agricoltura però può causare danni ambientali maggiori rispetto all’allevamento a causa dello sfruttamento intensivo di terra, causando soprattutto la degradazione della qualità dell’acqua [11], la salinizzazione e l’erosione del suolo [12].

Quindi abbiamo un 70% contro un 30%. Lo sfruttamento ad uso umano è dovuto all’allevamento, ma si fa presente che l’agricoltura, nonostante il suo 30%, può causare danni ambientali ben maggiori. Ad avere il mondo veg come desiderano paginette insulse come queste cosa otterremmo, in termini di devastazione ambientale?

Andiamo a vedere insieme i risultati dei vari studi: iniziamo subito a dire che l’allevamento ha un impatto superiore a quello dell’agricoltura (ci sono quasi due ordini di grandezza tra carne bovina e frutta/verdura). Sommando impatto diretto e indiretto, infatti ci vogliono in media 15.000 l di acqua per produrre 1 kg di carne bovina [6] (ca 21.000 l di media in Italia [6, Tabella 1 pagina 40]), 4800 l per 1 kg di maiale, 3900 l per 1 kg di carne di pollame. E’ elevato anche l’impatto dell’agricoltura da questo punto di vista: ci vogliono circa 3000 l di acqua per produrre 1 kg di riso e ca 1300 l per 1 kg di grano, mentre per frutta e verdura servono 960 e 320 l di acqua rispettivamente per ogni kg. Dei 15000 l per produrre carne bovina, circa 200 l sono diretti (ossia quelli usati per abbeverare l’animale) e i restanti sono indiretti (ossia sono i litri di acqua usati per andare a produrre il cibo per il bovino). Non è immediato però andare a quantificare l’impatto preciso di ogni alimento in questo modo.

Si può, per semplificare, andare a quantificare qual è la water footprint di alimenti comuni [6, Tabella 2]: 1 birra piccola per esempio ha una water footprint di 70 l di acqua, una fetta di pane (30 g) equivale a 40 l di acqua, un bicchiere di succo di mela a 170 l, una patata a 25 l e un hamburger a 2500 l.

Un calcolo simile si può fare non a parità di peso ma a parità di valore nutritivo, ossia si può calcolare il rapporto water footprint divisa per le calorie (è una sorta di calcolo di efficienza): la carne di manzo consuma 10 l/cal, quella di maiale 2.15 l/cal, mentre la carne di gallina si attesta a 3 l/cal, per quanto riguarda le coltivazioni, per le verdure in media si usano 1.34 l/cal, i frutti 2.09 l/cal (quasi quanto la carne di maiale, sono i meno efficienti tra gli alimenti non animali), la frutta secca 3.63 l/cal mentre per i cereali servono 0.51 l/cal [8].

Parlando dell’acqua, si nota subito che il paragone loro lo fanno solo con la carne di manzo, quella più “dispendiosa” ma anche remunerativa in termini di benefici, e non tengono conto del valore nutritivo, né delle distinzioni che il waterfoot print fa dell’acqua usata, suddividendola in colori.
Questo significa che di quei 15.000 litri usati solo un 10% non torna in circolo, ed è tutta acqua piovana. Tanto per parlare di spreco di risorse

La situazione è simile se si considerano i litri/proteina, ma l’alimento per cui serve più acqua a parità di proteine sono i frutti 180 l/g proteina, seguita dalla frutta secca con 139 l/g e dalla carne bovina con 119 l/g, il maiale consuma 53 l/g proteina, mentre per la carne di gallina ne servono 34 l/g. Al fondo della classifica troviamo di nuovo le verdure e i cereali con 26 e 21 l/g proteina rispettivamente [8].

Bisogna però fare una distinzione importante: non tutta l’acqua qui considerata è acqua di falda (o blue water), anzi, la stragrande maggioranza (ca il 90% della water footprint) è green water, ossia acqua che proviene principalmente dalle piogge [7,8]: per esempio solo 250 l sui 15000 l usati per produrre 1 kg di carne è acqua di falda.

Quindi le cose sono molto più complicate di come le pone la pagina vita da vegano. Agricoltura e allevamento causano entrambi danni e spreco, se così si può erroneamente definire una trasformazione utile, di risorse. Ma se tu mi fai solo vedere i documenti dell’allevamento è ovvio che il vegano idiota capisce “guga, allevamenti uguale male nel mondo”.

Infatti questo discorso si può fare con qualsiasi cosa. Chi l’avrebbe mai detto che una birra piccola avesse un impatto di 70L? Ora andate dai vostri amici beoni a dire che se c’è poca acqua è perché bevono birra. Capito il giochetto? Solito cherry picking malato condito da inesattezze, e hanno anche il coraggio di dirti che non leggi le fonti e che devi confutare la Fao, quando la Fao certe cose non si sogna minimamente di dirle e sei solo tu che non capisci un cazzo di quel che c’è scritto (e che non hai neanche letto probabilmente).

Morale: Se i vegani sono costretti a ricorrere al vittimismo spicciolo, alle bufale, alla lettura di dati errata (cosa già vista con Logica Onnivora) e al fascismo bannatorio senza motivazione per avere una parvenza di ragione, si capisce perché siano ancora uno sputo rispetto alle posizioni vegetariane, molto più sensate, rispettose dell’uomo, dell’animale e dell’ambiente, e non estremiste.

Sono schifato da certi comportamenti, ragazzi. Se per voi discutere è solamente segnalare o impedire agli altri di confutarti (e non ho neanche parlato del fatto che l’admin rimuove e rimette le foto condivise per cancellare le confutazioni) vuol dire che voi, o che i vostri discorsi, valgono meno di zero e non sapete difenderli.